Una società importatrice si è vista negare il beneficio di dazi preferenziali dopo che la reale origine taiwanese di merci, dichiarate come filippine, è stata accertata. Nonostante la presenza di certificati di origine apparentemente validi, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società. La Corte ha stabilito che non sussisteva un 'errore attivo autorità doganale', poiché i certificati errati erano basati su false dichiarazioni dell'esportatore, non su un errore delle autorità. L'importatore, in qualità di operatore professionale, avrebbe dovuto esercitare una maggiore diligenza, non potendo invocare la semplice buona fede per evitare il recupero dei dazi.
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