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Estinzione Del Giudizio Tributario

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159 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione del giudizio tributario: addio alla lite sull’IRAP
Un professionista impugna l'avviso di accertamento IRAP. La Commissione Tributaria Regionale ritiene dovuta l'imposta per la presenza di collaboratori e dipendenti. Il contribuente ricorre in Cassazione e chiede la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte sospende il giudizio. Poiché nessuna delle parti provvede alla riassunzione della causa entro il termine di legge stabilito al 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, la controversia si chiude definitivamente senza una decisione sul merito, consolidando gli effetti della sanatoria fiscale intrapresa dal contribuente.
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Estinzione del giudizio tributario: il Fisco perde contro il socio
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza d'appello che annullava un avviso di accertamento emesso nei confronti di una società estinta. Il Socio della società ha chiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata della lite fiscale. La Corte di Cassazione ha sospeso il processo. Poiché nessuna delle parti ha provveduto alla riassunzione della causa entro il termine di legge del 31 dicembre 2020, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, la controversia fiscale si chiude definitivamente a favore del contribuente.
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Estinzione del giudizio tributario: il Fisco perde per inattività
Un contribuente impugnava alcune intimazioni di pagamento per imposte non versate relative a IVA, IRAP e IRPEF. Dopo le vittorie del contribuente nei primi due gradi di giudizio, l'Agente della Riscossione proponeva ricorso in Cassazione. Il contribuente chiedeva la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del D.L. n. 119/2018. La Corte di Cassazione disponeva la sospensione del procedimento. Poiché nessuna delle parti ha provveduto alla riassunzione della causa entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, la lite si chiude definitivamente a favore del contribuente, confermando l'annullamento degli atti impositivi originari.
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Estinzione del giudizio tributario: stop alle liti senza sanzioni
Un Comune ha impugnato la decisione favorevole a un Ente religioso riguardante alcuni avvisi di accertamento ICI. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per definire la controversia. Di conseguenza, il Comune ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dall'Ente religioso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario con compensazione delle spese tra le parti. I giudici hanno inoltre chiarito che, in caso di estinzione per rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non si applica alle ipotesi di inammissibilità sopravvenuta del ricorso.
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Estinzione del giudizio tributario: il Fisco rinuncia alla lite
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro un contribuente. Nel corso del giudizio, è emersa la necessità di dichiarare l'estinzione del giudizio tributario. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia o della definizione della controversia, ha dichiarato estinto il processo. Questa decisione comporta la chiusura definitiva della lite senza che i giudici entrino nel merito della pretesa fiscale originaria, con la conseguente cessazione della materia del contendere e la regolazione delle spese di lite secondo le norme vigenti.
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Giudizio estinto, debito definitivo: l’errore che non perdona
Un contribuente, socio di una società, non riattiva una causa tributaria dopo una decisione della Cassazione. La Corte Suprema stabilisce che questa omissione provoca l'estinzione del giudizio tributario, rendendo definitivo e non più contestabile l'originario avviso di accertamento fiscale. Di conseguenza, le cartelle di pagamento diventano legittime. Tuttavia, la Corte accoglie due motivi del ricorso: il giudice precedente non ha valutato l'impatto di una sentenza favorevole ottenuta dal contribuente in un'altra causa (giudicato esterno) e ha erroneamente condannato il contribuente a pagare le spese legali all'Agenzia della Riscossione, che non si era nemmeno presentata in quel grado di giudizio. La causa viene quindi rinviata per un nuovo esame su questi specifici punti.
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Rottamazione: Estinzione del Giudizio con la prima rata
Una contribuente, ex socia accomandante di una società, era in causa con l'Agenzia delle Entrate per un debito IRPEF. Durante il processo in Cassazione, ha aderito alla 'rottamazione quater', una definizione agevolata dei debiti fiscali. La Corte Suprema ha stabilito un principio fondamentale: il pagamento della prima o unica rata della rottamazione è sufficiente per ottenere l'estinzione del giudizio tributario. Non è necessario attendere il saldo di tutte le rate. La Corte ha quindi dichiarato chiuso il processo, dando ragione alla contribuente che ha utilizzato questo strumento per porre fine alla lite con il Fisco.
