LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Error In Iudicando — Anno 2025

Pagina 14 di 14

273 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Error In Iudicando

Provvedimenti

Responsabilità banca modello 231: il caso in Cassazione
Il fallimento di una società ha citato in giudizio un istituto di credito, accusandolo di concorso negli illeciti commessi dai suoi ex amministratori per la violazione delle norme antiriciclaggio. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha riconosciuto la rilevanza della questione sulla responsabilità banca modello 231, rinviando il caso alla pubblica udienza per la mancanza di precedenti specifici e l'importanza di stabilire un principio di diritto.
Continua »
Risarcimento danno tassabile: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19275/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla tassabilità del risarcimento del danno. Il caso riguarda una lavoratrice che ha ricevuto una somma a titolo di risarcimento per l'illegittima reiterazione di contratti a termine da parte di un'amministrazione pubblica. La Corte ha chiarito che tale somma non è automaticamente un reddito imponibile. È necessario verificare se il risarcimento ha una funzione sostitutiva di un reddito mancato (lucro cessante), nel qual caso è tassabile, oppure se ristora un danno di natura diversa, non patrimoniale o da 'danno comunitario', nel qual caso è esente da imposte. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio perché non aveva compiuto questa fondamentale distinzione.
Continua »
Deducibilità costi auto: no alla prova contraria
Un professionista ha contestato la limitazione forfettaria per la deducibilità dei costi auto, chiedendo un rimborso basato sull'effettivo e maggiore uso professionale del veicolo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la norma (art. 164 TUIR) impone un limite fisso e invalicabile. Questa regola, definita 'di sistema' e 'antievasiva', è stata creata per superare la difficoltà di quantificare l'uso promiscuo del bene e non ammette la prova contraria da parte del contribuente.
Continua »
Comunicazione irregolarità: quando non è necessaria?
Una società in fallimento ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP, lamentando la mancata ricezione della comunicazione di irregolarità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale comunicazione non è necessaria quando la cartella deriva da un controllo automatico per omesso versamento di imposte dichiarate, in assenza di incertezze rilevanti sulla dichiarazione.
Continua »
Accertamento sintetico: quando è nullo per la Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro l'annullamento di un accertamento sintetico. Il giudice di merito aveva correttamente verificato che, una volta provata dal contribuente la disponibilità di somme per quasi tutte le spese contestate, lo scostamento residuo tra reddito accertato e dichiarato era inferiore alla soglia del 25% prevista dalla legge, rendendo illegittima la pretesa fiscale.
Continua »
Compensazione spese legali: no a motivazioni generiche
Un contribuente, vittorioso contro l'Agenzia delle Entrate in due gradi di giudizio, si è visto compensare le spese legali a causa della 'particolarità delle questioni esaminate'. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la compensazione spese legali richiede una motivazione puntuale e non generica. Il giudice deve indicare ragioni specifiche, come l'assoluta novità della questione o gravi ed eccezionali motivi, altrimenti la sua decisione è illegittima.
Continua »
Utilizzo perdite fiscali: la Cassazione chiarisce
Una società cinematografica ha ricevuto un avviso di accertamento per omessa fatturazione. Ha chiesto di compensare il maggior reddito con perdite fiscali pregresse, ma l'Amministrazione Finanziaria ha negato la richiesta perché tali perdite erano già oggetto di contestazione in un altro procedimento. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione dei giudici di merito, ha stabilito che non è possibile procedere all'utilizzo perdite fiscali se la loro spettanza è sub iudice, ovvero ancora oggetto di un contenzioso pendente. La Corte ha riscontrato un errore di giudizio nella sentenza precedente, che aveva ignorato la pendenza della contestazione.
Continua »
Indennità di espropriazione parziale: i criteri
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per il calcolo dell'indennità di espropriazione parziale. La sentenza annulla una decisione di merito per non aver considerato i vincoli preesistenti sul bene e per aver erroneamente liquidato il deprezzamento della parte residua come un danno all'attività d'impresa anziché come una diminuzione del valore immobiliare. Viene inoltre affermato che le spese di ripristino sono incluse nell'unica indennità complessiva e non possono essere liquidate separatamente.
Continua »
Danno riflesso del socio: la Cassazione fa chiarezza
Due soci agiscono per il risarcimento dei danni derivanti dalla svendita di una partecipazione societaria. La Cassazione chiarisce che il pregiudizio al valore della quota è un danno riflesso del socio, risarcibile solo dalla società. L'appello generico viene dichiarato inammissibile.
Continua »
Prova esportazione IVA: quando il ricorso è inammissibile
Una società si è vista rigettare il ricorso contro un avviso di recupero IVA, poiché non è riuscita a fornire la prova dell'esportazione di merci al di fuori dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando i motivi di ricorso inammissibili. La sentenza sottolinea che il contribuente ha l'onere esclusivo di fornire la prova esportazione IVA e che il giudizio di Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
Continua »
Indennità di asservimento: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22345/2025, si è pronunciata sul tema dell'indennità di asservimento. Il caso riguardava la richiesta di risarcimento danni da parte di proprietari di un immobile danneggiato da lavori per un'opera pubblica ferroviaria. La Cassazione ha cassato la sentenza d'appello che aveva riconosciuto il danno, evidenziando due errori cruciali: la non corretta verifica della legittimità urbanistica di tutte le parti dell'edificio danneggiato e l'inammissibile produzione di nuovi documenti in appello. La Corte ha ribadito che l'indennità spetta solo per le porzioni di immobile legittimamente realizzate prima dell'approvazione dell'opera pubblica.
Continua »
Ricorso inammissibile: come evitare i vizi formali
Un lavoratore ha richiesto il riconoscimento di mansioni superiori e un diverso inquadramento professionale. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, non per il merito della questione, ma a causa di gravi vizi formali nella redazione dell'atto. Tra i motivi, la confusa esposizione delle censure, l'imprecisa indicazione delle norme violate e la commistione di motivi di ricorso tra loro incompatibili. La decisione sottolinea il rigore formale necessario per la redazione dei ricorsi per cassazione.
Continua »
Prescrizione rimborso fiscale: la Cassazione decide
Una società ha richiesto un rimborso fiscale per imposte versate in eccesso circa trent'anni prima. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso eccependo la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che la norma che le impediva di eccepire la prescrizione per vecchi crediti IRPEG e IRPEF (L. 350/2003) non è perpetua, ma ha una validità di dieci anni dalla sua entrata in vigore. Essendo la richiesta successiva a tale termine, la prescrizione del rimborso fiscale è stata correttamente applicata.
Continua »