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Estinzione Del Giudizio Per Rinuncia

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77 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: Estinzione del giudizio e spese legali per i taxi
Una cooperativa di taxi aveva impugnato un provvedimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che era stato confermato dal Consiglio di Stato. La cooperativa ha poi presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, la cooperativa ha deciso di ritirare il suo ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia e ha condannato la cooperativa ricorrente a pagare le spese legali alle controparti, inclusa l'Autorità e una società concorrente. Questo caso illustra l'importanza della estinzione del giudizio per rinuncia e le sue conseguenze economiche.
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Estinzione del giudizio per rinuncia: pace tra Azienda e Comune
L'Azienda pubblicitaria ha impugnato il rifiuto del Comune di rimborsare oltre 134.000 euro versati in eccedenza per il canone di installazione di impianti pubblicitari tra il 2005 e il 2009. Dopo le decisioni dei giudici di merito, la controversia è giunta in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo privato per risolvere la lite. Di conseguenza, sia L'Azienda sia Il Comune hanno depositato una formale rinuncia ai rispettivi ricorsi, accettata da entrambe le parti. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese legali. Grazie a questa pronuncia di estinzione, le parti non dovranno pagare il raddoppio del contributo unificato, previsto invece in caso di rigetto del ricorso.
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Estinzione del giudizio per rinuncia: accordo tra garante e banca
Il Garante di una società debitrice ha proposto ricorso in Cassazione contro il decreto ingiuntivo ottenuto dalla Banca per il recupero di un finanziamento non pagato. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per risolvere bonariamente la controversia. Di conseguenza, il Garante ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla Società Cessionaria del credito con accordo sulla compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, ponendo fine alla lite senza alcuna condanna alle spese.
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Rinuncia in Cassazione: Estinzione del Giudizio per Accordo
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso riguardante la rideterminazione di danni parentali e patrimoniali, inclusa la perdita di chance, in una controversia contro un'Azienda Sanitaria. Durante il processo, le parti hanno presentato reciproche rinunce e accettazioni. Per questo motivo, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, ponendo fine alla causa senza entrare nel merito. Non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Estinzione del giudizio: azienda rinuncia, la causa si chiude
Una società in amministrazione straordinaria aveva presentato ricorso in Cassazione contro una banca. Successivamente, la stessa società ha deciso di abbandonare la causa, presentando una formale rinuncia al ricorso. La banca ha accettato la rinuncia, chiedendo che le spese legali fossero compensate, cioè che ogni parte pagasse le proprie. La Corte di Cassazione, prendendo atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia. Di conseguenza, il processo si è concluso definitivamente senza una decisione nel merito e senza condanna al pagamento delle spese legali.
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Accordo in Cassazione: la rinuncia che estingue il giudizio
Una società aveva presentato ricorso in Cassazione contro una decisione sfavorevole. Durante il processo, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per risolvere la controversia. Di conseguenza, la società ha formalmente ritirato il proprio ricorso e la controparte ha accettato. La Corte di Cassazione, prendendo atto della volontà delle parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia. Questo significa che il caso si è chiuso definitivamente senza una sentenza, poiché l'accordo privato ha reso superflua la prosecuzione della causa. Le spese legali sono state compensate tra le parti, come previsto dal loro accordo.
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Tassa sui parcheggi: la lite finisce con l’estinzione del giudizio
Una società di trasporti impugnava un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARI) relativo ad aree di sosta a pagamento. La controversia è giunta fino alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, l'ente impositore ha rinunciato al ricorso e la società contribuente ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia. La vicenda si è quindi conclusa con un accordo tra le parti, che ha interrotto il processo senza una sentenza sul merito della tassabilità dei parcheggi. Le spese legali sono state compensate, lasciando la decisione favorevole al contribuente dei gradi precedenti come definitiva.
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Estinzione del giudizio per rinuncia: causa chiusa senza vincitori
Un ex dipendente aveva citato in giudizio l'Ente Portuale per cui lavorava, chiedendo un risarcimento danni legato a una procedura di esodo anticipato. Dopo aver perso la causa nei primi due gradi di giudizio, il lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, però, ha cambiato idea e ha deciso di ritirare il ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia. Poiché l'Ente Portuale ha accettato la rinuncia e l'accordo sulla divisione delle spese, la Corte ha stabilito che ogni parte dovesse pagare i propri avvocati, chiudendo definitivamente la controversia senza un vincitore o un vinto nel merito.
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Pace Fiscale: Causa Chiusa con l’Estinzione del Giudizio
Una contribuente impugnava un avviso di accertamento per una plusvalenza non dichiarata di 151.000 euro. Durante il processo in Cassazione, la parte ha aderito alla definizione agevolata dei ruoli (la cosiddetta 'pace fiscale') e ha formalizzato la rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia. La sentenza stabilisce un principio importante: la rinuncia, a seguito di adesione a una sanatoria fiscale, determina la fine automatica del processo, rendendo definitiva la sentenza precedente, senza che sia necessaria un'accettazione da parte dell'Agenzia delle Entrate.
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Azienda rinuncia in Cassazione: il caso fiscale si estingue
Un'Azienda aveva contestato la classificazione catastale di un suo immobile, scontrandosi con l'Agenzia delle Entrate. Dopo aver perso in appello, l'Azienda ha portato il caso in Cassazione. A sorpresa, prima della decisione finale, ha ritirato il proprio ricorso. L'Agenzia delle Entrate ha accettato questa mossa. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia. Questo significa che il processo si è concluso senza una sentenza sul merito della questione. Le parti hanno anche concordato che ognuno pagasse le proprie spese legali, evitando ulteriori costi.
