LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Espropriazione

Pagina 4 di 4

76 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Indennità di espropriazione: come si calcola il valore
Alcuni proprietari terrieri hanno contestato l'importo dell'indennità di espropriazione per i loro terreni, ritenendolo inadeguato. La Corte di Appello, dopo aver esaminato due diverse consulenze tecniche d'ufficio (CTU), ha stabilito il giusto valore di mercato. La decisione è stata raggiunta mediando tra vari parametri di valutazione, inclusi dati da atti notarili, precedenti sentenze e analisi di mercato. La Corte ha inoltre liquidato l'indennità per il periodo di occupazione legittima e si è pronunciata sulla ripartizione delle spese legali e di consulenza tra le parti.
Continua »
Indennità di asservimento: calcolo e motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che liquidava l'indennità di asservimento per un'opera pubblica calcolandola al pieno valore di mercato del terreno, come in un'espropriazione. La Suprema Corte ha ribadito che l'indennizzo deve essere proporzionale alla diminuzione di valore del bene, tenendo conto dell'utilità residua per il proprietario, e che il giudice deve motivare adeguatamente il criterio di stima adottato.
Continua »
Plusvalenza da esproprio: quando è tassabile
Un contribuente ha ceduto dei terreni per la realizzazione di un'opera ferroviaria, ritenendo la plusvalenza non tassabile a seguito della variazione urbanistica. L'Agenzia delle Entrate ha invece accertato la tassabilità del guadagno. La Corte di Cassazione ha confermato l'imponibilità della plusvalenza da esproprio, stabilendo che la classificazione urbanistica rilevante è quella esistente all'inizio della procedura espropriativa. Poiché i terreni erano classificati in zone che rendono tassabile la plusvalenza (B e D) e la successiva variante non era stata approvata dalla Regione, il ricorso del contribuente è stato respinto. La Corte ha inoltre annullato la parte della sentenza che escludeva le sanzioni, per totale assenza di motivazione.
Continua »
Spese legali concessionario: chi paga in caso di esproprio?
Una società si opponeva all'indennità di esproprio per un terreno, citando in giudizio il Comune. Veniva coinvolta anche la società concessionaria dell'opera pubblica. Persa la causa, la società veniva condannata a pagare le spese legali a entrambe le controparti. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che le spese legali del concessionario sono dovute, in quanto quest'ultimo, avendo ricevuto la delega per la procedura di esproprio, non è una parte formale ma sostanziale del processo.
Continua »
Conguaglio espropriazione: quando il Comune non può chiederlo
Un Ente Locale ha richiesto un conguaglio espropriazione a un gruppo di cittadini per l'assegnazione di aree destinate all'edilizia popolare. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27936/2024, ha confermato la decisione dei giudici di merito che respingevano la richiesta. La domanda del Comune è stata ritenuta infondata principalmente perché l'ente non aveva mai effettivamente sostenuto i maggiori costi che pretendeva di recuperare. Inoltre, si era verificata una 'confusione' patrimoniale tra l'ente creditore originario (un'Opera Pia) e il Comune stesso, estinguendo l'obbligazione. A seguito della rinuncia al ricorso da parte del Comune, la Corte lo ha condannato al pagamento delle spese legali per il principio della soccombenza virtuale.
Continua »
Decreto di occupazione: quando trasferisce la proprietà?
Una società concessionaria autostradale ha rivendicato la proprietà di un'area occupata da privati, basandosi su un decreto di occupazione del 1974. Gli occupanti sostenevano che il decreto non avesse trasferito la proprietà. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, stabilendo che il decreto di occupazione, emesso a seguito di un accordo sull'indennità, ha un effetto traslativo definitivo della proprietà, equiparabile a un decreto di esproprio formale.
Continua »
Retrocessione totale: la guida alla restituzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32518/2025, chiarisce un punto fondamentale sulla retrocessione totale. Se un'opera pubblica non viene realizzata entro i termini, l'ex proprietario ha diritto a chiedere la restituzione del bene al giudice ordinario. La successiva costruzione di un'opera diversa non sposta la giurisdizione al giudice amministrativo, poiché la competenza si determina sulla base della domanda originaria e non degli eventi successivi.
Continua »
Indennità di occupazione: il calcolo del periodo
Una proprietaria contesta l'indennità di occupazione per terreni espropriati dopo un sisma. La Cassazione rigetta la doglianza sul valore del terreno (da calcolare ante-sisma), ma accoglie quella sull'errato calcolo della durata dell'occupazione, cassando la sentenza e rinviando alla Corte d'Appello per la corretta quantificazione dell'indennità.
