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Errore Materiale

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2097 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Errore materiale sentenza: spese legali e condanna
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha corretto un errore materiale in una propria precedente sentenza. La decisione originaria, pur dichiarando inammissibile il ricorso di un imputato, aveva omesso di pronunciarsi sulla richiesta di rifusione delle spese legali avanzata dalle parti civili. Con il nuovo provvedimento, la Corte ha integrato il dispositivo, condannando l'imputato a rimborsare alle parti civili le spese di rappresentanza e difesa per un importo di euro 4.791,80, oltre accessori.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione ha corretto una propria ordinanza per un errore materiale, consistente nell'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese avanzata dai legali della parte vittoriosa. La Corte ha ribadito che in questi casi, la procedura corretta non è l'impugnazione, ma la richiesta di correzione dell'errore, un rimedio più rapido e applicabile anche alle pronunce di legittimità.
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Spese legali e correzione errori: no alla condanna
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito un principio definitivo: nel procedimento per la correzione di errori materiali di una sentenza non si può mai disporre la condanna al pagamento delle spese legali. Questa regola vale anche quando una delle parti si oppone all'istanza. La Corte ha chiarito che tale procedimento ha natura sostanzialmente amministrativa e non giurisdizionale, poiché non risolve un conflitto tra le parti ma mira a emendare un vizio formale del provvedimento, ripristinando la corrispondenza tra la volontà del giudice e il testo scritto. Di conseguenza, non è configurabile una situazione di soccombenza che possa giustificare una statuizione sui costi del procedimento.
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Errore materiale sentenza: come si corregge e perché
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 41808/2024, ha corretto un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L'errore riguardava l'indicazione del giudice del rinvio. La Corte ha chiarito che il rinvio deve avvenire dinanzi alla stessa sezione della Corte d'appello, ma con una diversa composizione collegiale, per garantire l'imparzialità dei giudici. Questa ordinanza sottolinea l'importanza della precisione formale negli atti giudiziari e delinea la corretta procedura da seguire in caso di annullamento con rinvio.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un professionista condannato per omessa dichiarazione IVA e esercizio abusivo della professione. La Corte ha respinto le doglianze sulla prescrizione, evidenziando che un errore materiale nell'indicazione della norma sulla recidiva reiterata non inficia la condanna se i fatti sono chiari. Respinte anche le censure sul 'ne bis in idem' e sulla valutazione delle prove, ribadendo l'impossibilità di una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la prescrizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per evasione. La sentenza chiarisce che la genericità dei motivi e la mancanza di interesse rendono l'appello invalido, impedendo la successiva dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione.
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Correzione errore materiale: come si rimedia
La Corte di Cassazione ha ordinato la correzione di un errore materiale relativo all'anno di nascita di un ricorrente, indicato erroneamente come '1985' invece di '1981' in una precedente sentenza e nel ruolo di pubblica udienza. La Corte ha applicato la specifica procedura di correzione errore materiale per rettificare i documenti ufficiali, ripristinando così l'esattezza dei dati anagrafici.
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Gestione illecita di rifiuti: la Cassazione decide
Un sindaco viene condannato per gestione illecita di rifiuti per aver autorizzato lo smaltimento di detriti edili su un terreno comunale senza autorizzazione. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del sindaco, escludendo lo stato di necessità e chiarendo che un errore materiale nella sentenza (mancata indicazione del tipo di pena pecuniaria) non ne causa la nullità, ma deve essere corretto dal giudice che l'ha emessa.
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Correzione errore materiale: spese legali corrette
La Corte di Cassazione accoglie un ricorso per la correzione errore materiale, riducendo le spese di lite liquidate in una precedente ordinanza da € 4.200,00 a € 1.000,00. La Corte ha riconosciuto che l'importo iniziale era una mera svista, palesemente sproporzionato rispetto al valore della causa, inferiore a € 1.100,00, correggendo così l'errore evidente dagli atti.
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Correzione errore materiale: spese all’avvocato
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di un errore materiale in una propria ordinanza. L'errore consisteva nell'aver omesso la distrazione delle spese legali a favore dei difensori della parte vittoriosa, i quali si erano dichiarati antistatari. La Corte ha accolto l'istanza, ribadendo che tale omissione costituisce una mera svista e non un errore di giudizio, e ha disposto la modifica del provvedimento originale per attribuire le somme liquidate direttamente ai legali.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale in un proprio precedente provvedimento. La Corte aveva annullato parzialmente una decisione del Tribunale del riesame, ma nella trascrizione del dispositivo era stato omesso il riferimento a una delle due norme di legge pertinenti. L'ordinanza attuale rimedia a questa imprecisione, ripristinando la corretta e completa indicazione delle norme di riferimento (artt. 270-sexies e 280-bis cod. pen.), evidenziando l'importanza della precisione formale negli atti giudiziari.
