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Edificabilità

19 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La potenzialità legale e tecnica di un terreno di essere utilizzato per la costruzione di edifici, secondo quanto previsto dagli strumenti di pianificazione urbanistica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Edificabilità del terreno ICI: diniego edilizio e valore del fondo
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI contestando la natura edificabile di un fondo e gli importi richiesti. Il Comune, durante il giudizio di primo grado, ha ridotto le proprie pretese ammettendo errori di calcolo. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato la debenza del tributo e addebitato tutte le spese al cittadino, nonostante il precedente diniego di concessione edilizia. La Corte di Cassazione ha stabilito che la edificabilità del terreno ICI sussiste se l'area è inserita negli strumenti urbanistici generali, a prescindere dal singolo diniego di permesso. I giudici hanno inoltre confermato che l'ente impositore può ridurre la pretesa in giudizio senza incorrere nel divieto di motivazione postuma. La Suprema Corte ha però cassato la condanna alle spese del primo grado, poiché il Comune non aveva presentato formale appello incidentale sul punto.
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Acquisizione sanante: scontro tra valore attuale e valore passato
I Proprietari di un terreno occupato e trasformato dal Comune per la costruzione di una strada si sono opposti alla stima dell'indennizzo. Il Comune ha emesso un provvedimento di acquisizione sanante nel 2015, calcolando l'indennizzo sulla base della destinazione a viabilità (inedificabile). I Proprietari sostenevano che il terreno dovesse essere valutato come edificabile, facendo riferimento all'epoca dell'occupazione originaria negli anni settanta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il momento rilevante per determinare il valore del bene e la sua classificazione urbanistica è esclusivamente quello dell'adozione del provvedimento di acquisizione sanante. Di conseguenza, il terreno è stato correttamente valutato come inedificabile, escludendo anche la possibilità di sommare il valore del suolo a quello della strada costruita.
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Valutazione aree edificabili: da terreni agricoli a industriali
Gli Eredi hanno impugnato un avviso di rettifica del valore di alcuni terreni ricevuti in eredità, sostenendo che fossero agricoli. L'Agenzia delle Entrate li considerava invece edificabili in base al piano urbanistico comunale, sebbene non ancora approvato dalla Regione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli Eredi, confermando che la valutazione aree edificabili ai fini fiscali dipende dalla semplice adozione del piano regolatore da parte del Comune. Non rileva il fatto che i terreni conservino provvisoriamente una destinazione agricola fino all'effettivo insediamento degli impianti. La decisione stabilisce che l'avvio della trasformazione urbanistica aumenta subito il valore di mercato del bene, rendendo legittimo l'accertamento del fisco. Gli Eredi perdono la causa e devono pagare le spese processuali.
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Edificabilità delle aree: Società batte il Comune sull’esproprio
Una Società ha ceduto volontariamente alcuni terreni al Comune. La Corte d'appello ha escluso l'edificabilità delle aree perché il piano regolatore le destinava a verde pubblico e parcheggio, riducendo l'indennizzo dovuto. La Società ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che i terreni rientravano in un piano di zona per l'edilizia economica e popolare. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'inserimento di un terreno in un piano di zona attribuisce automaticamente la natura di area edificabile, anche se i singoli lotti sono destinati a servizi o verde pubblico. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d'appello per ricalcolare l'indennità considerando l'effettiva edificabilità delle aree.
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Area a Verde Pubblico: Tassabilità IMU vince contro i vincoli
Una società chiedeva il rimborso di ICI e IMU per un terreno classificato come 'Verde pubblico attrezzato', sostenendone la non edificabilità. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiave sulla tassabilità area a verde pubblico. Un vincolo di destinazione a verde pubblico non equivale a un divieto assoluto di costruzione, ma si limita a condizionarla (ammettendo chioschi, impianti sportivi, ecc.). Questa potenzialità edificatoria, seppur limitata, costituisce il presupposto per l'imposta. Di conseguenza, il terreno è tassabile, anche se il calcolo dell'imposta deve tenere conto del valore di mercato ridotto a causa dei vincoli stessi. Vince il Comune, la società deve pagare.
