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Esecutiva

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

In diritto si definisce titolo esecutivo il documento che consente, di promuovere esecuzione forzata nei confronti di un soggetto, persona fisica o giuridica, unitamente all'elemento che dà tale caratteristica al titolo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Titolo esecutivo: obbligo di notifica autonoma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due avvocati distrattari che avevano intimato un precetto di pagamento senza notificare preventivamente il Titolo esecutivo in proprio favore. La Corte ha chiarito che, anche se il titolo era già stato notificato dalla parte assistita, ogni singolo creditore ha l'onere di notificare il titolo spedito in forma esecutiva specificamente per il proprio credito. L'omissione determina una nullità formale del precetto, non sanabile dal raggiungimento dello scopo, poiché il debitore deve essere messo in condizione di verificare esattamente la pretesa creditoria rispetto al titolo.
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Incaricato di pubblico servizio: i limiti del peculato
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio un'ordinanza cautelare riguardante il reato di peculato contestato a dipendenti di una ditta di raccolta rifiuti. Il fulcro della decisione risiede nell'esclusione della qualifica di incaricato di pubblico servizio per chi svolge mansioni meramente materiali. Gli indagati erano accusati di essersi appropriati di gasolio dagli automezzi aziendali, ma la Corte ha stabilito che, trattandosi di operai e conducenti con compiti esecutivi e privi di autonomia decisionale, non è configurabile il delitto di peculato, mancando la necessaria qualifica pubblicistica.
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Incaricato di pubblico servizio e reato di peculato
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di due dipendenti di una ditta privata incaricata della raccolta rifiuti, accusati di peculato per aver sottratto gasolio dall'autocarro aziendale. Il punto centrale della controversia riguarda la qualifica di incaricato di pubblico servizio. La Suprema Corte ha stabilito che gli operatori ecologici che svolgono mansioni meramente materiali ed esecutive non possono essere considerati incaricati di pubblico servizio ai sensi dell'art. 358 c.p. Di conseguenza, mancando la qualifica soggettiva necessaria, il reato di peculato non è configurabile, portando all'annullamento senza rinvio della misura cautelare interdittiva precedentemente applicata.
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Rimborso IRPEF sisma 1990: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un contribuente al Rimborso IRPEF sisma 1990 per le imposte versate nel triennio 1990-1992. L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato la decisione favorevole al cittadino, sostenendo che le nuove norme limitassero i rimborsi in base ai fondi stanziati. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che le limitazioni di bilancio introdotte successivamente non incidono sul diritto al rimborso già accertato, ma operano eventualmente solo nella fase esecutiva e per i procedimenti instaurati dopo l'entrata in vigore della norma limitativa.
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Rendiconto di gestione: limiti del controllo
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato contro l'approvazione del rendiconto di gestione di una società sottoposta a sequestro. Il ricorrente contestava l'omissione di alcuni beni e presunte condotte negligenti dell'amministratore. La Suprema Corte ha stabilito che il giudizio sul rendiconto di gestione deve limitarsi alla verifica della regolarità contabile e formale, escludendo valutazioni di merito sulla responsabilità dell'amministratore, che devono essere trattate in separata sede.
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Reiterazione istanza esecutiva: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso basato sulla reiterazione istanza esecutiva priva di elementi di novità. Il ricorrente aveva richiesto l'estinzione della pena citando una sentenza delle Sezioni Unite non pertinente al caso specifico. La Corte ha ribadito che, senza un reale mutamento del quadro normativo o giurisprudenziale applicabile alla fattispecie, la riproposizione della medesima istanza costituisce un abuso del processo, comportando la condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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