La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per valutare il pericolo di fuga. Un uomo, indiziato di tentato omicidio, si era nascosto in un bosco rendendosi irreperibile e portando con sé farmaci salvavita. Il Giudice per le Indagini Preliminari non aveva convalidato il fermo, ritenendo che i legami familiari escludessero un reale intento di scappare. La Procura ha fatto ricorso. La Cassazione ha dato ragione alla Procura, stabilendo che nascondersi e portare con sé beni essenziali per la sopravvivenza sono elementi concreti che dimostrano un attuale e reale pericolo di fuga, a prescindere dai legami sociali e affettivi. L'ordinanza del GIP è stata quindi annullata e il fermo ritenuto legittimo.
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