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204 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Appalto illecito: quando scatta il lavoro subordinato
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che riconosceva l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra un istituto di credito e un lavoratore, formalmente dipendente di una cooperativa. Il caso riguarda un appalto illecito, in quanto il lavoratore, addetto allo smistamento della corrispondenza, era di fatto inserito nell'organizzazione della banca e diretto dal suo personale, svolgendo mansioni non riconducibili al contratto di appalto ufficiale. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della banca, consolidando il principio che conta la realtà fattuale del rapporto lavorativo e non la sua qualificazione formale.
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Qualificazione rapporto di lavoro: La Cassazione decide
Una lavoratrice impiegata presso l'ufficio di un'ambasciata ha richiesto il riconoscimento del suo rapporto come lavoro subordinato. Dopo una decisione sfavorevole in appello, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, stabilendo che gli elementi forniti dalla lavoratrice (luogo di lavoro, orario fisso, supervisione, retribuzione costante) erano sufficienti per la qualificazione rapporto di lavoro subordinato. La Corte ha ritenuto la contestazione del datore di lavoro troppo generica per invalidare le allegazioni della dipendente. È stata inoltre confermata la giurisdizione italiana, respingendo la tesi dell'immunità diplomatica per mansioni ausiliarie.
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Appalto non genuino: la direzione del committente
La Corte d'Appello di Bologna conferma una sanzione per appalto non genuino. La sentenza stabilisce che se il committente esercita potere direttivo e organizzativo sui lavoratori dell'appaltatore, il contratto si configura come somministrazione illecita di manodopera, indipendentemente dal testo formale dell'accordo. Le testimonianze dei lavoratori, che hanno confermato di ricevere ordini diretti dal committente, sono state decisive per la decisione.
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Lavoro subordinato: quando il contratto è fittizio
Il Tribunale di Trento ha annullato una cartella di pagamento emessa da un ente previdenziale nei confronti di un'infermiera. Nonostante un contratto formale di lavoro autonomo, il giudice ha riconosciuto la natura di lavoro subordinato del rapporto, basandosi su indici concreti come orari fissi, direttive del datore e integrazione nell'organizzazione aziendale. Di conseguenza, è stata dichiarata l'insussistenza dell'obbligo contributivo verso la cassa professionale.
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