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Vendita aliud pro alio: Terreno inedificabile, contratto risolto
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione di un contratto preliminare di compravendita di un terreno. I venditori avevano promesso un terreno parzialmente edificabile, ma questo si è rivelato soggetto a un vincolo di inedificabilità assoluta. La Corte ha stabilito che l'edificabilità non era una mera descrizione, ma una qualità essenziale del bene. La sua totale assenza ha trasformato la vendita in un caso di 'vendita aliud pro alio', ovvero la consegna di una cosa per un'altra. Di conseguenza, i venditori hanno perso la causa e sono stati condannati a restituire l'acconto e la caparra ricevuti, oltre a pagare le spese legali.
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Riserve appalto: quando scatta la decadenza
Una associazione di imprese ha impugnato la decisione che negava il risarcimento per la minore edificabilità di un terreno ricevuto in permuta come corrispettivo di un appalto pubblico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la mancata iscrizione di una tempestiva riserva appalto preclude ogni pretesa economica aggiuntiva. La sentenza ribadisce che le variazioni qualitative e quantitative del corrispettivo devono essere contestate immediatamente per permettere alla Pubblica Amministrazione il controllo costante della spesa pubblica.
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Indennità di esproprio: calcolo e valore del suolo
Un proprietario terriero ha impugnato la stima dell'indennità di esproprio relativa a terreni destinati alla costruzione di un asilo nido e di edilizia sociale. Il ricorrente sosteneva che il suolo dovesse essere valutato come edificabile e richiedeva il risarcimento per la cessazione della propria attività commerciale. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, stabilendo che i giudici di merito hanno omesso di valutare una variante urbanistica decisiva che avrebbe potuto mutare la natura del suolo. Tuttavia, la Corte ha confermato che l'indennità di esproprio non deve includere il valore dell'azienda o il lucro cessante per la perdita dell'attività commerciale, limitandosi al valore venale del bene immobile.
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Edificabilità e ICI: vincoli e termini di decadenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'**edificabilità** di un terreno ai fini ICI non viene meno anche in presenza di vincoli idrogeologici o fluviali. Tali limitazioni non cancellano la natura fabbricabile dell'area, ma incidono esclusivamente sulla determinazione del suo valore venale e, di conseguenza, sulla base imponibile. La Corte ha inoltre chiarito che, in caso di omessa dichiarazione, il termine di decadenza quinquennale per l'accertamento decorre dal secondo anno successivo a quello d'imposta, rendendo legittima l'azione del Comune se notificata entro tale finestra temporale.
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Aree edificabili: ICI dovuta anche senza avviso
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità degli avvisi di accertamento ICI relativi ad aree edificabili, respingendo il ricorso di un contribuente. La decisione stabilisce che l'obbligo di pagamento sorge con l'adozione dello strumento urbanistico, rendendo irrilevante la mancata comunicazione individuale da parte del Comune. Inoltre, la Corte ha escluso il vincolo di pertinenza per i terreni separati dall'abitazione principale da una strada pubblica e coltivati a uliveto, poiché manca una trasformazione oggettiva che escluda la possibilità di edificare.
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Plusvalenza cessione immobili: guida alla tassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la plusvalenza cessione immobili non può essere tassata come vendita di terreno edificabile se sul suolo è presente un fabbricato al momento dell'atto. Nel caso di specie, un contribuente aveva venduto una cascina rurale destinata alla demolizione per la creazione di nuove volumetrie. L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato l'atto come cessione di area edificabile, ma la Suprema Corte ha annullato l'accertamento. Il principio cardine è che la presenza di un edificio, anche se fatiscente o destinato all'abbattimento, esclude la natura di terreno nudo ai fini fiscali.
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Agevolazioni fiscali: stop alla revoca anticipata
La Corte di Cassazione ha annullato la revoca delle agevolazioni fiscali applicate all'acquisto di un'area edificabile da parte di una società in liquidazione. L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di liquidazione per recuperare le imposte ordinarie prima che scadesse il termine quinquennale concesso per l'edificazione. I giudici hanno stabilito che l'amministrazione non può agire anticipatamente, poiché il contribuente ha il diritto di sfruttare l'intero arco temporale previsto dalla legge per completare le opere. La parola_chiave del caso è la tutela del legittimo affidamento del contribuente rispetto ai termini di legge.
