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Eterodirezione

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204 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Socio lavoratore cooperativa: lavoro autonomo o no?
Una società cooperativa artigiana ha contestato la richiesta dell'ente previdenziale di versare contributi da lavoro subordinato per i suoi soci. La Corte d'Appello aveva dato ragione all'ente, ritenendo incompatibile la qualifica di artigiano con la natura della cooperativa. La Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che il rapporto del socio lavoratore cooperativa va valutato in concreto, verificando se l'attività sia svolta in autonomia o con eterodirezione, senza presunzioni astratte.
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Tempo tuta: retribuzione per vestizione è d’obbligo
Un gruppo di operatori sanitari ha citato in giudizio la propria azienda ospedaliera per ottenere il pagamento del 'tempo tuta' e del cambio consegne. Dopo le decisioni negative dei tribunali di merito, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei lavoratori. La Suprema Corte ha ribadito che il tempo necessario per indossare e dismettere la divisa, così come quello per le consegne, costituisce a tutti gli effetti orario di lavoro e deve essere retribuito, specialmente nel settore sanitario dove tali attività sono imposte da esigenze di igiene e sicurezza. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Lavoro subordinato giornalisti: la Cassazione conferma
Una società editoriale ricorre in Cassazione contro la decisione che qualificava il rapporto di sette giornalisti come lavoro subordinato. La Corte rigetta il ricorso, confermando che la continuità, l'assegnazione di una zona e le direttive redazionali sono indici sufficienti per il lavoro subordinato giornalisti, legittimando la richiesta di contributi previdenziali.
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Lavoro autonomo giornalisti: Cassazione conferma
Un ente previdenziale per giornalisti ha impugnato una decisione della Corte d'Appello che negava la natura subordinata del rapporto di lavoro di alcuni giornalisti con un'emittente televisiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che si trattava di lavoro autonomo per i giornalisti. La decisione si fonda sulla completa autonomia creativa e gestionale dei professionisti nel proprio programma, sull'assenza di direttive aziendali e sulla chiara volontà espressa nel contratto di lavoro.
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Vincolo di subordinazione: quando il contratto è nullo
La Corte di Cassazione conferma la riqualificazione di contratti a progetto in rapporti di lavoro subordinato per una società di servizi. La decisione si basa sulla mancanza di un progetto specifico e sulla presenza del vincolo di subordinazione, evidenziato dal potere direttivo e di controllo esercitato di fatto dal datore di lavoro. Viene inoltre chiarito che il verbale di accertamento dell'ispettorato non è autonomamente impugnabile, essendo un atto endoprocedimentale.
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Qualificazione rapporto di lavoro: Volontariato o No?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gestore di un circolo culturale contro la sentenza della Corte d'Appello che aveva confermato la qualificazione del rapporto di lavoro di alcuni soci come subordinato, anziché come volontariato. La decisione si fonda sulla prevalenza degli indici fattuali della subordinazione (orario fisso, compenso periodico, eterodirezione) rispetto alla qualificazione formale data dalle parti. La Corte ha ribadito che l'accertamento di fatto del giudice di merito, se correttamente motivato, non è censurabile in sede di legittimità.
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Compenso avvocato: i minimi sono inderogabili
Una lavoratrice ottiene il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato nei confronti del suo datore di lavoro, un avvocato. Tuttavia, la Corte d'Appello liquida le spese legali in misura inferiore ai minimi di legge. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, rigetta il ricorso dell'avvocato sul merito della causa ma accoglie quello della lavoratrice, stabilendo un principio fondamentale sul compenso avvocato: i minimi tariffari introdotti dal D.M. 37/2018 sono inderogabili e il giudice non può scendere al di sotto di tali soglie.
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Collaboratori sportivi: quando è lavoro subordinato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'associazione sportiva, confermando la riqualificazione dei suoi collaboratori in lavoratori subordinati. La sentenza chiarisce che le mansioni generiche come pulizia e manutenzione, svolte con regolarità e sotto la direzione del datore di lavoro, non rientrano nel regime agevolato previsto per i collaboratori sportivi, a prescindere dalla formale affiliazione al CONI. La natura sostanziale del rapporto di lavoro prevale sempre sulla forma contrattuale.
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Rapporto di lavoro in cooperativa: la subordinazione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società cooperativa, confermando la corretta qualificazione del rapporto di lavoro dei soci come subordinato. La decisione si basa sull'analisi degli indici fattuali, come l'assenza di rischio d'impresa e l'eterodirezione, che prevalgono sulla qualificazione formale data dalle parti. Di conseguenza, la cooperativa è tenuta al versamento dei contributi previdenziali per il Fondo di solidarietà residuale.
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Qualificazione rapporto di lavoro: la Cassazione decide
La Cassazione ha respinto il ricorso di una cooperativa contro la richiesta di contributi da parte dell'ente previdenziale. La Corte ha confermato la corretta qualificazione del rapporto di lavoro dei soci come subordinato, basandosi sulle concrete modalità di svolgimento della prestazione (eterodirezione, assenza di rischio d'impresa) e non sulla volontà formale delle parti. Di conseguenza, il contributo per il Fondo di solidarietà è dovuto.
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Prova lavoro subordinato: quando il giudice può negarla?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La decisione conferma che il giudice di merito ha ampia discrezionalità nel valutare l'ammissibilità e la rilevanza delle prove richieste, come le testimonianze. Se i capitoli di prova sono ritenuti generici, irrilevanti o valutativi, il loro rigetto è legittimo. Questa ordinanza sottolinea l'onere della prova lavoro subordinato a carico del lavoratore e i ristretti limiti del sindacato di legittimità sulla gestione istruttoria della causa.