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Errore materiale: spese processuali e ricorso del PG
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha corretto un proprio precedente provvedimento. Inizialmente, pur respingendo il ricorso di un Procuratore Generale, lo aveva erroneamente condannato al pagamento delle spese processuali. L'ordinanza corregge questo errore materiale, eliminando la condanna alle spese, in quanto non dovuta dalla parte pubblica. La decisione evidenzia l'applicazione della procedura di correzione dell'errore materiale per sanare sviste palesi nei dispositivi delle sentenze.
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Errore materiale: la Cassazione corregge il rinvio
La Corte di Cassazione ha corretto d'ufficio un errore materiale presente in una propria precedente sentenza. L'errore consisteva nell'omissione di disporre il rinvio ad un'altra Sezione della Corte d'Appello per un nuovo giudizio sul trattamento sanzionatorio di un ricorrente. Riconosciuto che si trattava di un mero errore di trascrizione, la Corte ha emesso un'ordinanza per integrare il dispositivo, assicurando così il corretto proseguimento del processo.
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Termine riassunzione rinvio: no sospensione per errore
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine riassunzione rinvio non è sospeso dalla richiesta di correzione di un errore materiale. Anche se una parte non è menzionata per errore nella sentenza di cassazione, se l'errore è palese, essa ha l'onere di riassumere il giudizio nei tempi previsti, in base ai principi di buona fede.
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Errore materiale: correzione e limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione accoglie un'istanza di correzione per un evidente errore materiale contenuto in una precedente ordinanza, dove i ruoli di ricorrente e resistente erano stati invertiti. La decisione chiarisce che la procedura di correzione si applica solo a sviste palesi e non a presunti errori nel ragionamento giuridico, distinguendo nettamente l'errore materiale dall'errore di fatto revocatorio.
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Distrazione delle spese: quando il legale la ottiene?
Un avvocato ha richiesto la correzione di una sentenza per ottenere la distrazione delle spese legali a suo favore. La Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che tale provvedimento è possibile solo se il legale dichiara espressamente negli atti di aver anticipato le spese per il proprio cliente, dichiarazione che in questo caso mancava. Pertanto, non si trattava di un errore materiale da correggere.
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Ricorso inammissibile: Cassazione su droghe e motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in un caso di stupefacenti, evidenziando la genericità dei motivi presentati. L'imputato, condannato per un reato di lieve entità, aveva riproposto censure già respinte in appello, inclusa la tesi dell'uso personale e la contestazione di un errore materiale sulla data della sentenza. La Corte ha confermato la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, ribadendo che un ricorso deve contenere critiche specifiche e non limitarsi a ripetere argomentazioni precedenti.
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Morte imputato: correzione errore e pena estinta
La Corte di Cassazione interviene per correggere un errore materiale in una sua precedente sentenza, chiarendo un principio fondamentale: se la morte dell'imputato avviene dopo che la sentenza è divenuta definitiva, la competenza a dichiarare l'estinzione della pena non è più della Cassazione, ma del giudice dell'esecuzione. Il caso riguardava una ricorrente deceduta dopo la pronuncia di inammissibilità del suo ricorso ma prima dell'udienza fissata per la correzione di un errore nel dispositivo.
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Correzione errore materiale: quando la Corte interviene
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per la correzione errore materiale di un dispositivo precedentemente trascritto. Inizialmente, il dispositivo indicava erroneamente il rigetto di tutti i ricorsi, mentre la decisione corretta prevedeva lo stralcio della posizione di un imputato e il rigetto dei ricorsi degli altri due, con condanna alle spese. L'ordinanza rettifica il testo per garantire che rifletta la reale volontà del collegio giudicante, in applicazione della procedura specifica.
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Errore materiale per morte imputato: Cassazione revoca
La Corte di Cassazione ha corretto un proprio errore materiale, revocando una sentenza di inammissibilità e annullando una condanna per abusi edilizi. La Corte ha scoperto che l'imputata era deceduta prima della sua pronuncia, configurando un errore materiale per morte imputato che ha portato all'estinzione del reato e alla conseguente cancellazione della sentenza di condanna.
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