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Eccezione Propria

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una difesa legale che può essere sollevata solo dalla parte interessata e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice. Deve essere presentata nei tempi e modi previsti dalla legge.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Debiti tributari ereditari: l’erede perde se non limita la quota
Il Comune ha notificato a un'erede un avviso di accertamento per omessa dichiarazione e versamento ICI del 2006 dovuta dal coniuge defunto. L'erede ha contestato la pretesa, sostenendo di non essere tenuta al pagamento dell'intero debito ma solo nei limiti della propria quota. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito che, in tema di debiti tributari ereditari, gli eredi rispondono pro quota (in proporzione alla propria quota), ma hanno l'onere di eccepire formalmente tale limite davanti al giudice. In mancanza di questa specifica contestazione (eccezione propria), il creditore può legittimamente richiedere il pagamento dell'intero importo a un singolo coerede. L'erede perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Debiti tributari ereditari: l’erede paga tutto se non si difende
Il Comune ha notificato a una contribuente un avviso di accertamento ICI per l'anno 2007, relativo a immobili di cui il defunto coniuge era comproprietario. La contribuente ha contestato la pretesa, sostenendo di non dover rispondere dell'intero debito ma solo della propria quota. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, in materia di debiti tributari ereditari, gli eredi rispondono in proporzione alla propria quota (responsabilità pro quota). Tuttavia, spetta all'erede l'onere di eccepire formalmente e tempestivamente tale limite di responsabilità di fronte al fisco. Non avendolo fatto correttamente nei precedenti gradi di giudizio, e avendo presentato un ricorso carente di elementi essenziali, la contribuente è stata condannata a pagare l'intero importo e le spese processuali.
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Debiti tributari ereditari: l’erede paga tutto senza eccezione
Il Comune ha notificato a un contribuente, in qualità di erede del coniuge defunto, un avviso di accertamento per l'omesso pagamento dell'ICI del 2008. Il contribuente ha contestato l'atto sostenendo di non dover rispondere dell'intero debito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che per i debiti tributari ereditari (escluse le imposte dirette) si applica la responsabilità pro quota degli eredi ai sensi dell'articolo 754 del Codice Civile. Tuttavia, l'erede che vuole limitare il pagamento alla propria quota ha l'onere di sollevare tempestivamente una specifica eccezione in giudizio, dimostrando la misura esatta della sua quota. In mancanza di questa contestazione formale, il creditore può legittimamente richiedere il pagamento dell'intero importo. Di conseguenza, il contribuente è stato condannato a pagare le spese di giudizio.
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Onere della prova conto corrente: la Cassazione decide
La Cassazione chiarisce l'onere della prova in conto corrente in caso di estratti conto mancanti: se vi sono domande contrapposte, si parte da saldo zero. Inammissibile l'eccezione di estinzione della garanzia ex art. 1957 c.c. se non sollevata tempestivamente nei gradi di merito.
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Eccezione di decadenza: come perderla per sempre
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'erede di un fideiussore, chiarendo un punto fondamentale sulla fideiussione. Anche se la clausola di deroga all'art. 1957 c.c. è nulla, l'eccezione di decadenza del creditore deve essere sollevata tempestivamente in primo grado. Non avendolo fatto, il garante ha perso definitivamente la possibilità di avvalersene, poiché si tratta di un'eccezione 'propria' non rilevabile d'ufficio dal giudice. La nullità della clausola ripristina la norma, ma non esonera la parte dall'onere di farla valere.
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Fideiussione omnibus: la Cassazione e l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni garanti (fideiussori) contro una società cessionaria di crediti bancari. I ricorrenti contestavano la validità di una fideiussione omnibus e la legittimità del recesso della banca. La Corte ha respinto il ricorso basandosi sulla regola della "doppia conforme", che limita l'esame dei fatti in Cassazione quando due sentenze di merito sono concordi. Inoltre, ha sottolineato che per far valere la nullità delle clausole conformi allo schema ABI, il ricorrente deve fornire prove specifiche e dettagliate, cosa che in questo caso non è avvenuta.
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