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Estorsione Metodo Mafioso

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Estorsione metodo mafioso: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati, condannati in primo e secondo grado per estorsione aggravata e continuata. La Corte ha stabilito che i motivi presentati erano generici e una mera riproposizione delle argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello. La sentenza conferma la qualificazione del reato come estorsione con metodo mafioso, distinguendolo dall'esercizio arbitrario delle proprie ragioni, e ribadisce che l'uso di intimidazione evocando clan criminali noti integra l'aggravante specifica, anche se la vittima mantiene un atteggiamento dialogante.
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Estorsione metodo mafioso: Cassazione conferma condanna
Due individui tentano un'estorsione per "protezione" presso un cantiere, utilizzando un linguaggio intimidatorio. Condannati nei primi due gradi di giudizio, ricorrono in Cassazione. La Corte Suprema dichiara i ricorsi inammissibili, confermando che l'uso di minacce velate e un linguaggio che evoca il controllo mafioso del territorio è sufficiente per configurare l'estorsione metodo mafioso, anche in assenza di violenza esplicita.
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Estorsione metodo mafioso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, scaturito da un investimento finanziario fallito. A fronte di una richiesta di restituzione di una somma esorbitante rispetto al capitale iniziale, gli indagati hanno utilizzato minacce e l'intervento di esponenti di clan mafiosi. La Corte ha confermato la gravità degli indizi per il reato di estorsione, distinguendolo dall'esercizio arbitrario delle proprie ragioni, ma ha annullato l'ordinanza cautelare per difetto di motivazione sulla persistenza del pericolo di reiterazione del reato, data la notevole distanza temporale dai fatti.
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Estorsione e metodo mafioso: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con la sentenza 10419/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. La Corte ha ribadito che, per configurare l'estorsione con metodo mafioso, è sufficiente che la richiesta di 'pizzo' avvenga in un contesto territoriale a nota influenza criminale, anche senza minacce esplicite. La decisione conferma la custodia cautelare in carcere, sottolineando l'irrilevanza delle censure sulla ricostruzione dei fatti in sede di legittimità.
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Estorsione metodo mafioso: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di arresti domiciliari per estorsione aggravata dal metodo mafioso. I giudici hanno stabilito che le censure proposte erano di mero fatto, volte a una rilettura delle prove (come le intercettazioni) già correttamente valutate dal Tribunale del Riesame. È stata confermata la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari, basate sulla presunzione di pericolosità legata all'aggravante mafiosa, che la difesa non è riuscita a superare con elementi concreti.
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