Continua »
Legittimazione passiva: limiti nel giudizio di rinvio
Un Comune impugna una sentenza che esonerava una società delegata dal pagamento di un'indennità di esproprio. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che nel giudizio di rinvio non si può sollevare per la prima volta la questione della legittimazione passiva, in quanto coperta da giudicato implicito. Di conseguenza, sia il Comune che la società sono responsabili in solido per il pagamento.
Continua »
Indennizzo per opera pubblica: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 712/2024, ha stabilito che spetta un indennizzo per opera pubblica al proprietario di un immobile che subisce una permanente diminuzione di valore a causa della realizzazione di un'infrastruttura vicina, come un metanodotto. Tale diritto sussiste anche in assenza di esproprio o di costituzione di una servitù, basandosi sul principio di giustizia distributiva. La Corte ha confermato la condanna di una società energetica a risarcire una società immobiliare per il peggioramento architettonico, ambientale e per l'aumento del rischio che avevano ridotto il valore commerciale del suo bene.
Continua »
Legittimazione passiva compenso tecnico: a chi chiederlo
Un professionista, nominato in una procedura di espropriazione, ha citato in giudizio l'autorità espropriante per ottenere il pagamento del suo compenso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'azione legale era stata intentata contro il soggetto sbagliato. La Corte ha chiarito che la legittimazione passiva spetta alle parti del procedimento espropriativo (proprietario, beneficiario), non all'autorità espropriante, il cui ruolo è limitato alla liquidazione delle spese. Di conseguenza, la domanda del tecnico è stata respinta.
Continua »
Opposizione stima esproprio: i termini per l’ente
Un ente metropolitano si opponeva alla stima dell'indennità di esproprio. La Corte d'Appello dichiarava il ricorso tardivo. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che il termine per l'opposizione stima esproprio per l'ente espropriante decorre dalla notifica formale della stima, non dalla mera conoscenza interna dell'atto. Il principio garantisce certezza giuridica e si applica anche quando l'ente che si oppone è lo stesso che ha avviato la procedura.
Continua »
Collegio peritale esproprio: tre tecnici obbligatori
La Corte di Cassazione ha stabilito che il collegio peritale per l'esproprio deve essere obbligatoriamente composto da tre membri, come previsto dall'art. 21 del D.P.R. 327/2001. Una relazione di stima redatta da soli due tecnici è stata ritenuta irregolare e inidonea a produrre effetti giuridici, annullando la decisione della Corte d'Appello che l'aveva considerata definitiva. Il caso riguardava la determinazione dell'indennità per l'esproprio di terreni per la costruzione di un'infrastruttura pubblica.
Continua »
Responsabilità Stato: mancata esecuzione del giudicato
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio relativo alla responsabilità Stato per la mancata esecuzione di una sentenza di condanna al pagamento di indennità di esproprio. Il caso nasceva da un'espropriazione degli anni '70, seguita da una condanna del 2001 contro un consorzio poi divenuto insolvente. La Corte d'Appello aveva condannato lo Stato a risarcire il danno per violazione della CEDU. Prima della decisione della Cassazione, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha rinunciato al ricorso, portando all'estinzione del processo.
Continua »
Risarcimento esproprio: no agli indici ISTAT per il valore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21545/2025, ha stabilito due principi fondamentali in materia di risarcimento esproprio. In primo luogo, ha dichiarato illegittimo il calcolo del valore di un immobile basato sull'applicazione retroattiva degli indici ISTAT, poiché questi non riflettono l'andamento del mercato immobiliare. In secondo luogo, ha confermato che il termine di prescrizione per l'indennità di occupazione legittima è decennale e non quinquennale. La vicenda riguarda un proprietario che ha subito un'occupazione d'urgenza mai seguita da un decreto di esproprio.
Continua »
Servitù di passaggio gratuita: quando spetta?
Una società, il cui terreno è diventato intercluso a seguito di un'espropriazione da parte di un Comune, ha chiesto una servitù di passaggio gratuita su fondi vicini. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la servitù di passaggio gratuita, ai sensi dell'art. 1054 c.c., può essere costituita solo sulla porzione di fondo residua da cui è stata distaccata la parte espropriata, e non su fondi di terzi o su altri fondi dell'ente espropriante.
Continua »