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Esercizio Dell'Azione Penale

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'atto formale con cui il Pubblico Ministero avvia un processo penale nei confronti di una persona, ritenendo di avere raccolto prove sufficienti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sanzioni e sospensione del processo civile: la denuncia non basta
L'Ispettorato del Lavoro ha sanzionato una ditta individuale con oltre 33.000 euro per l'impiego irregolare di due lavoratori. Il datore di lavoro si è opposto all'ingiunzione e ha presentato denuncia-querela contro i due dipendenti per falsa testimonianza, chiedendo la sospensione del processo civile in attesa dell'esito penale. I giudici di merito hanno respinto la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che la sospensione del processo civile per pregiudizialità penale non scatta con la semplice denuncia o la pendenza delle indagini preliminari. La misura richiede infatti l'effettivo esercizio dell'azione penale da parte del pubblico ministero, tramite la formulazione dell'imputazione o la richiesta di rinvio a giudizio. L'imprenditore perde definitivamente la causa e deve pagare la sanzione e le spese legali.
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Competenza per territorio: la Cassazione decide tra Como e Napoli
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo di competenza tra il GUP di Napoli e la Corte d'Appello di Milano. L'Imputato era accusato di peculato a Napoli e falso a Como. Al momento dei fatti le pene erano identiche, ma una successiva riforma ha inasprito la sanzione per il peculato prima dell'avvio dell'azione penale. Il GUP di Napoli sosteneva la competenza di Como basandosi sulla pena vigente al momento del reato. La Cassazione ha stabilito che la competenza per territorio per reati connessi si determina individuando il reato più grave in base alla pena vigente al momento dell'esercizio dell'azione penale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato la competenza del GUP di Napoli.
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Indeducibilità dei costi da reato: indagini e fisco a confronto
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un Contribuente l'indeducibilità dei costi da reato legati a presunte attività illecite di gestione corse. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato il recupero fiscale, ritenendo che il semplice avviso di conclusione delle indagini preliminari non costituisca esercizio dell'azione penale e non basti a negare la deduzione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale dell'Amministrazione, confermando che solo la richiesta di rinvio a giudizio o atti equivalenti escludono la deducibilità. Inoltre, la Suprema Corte ha accolto il ricorso incidentale del Contribuente per vizio di motivazione del giudice d'appello, che non si era pronunciato sulla presunta nullità dell'atto impositivo non emesso in formato digitale. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Errore del Giudice non è atto abnorme: la Procura perde il ricorso
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di presunto errore procedurale. Un Tribunale, dichiarandosi incompetente, aveva trasmesso gli atti direttamente a un altro Tribunale, invece che alla Procura competente. La Procura ha impugnato la decisione, definendola un 'atto abnorme' perché violava il suo monopolio sull'azione penale. Tuttavia, la Cassazione ha respinto il ricorso. Ha stabilito che, sebbene la procedura seguita fosse errata, non costituiva un atto abnorme. L'errore, infatti, non aveva causato una paralisi del processo né un concreto pregiudizio per le parti. Di conseguenza, la Procura ha perso il ricorso e la decisione del primo Tribunale, pur irregolare, è rimasta valida.
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Abnormità funzionale: il principio tempus regit actum
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un G.u.p. che aveva restituito gli atti al Pubblico Ministero, qualificando il provvedimento come un'abnormità funzionale. La Suprema Corte ha stabilito che, in caso di modifica delle norme processuali, si deve applicare la legge in vigore al momento dell'esercizio dell'azione penale e non quella vigente all'epoca del fatto, secondo il principio "tempus regit actum". La restituzione degli atti, in questo caso, avrebbe causato una stasi insuperabile del procedimento.
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Giudice onorario in collegio: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso contro una condanna per rapina, affrontando la cruciale questione della legittimità della presenza di un giudice onorario nel collegio di primo grado. La Corte ha stabilito che, in base alla disciplina transitoria della riforma del 2017, la composizione del collegio era legittima poiché l'azione penale era stata esercitata prima dell'entrata in vigore della nuova legge che vieta tale composizione per reati gravi. I ricorsi, basati anche su vizi di motivazione e travisamento della prova, sono stati respinti.
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Oblazione: si può chiedere prima dell’azione penale?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un indagato può legittimamente opporsi alla richiesta di archiviazione per particolare tenuità del fatto e chiedere di essere ammesso all'oblazione. Questa richiesta è ammissibile anche durante la fase delle indagini preliminari, prima che il Pubblico Ministero eserciti l'azione penale. La Corte ha sottolineato che l'oblazione rappresenta un esito più favorevole per l'indagato rispetto all'archiviazione, poiché estingue il reato ed evita l'iscrizione del provvedimento nel casellario giudiziale.
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Atti di indagine non depositati: quando sono validi?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, stabilendo un principio fondamentale sull'utilizzo degli atti di indagine. Secondo l'ordinanza, gli atti acquisiti durante le indagini ma non depositati immediatamente dal Pubblico Ministero sono utilizzabili a condizione che sia pienamente garantito il diritto al contraddittorio dell'imputato. La Corte ha inoltre ribadito che il PM può svolgere attività investigative integrative anche dopo la richiesta di giudizio immediato, senza che ciò costituisca una nullità.
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Proscioglimento de plano: illegittimo senza processo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di proscioglimento de plano per particolare tenuità del fatto. La decisione è stata ritenuta illegittima perché emessa nella fase delle indagini preliminari, su richiesta del PM ma senza l'avvio di un vero processo e senza garantire il contraddittorio, violando l'art. 129 c.p.p.
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Proscioglimento de plano: nullo senza contraddittorio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di proscioglimento per particolare tenuità del fatto emessa nei confronti di un individuo accusato di aver falsificato una patente di guida. La decisione è stata definita nulla perché il giudice ha emesso il cosiddetto proscioglimento de plano, ovvero senza un'udienza e senza un formale processo, su richiesta del pubblico ministero al termine delle indagini. La Corte ha ribadito che una simile pronuncia può avvenire solo all'interno di un processo regolarmente instaurato, nel pieno rispetto del contraddittorio tra le parti, e non nella fase delle indagini preliminari. Di conseguenza, gli atti sono stati restituiti al pubblico ministero.
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