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Lottizzazione terreni: quando scatta la tassazione?
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento Irpef relativo alla vendita di un terreno. Il nodo del contendere riguardava se il terreno dovesse considerarsi lottizzato o semplicemente edificabile al momento della cessione. La Corte di Cassazione ha confermato che la lottizzazione si perfeziona con l'approvazione amministrativa del piano, indipendentemente dalla firma della convenzione urbanistica. Poiché l'iter amministrativo era concluso prima della vendita, il calcolo della plusvalenza deve seguire le regole agevolate per i terreni lottizzati, basandosi sul valore normale del bene al quinto anno precedente, annullando di fatto la pretesa fiscale dell'Ufficio.
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Imposta di registro e IVA: la tassazione dei terreni
La controversia riguarda la tassazione di una sentenza che ha trasferito la proprietà di un terreno industriale. L'Agenzia delle Entrate aveva applicato l'**Imposta di registro** proporzionale, mentre la società contribuente sosteneva l'applicabilità dell'IVA in misura fissa. La Cassazione ha stabilito che il terreno deve essere considerato unitariamente come edificabile, rendendo l'operazione soggetta a IVA. Tuttavia, è sorto un ulteriore conflitto su una somma specifica tassata al 3% come riconoscimento di debito. La Suprema Corte ha annullato la decisione di merito poiché il giudice non ha verificato se tale somma fosse un'autonoma obbligazione o una semplice restituzione di caparra già tassata, rischiando una doppia imposizione.
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Occupazione illegittima: poteri CTU e risarcimento
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto del ricorso presentato da alcuni privati contro un Comune in merito al risarcimento per occupazione illegittima. La vicenda riguarda la trasformazione irreversibile di un terreno per la costruzione di una casa per anziani, avvenuta senza l'emissione di un regolare decreto di esproprio. La Suprema Corte ha stabilito che il Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) ha il potere di acquisire visure catastali per precisare l'estensione del bene, anche se non prodotte dalle parti, poiché tali atti non costituiscono prova di fatti principali. È stata inoltre confermata la natura non edificabile dell'area, con conseguente calcolo del danno basato sul valore venale ridotto.
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Edificabilità di un’area: la Cassazione decide
Una società immobiliare contesta un avviso di accertamento ICI su terreni da bonificare. La Cassazione chiarisce che l'edificabilità di un'area ai fini fiscali dipende dalla qualificazione urbanistica nel piano regolatore, non dalla sua attuale condizione. I costi di bonifica incidono solo sulla determinazione del valore venale, non sull'imponibilità. Il ricorso della società è stato rigettato.
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Plusvalenza terreni: edificabilità e valore venale
Un contribuente ha venduto un terreno che riteneva non edificabile, ma ha ricevuto un accertamento fiscale per una significativa plusvalenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo che, ai fini della tassazione della plusvalenza terreni, l'edificabilità sorge già con l'adozione del piano regolatore da parte del Comune, a prescindere dalle approvazioni successive. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile la contestazione basata sulla differenza tra valore venale e prezzo effettivo, in quanto sollevata tardivamente.
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Prova del danno: la Cassazione sul nesso causale
Una proprietaria terriera ha citato in giudizio una società energetica per un presunto danno permanente di perdita di edificabilità, a seguito di un'occupazione temporanea del suo terreno per l'estrazione di gas. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo che la prova del danno spetta a chi lo lamenta. In questo caso, la perdita di edificabilità e il fenomeno di subsidenza erano rimasti a livello di mera ipotesi, non supportati da prove concrete e accertate, rendendo infondata la richiesta di risarcimento.
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Edificabilità terreni IMU: la guida della Cassazione
Una società ha contestato un avviso di accertamento IMU sostenendo la non edificabilità dei propri terreni a causa di vincoli paesaggistici e di destinazione a servizi pubblici. La Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini dell'edificabilità terreni IMU, solo i vincoli che precludono in modo assoluto e totale qualsiasi intervento privato, riservandolo esclusivamente all'ente pubblico in un'ottica espropriativa, possono escludere l'imponibilità. I vincoli che si limitano a ridurre la potenzialità edificatoria o il valore venale non annullano il presupposto impositivo. La Corte ha quindi cassato la sentenza precedente, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questi principi.
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