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Lavoro subordinato cooperativa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società cooperativa contro l'ente previdenziale, confermando l'obbligo di versare i contributi per il Fondo di solidarietà residuale. La Corte ha stabilito che, ai fini della qualificazione del rapporto di lavoro, non rileva il nome dato al contratto dalle parti, ma le concrete modalità di svolgimento della prestazione. Nel caso di specie, la presenza di indici quali l'eterodirezione, la natura ripetitiva delle mansioni e l'assenza di rischio d'impresa hanno dimostrato l'esistenza di un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato in cooperativa, legittimando la pretesa contributiva.
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Tempo vestizione: quando è orario di lavoro? Cassazione
Due operatori sanitari hanno richiesto il pagamento del tempo impiegato per indossare e togliere la divisa. La loro domanda è stata respinta in primo e secondo grado perché ritenuta generica e non provata. I giudici hanno sottolineato che i lavoratori non avevano specificato né dimostrato che queste operazioni avvenissero al di fuori dell'orario di lavoro retribuito (cioè prima di timbrare l'ingresso e dopo aver timbrato l'uscita). La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12527/2025, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la mancata allegazione e prova di tale circostanza è decisiva. Per ottenere il pagamento del tempo vestizione, il lavoratore ha l'onere di dimostrare che esso si colloca fuori dall'orario già retribuito.
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Bancarotta fraudolenta operazioni dolose: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta per operazioni dolose a carico del presidente di una cooperativa che ha sistematicamente omesso il versamento dei contributi, mascherando il lavoro subordinato sotto la forma di cooperativa artigiana. Il dissesto, derivante dal debito accumulato, è stato ritenuto conseguenza prevedibile di una condotta fraudolenta. La Corte ha invece annullato con rinvio la condanna per bancarotta documentale, ritenendo necessaria una più approfondita valutazione del dolo specifico di recare pregiudizio ai creditori.
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Aberratio ictus: la reazione della vittima non esclude
La Corte di Cassazione affronta un caso complesso di aberratio ictus, in cui un aggressore muore a causa del colpo partito dalla propria arma durante la reazione difensiva della vittima designata. La Corte ha stabilito che la reazione della vittima, non essendo un evento anomalo o imprevedibile, non interrompe il nesso di causalità. Di conseguenza, la responsabilità per l'omicidio si estende in concorso anche ai complici dell'aggressore. La sentenza annulla l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva escluso la responsabilità concorsuale, riaffermando un'interpretazione rigorosa del nesso causale nell'aberratio ictus.
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Aberratio ictus: la reazione della vittima non assolve
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di omicidio avvenuto per aberratio ictus. Un aggressore, nel tentare di sparare a una vittima designata, ha colpito e ucciso un proprio complice a causa della reazione difensiva della vittima stessa. La Corte ha stabilito che tale reazione, non essendo un evento eccezionale o imprevedibile, non interrompe il nesso di causalità. Pertanto, la responsabilità del delitto ricade sull'aggressore che ha esploso il colpo, anche se l'esito è stato diverso da quello voluto. La sentenza del Tribunale del riesame, che aveva escluso la responsabilità, è stata annullata con rinvio.
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Aberratio ictus: la reazione della vittima non basta
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che escludeva la responsabilità per omicidio in un caso di aberratio ictus. Durante un'aggressione, la vittima designata, nel difendersi, ha deviato la pistola dell'aggressore, che ha finito per colpire e uccidere sé stesso. La Corte ha stabilito che la reazione difensiva della vittima, se non è un evento eccezionale e imprevedibile, non interrompe il nesso causale. La responsabilità per l'evento, quindi, ricade sull'aggressore e sui suoi concorrenti, a meno che non si dimostri che l'azione di sparo sia stata completamente 'eterodiretta' dalla vittima, circostanza che il giudice del rinvio dovrà accertare.
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Lavoro socialmente utile: quando è subordinato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una lavoratrice impiegata per 14 anni come bibliotecaria da un Comune tramite un progetto di lavoro socialmente utile (LSU). La Corte ha confermato la decisione di secondo grado che riconosceva la natura di lavoro subordinato, data la stabilità, l'orario fisso e l'integrazione nell'organizzazione dell'ente. Il ricorso del Comune è stato dichiarato inammissibile principalmente per violazione del principio di autosufficienza, non avendo l'ente riportato correttamente gli atti processuali a sostegno delle proprie tesi.
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Contratto a progetto: quando è fittizio e si converte
Una cooperativa di trasporti ha impugnato la decisione di convertire un contratto a progetto di una sua collaboratrice in un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la mancanza di un progetto specifico, definito e autonomo comporta la conversione automatica del rapporto. La Corte ha ritenuto che le mansioni della lavoratrice, analoghe a quelle di un'impiegata di agenzia viaggi, e la presenza di indici di subordinazione (retribuzione fissa, ferie, direttive) provassero la natura fittizia del contratto a progetto. È stata confermata anche la decisione sul recupero contributivo per le indennità di trasferta.
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Qualificazione rapporto di lavoro: socio e dipendente
Una cooperativa agricola ha contestato la decisione che riconosceva un rapporto di lavoro subordinato a un suo socio. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la qualificazione rapporto di lavoro dipende dalle modalità concrete di svolgimento della prestazione. È stato confermato che un rapporto associativo può coesistere con uno subordinato, e il versamento di contributi da dipendente è un forte indizio a favore di quest'ultimo.
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