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Fisco vs Società Estinta: Rottamazione Vince e Causa Estinta
L'Agenzia delle Entrate notifica un avviso di accertamento a una società già cancellata dal registro delle imprese e, di conseguenza, ai suoi ex soci. Uno di loro impugna l'atto, sostenendo la sua nullità. Durante il processo in Cassazione, il contribuente aderisce alla definizione agevolata (cosiddetta 'rottamazione quater') per il debito oggetto della causa. Presentando la domanda e la prova del pagamento della prima rata, chiede la chiusura del contenzioso. La Corte Suprema, applicando la legge sulla rottamazione, accoglie la richiesta e dichiara l'Estinzione del giudizio tributario. La controversia si chiude quindi non con una sentenza sul merito, ma per effetto dell'accordo raggiunto con il Fisco.
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Estinzione Giudizio Tributario: Accordo col Fisco Annulla Sanzioni
Un'azienda impugnava un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune. Durante il processo in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale. Di conseguenza, l'azienda ha rinunciato al ricorso e il Comune ha accettato. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Il principio chiave sancito è che, in caso di estinzione per rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo per i ricorsi respinti, inammissibili o improcedibili. Le spese legali sono state compensate tra le parti, come da loro accordo.
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TARI: accordo col Comune blocca la Cassazione, estinzione del giudizio
Un contribuente impugna un avviso di pagamento per la TARI fino alla Corte di Cassazione. Prima della decisione finale, le parti raggiungono un accordo di conciliazione. Di conseguenza, il contribuente rinuncia al ricorso e la Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio tributario. Questo esito chiude la controversia senza una decisione sul merito e, in base all'accordo, senza condanna al pagamento delle spese legali. La Corte chiarisce che la rinuncia, seguita da un accordo, è sufficiente per terminare il processo in modo definitivo.
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Estinzione del giudizio tributario: accordo col Fisco ferma la lite
Due società avevano impugnato degli avvisi di accertamento relativi alla rendita catastale di un hotel. Durante il processo in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo. Di conseguenza, le società hanno rinunciato al ricorso e l'Agenzia delle Entrate ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, stabilendo che ogni parte dovesse pagare le proprie spese legali. La sentenza ha inoltre chiarito un principio importante: in caso di estinzione per rinuncia, non è dovuto il pagamento del raddoppio del contributo unificato, una sanzione normalmente prevista per chi perde l'impugnazione.
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Fisco annulla il debito: l’estinzione del giudizio tributario
Un contribuente impugna una cartella di pagamento e, successivamente, il diniego a una definizione agevolata. Durante il ricorso in Cassazione, l'Agenzia delle Entrate annulla sia il diniego sia la cartella di pagamento originale. A seguito di questo annullamento, la Corte dichiara l'estinzione del giudizio tributario per cessazione della materia del contendere. In pratica, venendo meno il debito, non c'era più nulla su cui decidere. Le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate, senza condanne.
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Pace Fiscale: Contenzioso Annullato e Estinzione Giudizio
Un contribuente aveva impugnato un avviso di liquidazione per una maggiore imposta di registro su una compravendita immobiliare. Mentre la causa era pendente in Cassazione, il contribuente ha aderito alla 'definizione agevolata' (pace fiscale) prevista da una nuova legge, pagando quanto richiesto. L'Agenzia delle Entrate ha quindi chiesto di chiudere il caso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, specificando che i benefici si estendono anche al coobbligato solidale (l'altra parte del contratto) e che le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute, come previsto dalla normativa sulla sanatoria.
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Pace Fiscale batte Fisco: Estinzione del giudizio tributario
L'Agenzia delle Entrate contesta a un'azienda la deduzione di costi per quasi 163.000 euro, ritenendoli non inerenti alla sua attività commerciale. L'azienda, che si occupava solo di vendita e non di produzione, aveva acquistato piani di fabbricazione. Dopo aver vinto nei primi gradi di giudizio, il caso arriva in Cassazione. Qui, però, la vicenda si chiude inaspettatamente: l'azienda aderisce a una 'pace fiscale' (definizione agevolata). La Corte Suprema, prendendo atto di questa scelta, non decide sul merito della questione ma dichiara l'**Estinzione del giudizio tributario**. Di conseguenza, il processo si chiude e ogni parte paga le proprie spese legali.
