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Equità

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25 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Riduzione penale: quando il giudice può intervenire
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che applicava una riduzione penale a carico di due dipendenti. La società datrice di lavoro aveva impugnato la sentenza, ma la Suprema Corte ha ribadito che il giudice ha il potere di ridurre una clausola penale manifestamente eccessiva, valutando l'effettivo interesse del creditore e l'assenza di un danno concreto, respingendo così il ricorso della società.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta e come si calcola
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo dell'acquirente di pagare la provvigione al mediatore immobiliare, anche in assenza di un incarico formale (c.d. mediazione atipica). La sentenza chiarisce che se manca un accordo sulla misura del compenso, il giudice può determinarla secondo equità, valutando l'attività effettivamente svolta. L'accordo tra mediatore e venditore non vincola l'acquirente, per il quale può essere stabilita una provvigione mediatore di importo differente.
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Indennità di cessazione: il fisso va calcolato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23043/2024, ha stabilito un principio fondamentale per l'indennità di cessazione rapporto di agenzia. La Corte ha chiarito che nel calcolo dell'indennità massima deve essere incluso anche il 'fisso provvigionale' o 'minimo garantito' percepito dall'agente, e non solo le provvigioni maturate sul fatturato. Questa decisione si basa su un'interpretazione ampia del concetto di 'retribuzioni riscosse', in linea con la normativa europea, volta a garantire un'equa compensazione all'agente per la perdita dei vantaggi derivanti dal contratto.
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Sentenze Giudice di Pace: i limiti all’appello
Una cittadina contesta una bolletta dell'acqua di basso importo. Il Giudice di Pace decide la causa secondo equità, accogliendo in parte la domanda. Un Comune appella la decisione, ma il Tribunale dichiara l'appello inammissibile. La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità anche del ricorso successivo, chiarendo i rigidi limiti di impugnazione per le sentenze del giudice di pace di valore modesto e sottolineando l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso.
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Molestie sul lavoro: risarcimento per la modella
Una modella ha citato in giudizio uno scultore per molestie sul lavoro, subite durante una sessione di posa. Il Tribunale del Lavoro di Milano ha condannato l'artista a un risarcimento di 57.500 euro per danno non patrimoniale, ritenendo che il contatto fisico imposto alla donna andasse ben oltre le necessità artistiche, configurando un abuso. La decisione ha valorizzato le testimonianze di altre vittime, che hanno rivelato un comportamento seriale da parte dell'artista, e ha stabilito che un generico consenso al contatto fisico non può mai giustificare le molestie sessuali.
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