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Effetto Devolutivo

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1060 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Patteggiamento in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato dopo un patteggiamento in appello. La Corte chiarisce che l'accordo tra le parti limita la possibilità di sollevare in Cassazione motivi di doglianza precedentemente rinunciati, come la presunta mancanza di una condizione di procedibilità, consolidando i principi dell'istituto.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato ha impugnato in Cassazione la sentenza derivante da un concordato in appello, lamentando vizi nella quantificazione della pena e la mancata valutazione di cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo tra le parti limita i motivi di impugnazione, escludendo doglianze sul quantum della pena (se non illegale) e sull'applicazione dell'art. 129 c.p.p., dato che l'imputato rinuncia ai motivi di appello originari.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
Un imputato ha impugnato una sentenza basata su un accordo sulla pena, sostenendo che il giudice avrebbe dovuto valutare l'assoluzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accettazione di un concordato in appello comporta la rinuncia a contestare il merito della colpevolezza, limitando drasticamente i motivi di un successivo ricorso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi presentati da due imputati avverso una sentenza di concordato in appello. L'ordinanza stabilisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia ai motivi di appello originari, inclusa la richiesta di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. Pertanto, il successivo ricorso per cassazione è precluso per le questioni oggetto di rinuncia.
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Periculum in mora: sequestro su beni personali nullo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo limitatamente ai beni personali dell'amministratore di una società. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione del 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che l'indagato disperdesse il proprio patrimonio. Secondo la Corte, il rischio relativo alla società, anche se gestita in modo fraudolento, non si trasferisce automaticamente alla persona fisica, che necessita di una valutazione autonoma e specifica.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 38063/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il cosiddetto concordato in appello, aveva impugnato la sentenza lamentando il mancato proscioglimento. La Suprema Corte ha chiarito che l'adesione al concordato in appello comporta una rinuncia ai motivi di impugnazione, limitando la possibilità di ricorrere in Cassazione solo a specifiche violazioni procedurali legate all'accordo stesso e non al merito della causa.
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Doppia ratio decidendi: la Cassazione blinda la sentenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore per benefici legati all'esposizione all'amianto. La decisione si fonda sul principio della "doppia ratio decidendi": la sentenza d'appello si basava su due motivazioni autonome (prescrizione del diritto e assenza di prova dell'esposizione). Poiché il ricorrente non ha efficacemente contestato una delle due motivazioni, rendendola definitiva, l'intero ricorso è stato dichiarato inammissibile, in quanto l'altra motivazione da sola era sufficiente a sorreggere la decisione.
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Concordato in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.). La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena in appello, contestava il mancato proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p. La decisione ribadisce che l'accordo implica la rinuncia ai motivi di appello, limitando la possibilità di un successivo ricorso in Cassazione a vizi specifici e non a questioni di merito.
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Opposizione equo indennizzo: i documenti vanno riprodotti?
Un lavoratore si è visto negare l'equo indennizzo per la durata irragionevole di una causa. La Corte d'Appello ha respinto la sua opposizione per mancata produzione del ricorso iniziale. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che nell'opposizione equo indennizzo i giudici devono considerare i documenti già presenti nel fascicolo telematico della fase precedente.
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Patrocinio a spese dello Stato: il calcolo del reddito
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, chiarendo che il reddito da considerare è quello dell'ultima dichiarazione scaduta e che la dichiarazione di convivenza deve riferirsi a quello specifico anno, non al momento della domanda. L'omissione di tali dati rende l'istanza inammissibile.
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Effetto devolutivo appello PM: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato, condannato in appello dopo un'assoluzione in primo grado. Viene ribadito il principio del pieno effetto devolutivo appello del Pubblico Ministero, che consente al giudice di secondo grado di riesaminare l'intera causa, anche oltre i motivi specifici dell'impugnazione, ripristinando una cognizione completa dei fatti.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
Un imputato ha presentato ricorso in Cassazione dopo aver definito la pena in secondo grado tramite un "concordato in appello". Lamentava il fatto che il giudice non avesse valutato la possibilità di un proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'adesione al concordato in appello comporta la rinuncia agli altri motivi di impugnazione, inclusa la doglianza sulla mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p.
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Concordato in Appello: Limiti del Ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un **concordato in appello**. L'imputato aveva rinunciato ai motivi di appello per concordare la pena, ma ha poi impugnato la decisione lamentando il mancato proscioglimento. La Corte ha ribadito che, accettando il concordato, si rinuncia a contestare questioni di merito, limitando il ricorso a vizi specifici dell'accordo stesso.
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Concordato in Appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (concordato in appello), lamentava il mancato proscioglimento. La Suprema Corte ribadisce che l'accordo sulla pena implica una rinuncia a far valere altri motivi, compresi quelli relativi a una possibile assoluzione, limitando così le basi per un successivo ricorso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato una riduzione di pena tramite un concordato in appello per tentata estorsione, aveva impugnato la sentenza lamentando la mancata motivazione sulla sua possibile assoluzione. La Suprema Corte ha ribadito che il concordato in appello limita fortemente i motivi di ricorso, rendendo inammissibili le doglianze relative a punti oggetto di rinuncia, come la valutazione delle cause di proscioglimento.
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Competenza Tribunale Sorveglianza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra il Magistrato e il Tribunale di Sorveglianza. La Corte stabilisce che, in seguito a un reclamo contro una decisione del Magistrato, la competenza del Tribunale di Sorveglianza è quella di decidere nel merito la questione, in virtù dell'effetto devolutivo dell'impugnazione. Il Tribunale non può annullare la decisione e restituire gli atti al primo giudice, poiché ciò costituirebbe un'indebita regressione del procedimento.
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Costi indeducibili: la Cassazione sul socio-consulente
Il caso analizza la questione dei costi indeducibili derivanti da una consulenza fatturata da un socio alla propria società. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato la deducibilità di gran parte del costo, ritenendolo non inerente all'attività aziendale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24544/2024, ha rigettato il ricorso dei contribuenti, confermando la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha ribadito che spetta al contribuente l'onere di provare l'inerenza del costo e che motivi di nullità degli atti non possono essere sollevati per la prima volta in sede di legittimità.
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Doppia ratio decidendi: quando il ricorso è inammissibile
Un lavoratore ha richiesto i benefici contributivi per esposizione ad amianto, ma la sua domanda è stata respinta. La Corte d'Appello ha motivato la decisione con una doppia ratio decidendi: prescrizione del diritto e insufficienza della prova. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del lavoratore inammissibile perché non ha efficacemente contestato una delle due autonome ragioni, rendendo l'intera impugnazione inutile.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento in appello. L'imputato, condannato per furto aggravato e interruzione di pubblico servizio, aveva lamentato la mancata motivazione sull'eventuale proscioglimento. La Suprema Corte ha ribadito che, accettando il patteggiamento, l'imputato rinuncia ai motivi di appello, limitando la cognizione del giudice e rendendo inammissibile un successivo ricorso in Cassazione fondato su tali motivi.
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Beni culturali: la presunzione di proprietà statale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una donna contro il sequestro di una scultura del XVI secolo da lei ereditata. La sentenza ribadisce il principio fondamentale della presunzione di proprietà statale per i beni culturali, specificando che il privato ha l'onere di fornire una prova rigorosa della legittima provenienza del bene, acquisito prima delle leggi di tutela del 1909, per poterne rivendicare la proprietà.
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