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Pace Fiscale: Causa Chiusa e Estinzione del Giudizio Tributario
Una società in causa con l'Agenzia delle Entrate ha aderito a una procedura di definizione agevolata (una forma di 'pace fiscale') per risolvere la controversia. Poiché l'Agenzia non si è opposta e nessuna delle parti ha chiesto di continuare il processo, la Corte di Cassazione ha applicato la legge specifica. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, il processo si è concluso definitivamente senza un vincitore o un perdente, perché la lite è stata risolta fuori dal tribunale. Le spese legali sono state compensate, ovvero ogni parte ha pagato le proprie.
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Pace Fiscale: l’estinzione del giudizio tributario salva tutti
Una controversia fiscale, nata da un avviso di liquidazione per l'imposta di registro su una cessione di ramo d'azienda, giunge in Cassazione. Durante il processo, una delle società contribuenti aderisce alla 'pace fiscale' prevista da una legge speciale, definendo la propria posizione. La Corte di Cassazione stabilisce che tale adesione provoca l'estinzione del giudizio tributario non solo per la società che ha pagato, ma anche per tutte le altre coobbligate. Di conseguenza, la pretesa del Fisco viene meno per tutti. Inoltre, la Corte dichiara inammissibile il ricorso dell'Agenzia contro una terza società, coinvolta per errore, condannandola al pagamento delle spese legali.
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Fisco nega la pace fiscale, poi ci ripensa: estinzione del giudizio
Un contribuente chiede di aderire alla definizione agevolata per una lite fiscale, ma l'Agenzia delle Entrate inizialmente nega la richiesta. Nonostante il diniego, il contribuente paga gli importi dovuti. Successivamente, l'Agenzia riconsidera la propria posizione e, in autotutela, revoca il diniego, ammettendo il contribuente alla procedura. La Corte di Cassazione, preso atto del mutato quadro, sancisce l'estinzione del giudizio tributario per cessazione della materia del contendere. Le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute, come previsto dalla normativa sulla definizione agevolata.
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Estinzione Giudizio Tributario: Debito Pagato, Causa Chiusa
Una società impugna una cartella di pagamento da oltre 300.000 euro. Durante il contenzioso, decide di aderire alla definizione agevolata, la cosiddetta 'rottamazione', e salda il proprio debito con l'Agenzia delle Entrate. A questo punto, la Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio tributario. Poiché il debito è stato regolarizzato, non esiste più un motivo per continuare la causa. La Corte ha stabilito che l'adesione alla sanatoria fiscale prevale sul contenzioso, chiudendo definitivamente la vicenda senza un vincitore o un vinto nel merito, ma con la semplice presa d'atto della risoluzione del debito.
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IMU Immobili Occupati: Accordo in Cassazione e Giudizio Estinto
Una società di gestione del risparmio aveva chiesto a un Comune il rimborso dell'IMU pagata per alcuni immobili occupati abusivamente. Di fronte al rifiuto, era nato un contenzioso arrivato fino in Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, le parti hanno raggiunto un accordo. La società ha quindi rinunciato al ricorso e la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. La causa si è quindi conclusa senza una sentenza sul merito, ma con un accordo tra le parti, che hanno pagato ciascuna le proprie spese legali.
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Sanatoria Fiscale: causa chiusa per estinzione giudizio tributario
Una Contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento ICI relativo a un terreno. Mentre la causa era pendente in Cassazione, la stessa ha aderito alla definizione agevolata dei carichi, la cosiddetta 'rottamazione'. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. L'adesione alla sanatoria, infatti, equivale a una rinuncia a proseguire la causa. Di conseguenza, il processo si è concluso senza una decisione nel merito e con la compensazione delle spese legali tra le parti: ciascuno paga i propri avvocati.
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