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Rinuncia in Cassazione: l’Azienda ferma il processo tributario
Un'azienda aveva contestato un accertamento catastale dell'Agenzia delle Entrate, portando il caso fino alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, l'azienda ha ritirato il proprio ricorso. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito della questione. Grazie all'accordo tra le parti, le spese legali sono state compensate, significando che ognuno ha pagato i propri costi. La sentenza stabilisce un importante principio procedurale: la rinuncia accettata chiude il caso e non comporta sanzioni aggiuntive per il rinunciante.
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Agevolazione TARI: lite finisce con l’estinzione del giudizio
Un Contribuente si oppone al diniego di un'agevolazione sulla TARI (tassa sui rifiuti) richiesto a un Comune. La controversia arriva fino in Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, le parti trovano un accordo di conciliazione per risolvere la disputa. Di conseguenza, il Contribuente ritira il proprio ricorso. La Corte Suprema, prendendo atto dell'accordo, non entra nel merito della questione fiscale e dichiara l'estinzione del giudizio per rinuncia. Questa decisione chiude formalmente il caso, stabilendo che le spese legali restano a carico di ciascuna parte come concordato e che non è dovuta alcuna sanzione per l'impugnazione.
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Estinzione del giudizio per rinuncia: l’appello finisce prima
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui una parte, dopo aver presentato ricorso, ha deciso di ritirarlo. Questo atto formale, noto come 'rinuncia al ricorso', ha impedito ai giudici di valutare il merito della questione. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia. La causa si è quindi conclusa definitivamente, rendendo finale la sentenza del precedente grado di giudizio. Poiché la controparte non si era difesa attivamente in questa fase, non è stata prevista alcuna condanna al pagamento delle spese legali.
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Accordo in Cassazione: il giudizio si estingue per rinuncia
Un creditore, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro un debitore che si opponeva a una richiesta di pagamento, presenta ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, le parti raggiungono un accordo. Depositano una dichiarazione congiunta per abbandonare la causa. Di conseguenza, la Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio per rinuncia. La battaglia legale si conclude così senza una sentenza di merito da parte della Cassazione, ma con un atto che prende atto della volontà delle parti di porre fine alla lite. Le spese legali vengono compensate: ognuno paga il proprio avvocato.
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Stop veicolo per debiti? Fisco rinuncia: giudizio estinto
Un contribuente si oppone al fermo amministrativo del suo veicolo, causato da diverse cartelle esattoriali per contributi e multe. Sostiene che i debiti sono prescritti perché non ha mai ricevuto le notifiche. L'Agenzia della Riscossione porta il caso fino in Cassazione. A sorpresa, prima della decisione finale, l'Agenzia ritira il ricorso perché il contribuente ha aderito a una 'definizione agevolata', estinguendo i debiti. La Corte Suprema applica quindi il principio dell'estinzione del giudizio per rinuncia, chiudendo definitivamente il processo senza entrare nel merito della questione.
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Causa per anzianità: i lavoratori rinunciano, giudizio estinto
Un gruppo di lavoratori aveva fatto causa a un'azienda per ottenere il riconoscimento, ai fini dell'anzianità di servizio, del periodo svolto con contratto di formazione. L'azienda si era opposta, sostenendo che il diritto fosse caduto in prescrizione. Dopo una prima decisione a loro favorevole, i lavoratori avevano perso in appello. Giunti in Corte di Cassazione, hanno però deciso di ritirare il proprio ricorso. L'azienda ha accettato questa decisione. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, chiudendo definitivamente la controversia senza decidere nel merito della questione. La causa si è conclusa senza vincitori né vinti, con ogni parte che ha sostenuto le proprie spese legali.
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Estinzione del Giudizio per Rinuncia: Stop al Ricorso sul Danno
Una parte, erede del credito risarcitorio di una vittima di un incidente stradale, aveva impugnato in Cassazione la sentenza che riconosceva un concorso di colpa e liquidava un danno parziale. Tuttavia, prima della decisione, la stessa parte ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, senza esaminare i motivi dell'appello. La sentenza ha inoltre stabilito un importante principio: in caso di rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo per i ricorsi respinti o inammissibili. La precedente sentenza di merito è così diventata definitiva.
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Tassa Rifiuti su Parcheggi: Rinuncia al Ricorso e Giudizio Estinto
Una lunga controversia sulla tassa rifiuti (TARSU) per un'area adibita a parcheggio si è conclusa in modo inaspettato. La Contribuente sosteneva che l'area non producesse rifiuti tassabili. Tuttavia, prima della decisione finale della Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata (pace fiscale) e ha ritirato il proprio ricorso. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia. La causa si è quindi chiusa senza una decisione nel merito, ma con la fine del contenzioso e la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Contenzioso TARSU: accordo tra le parti causa l’estinzione del giudizio
Una fondazione chiedeva il rimborso della tassa sui rifiuti (TARSU) versata per due annualità. Dopo aver perso nei primi gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, la fondazione e la società di riscossione hanno raggiunto un accordo. Di conseguenza, entrambe le parti hanno ritirato i propri ricorsi. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, chiudendo formalmente il caso senza una sentenza di merito e stabilendo che ogni parte pagasse le proprie spese legali. La controversia si è così risolta con un patto tra i contendenti.
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Estinzione giudizio per rinuncia: appello chiuso prima di iniziare
Un cittadino presenta ricorso in Cassazione contro un provvedimento del Ministero dell'Interno. Successivamente, però, decide di ritirarsi e deposita un atto di rinuncia. Il Ministero, dal canto suo, non partecipa attivamente al processo. La Corte di Cassazione, prendendo atto della volontà del ricorrente, non entra nel merito della questione. Applica invece la legge processuale che prevede, in questi casi, l'immediata chiusura del caso. La Corte dichiara quindi l'**estinzione del giudizio per rinuncia**, rendendo definitiva la decisione precedente. Non vengono liquidate spese legali.
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