Il Condannato, estradato dalla Spagna con la garanzia di non subire l'ergastolo, ottiene la sostituzione della pena perpetua con trent'anni di reclusione. Successivamente, la Procura emette un nuovo provvedimento di cumulo, scorporando i reati commessi dopo l'estradizione, prolungando la detenzione. Il Condannato si oppone eccependo la violazione del giudicato esecutivo. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando che il giudicato esecutivo copre solo le questioni esplicitamente dedotte e decise, e non quelle meramente deducibili ma non trattate nel precedente giudizio. Di conseguenza, il nuovo calcolo della pena effettuato dalla Procura è pienamente legittimo.
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