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Eccezione Di Prescrizione

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135 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Saldo rettificato: Cassazione su prescrizione bancaria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9203/2025, stabilisce un principio fondamentale in materia di contenzioso bancario. Per calcolare la prescrizione del diritto del correntista alla restituzione di somme indebitamente pagate, è necessario utilizzare il 'saldo rettificato'. Questo significa che il saldo del conto corrente deve essere preventivamente ricalcolato escludendo tutti gli addebiti illegittimi (come l'anatocismo). Solo dopo questa operazione è possibile individuare quali versamenti hanno avuto natura 'solutoria' e, di conseguenza, da quale momento far decorrere la prescrizione. La Corte ha cassato la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente utilizzato il saldo contabile originale fornito dalla banca.
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Responsabilità amministratori fallimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna di ex amministratori di una società fallita, stabilendo principi chiave sulla responsabilità amministratori fallimento. Viene chiarito che l'azione del curatore è unitaria e inscindibile, rendendo inapplicabile la clausola compromissoria statutaria. La Corte ha inoltre rigettato le eccezioni di prescrizione e le contestazioni sul merito per genericità, ribadendo che il ricorso in Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sui fatti.
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Ius postulandi: quando il funzionario non può difendere
Un ex detenuto ha agito in giudizio per ottenere il pagamento per il lavoro svolto in carcere. Nei gradi di merito, la sua richiesta era stata parzialmente respinta accogliendo l'eccezione di prescrizione sollevata da un funzionario del Ministero. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che il funzionario non aveva il potere di rappresentare l'amministrazione (difetto di ius postulandi), poiché il lavoro carcerario non rientra nelle controversie di pubblico impiego. Di conseguenza, l'eccezione di prescrizione è stata dichiarata invalida e il Ministero condannato al pagamento dell'intera somma.
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Prescrizione credito d’imposta: quando inizia?
La Corte di Cassazione ha confermato che il termine di prescrizione del credito d'imposta, pari a dieci anni, inizia a decorrere dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. L'ordinanza rigetta la tesi del contribuente, secondo cui il termine dovrebbe iniziare solo dopo la scadenza dei controlli automatizzati. La Corte ha inoltre ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata riguardo a una norma che sospendeva la prescrizione solo per le dichiarazioni presentate entro una certa data, considerandola una scelta legislativa razionale.
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Onere della prova: chi prova l’affidamento bancario?
Un correntista ha citato in giudizio una banca per addebiti illegittimi. La banca ha eccepito la prescrizione delle somme richieste. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del cliente, stabilendo che l'onere della prova riguardo l'esistenza di un affidamento bancario, fondamentale per determinare la natura delle rimesse e quindi il decorso della prescrizione, grava sul correntista stesso e non sulla banca.
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Eccezione di prescrizione tardiva: quando è inefficace
Una società turistica ha citato in giudizio un professionista per fatture non pagate. Il convenuto ha sollevato un'eccezione di prescrizione tardiva, che è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato che un'eccezione presentata fuori termine non può essere convalidata da un semplice richiamo in un atto successivo, anche in caso di rinnovazione della citazione. L'ordinanza chiarisce anche i presupposti per la condanna per lite temeraria.
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Rimessione in termini: no se la reazione è tardiva
L'ordinanza esamina il caso di una richiesta di risarcimento danni per la perdita del rapporto parentale. Il convenuto, costituitosi tardivamente, ha richiesto la rimessione in termini per eccepire la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il motivo è che la richiesta di rimessione in termini non è stata presentata con l'immediatezza richiesta dalla legge, anche a fronte di una causa di ritardo non imputabile. La tardività della reazione ha reso inammissibile l'eccezione di prescrizione.
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Sovracanoni BIM: legittimità e prescrizione del debito
Una società energetica ha impugnato una richiesta di pagamento per sovracanoni BIM (Bacini Imbriferi Montani) avanzata da un Comune, sollevando diverse questioni di legittimità costituzionale della norma impositiva. Il Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche ha respinto tutte le censure di incostituzionalità, confermando la natura tributaria e la piena legittimità del prelievo. Tuttavia, ha accolto l'eccezione di prescrizione sollevata dalla società, dichiarando estinti per decorso del tempo i crediti maturati prima del secondo semestre 2014 e riducendo così l'importo dovuto.
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Risarcimento danno immobiliare: il giudicato conta
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società immobiliare al risarcimento del danno per la mancata restituzione di alcuni immobili, protrattasi per otto anni. La Corte ha stabilito che la precedente sentenza, che ordinava il rilascio dei beni, costituiva prova definitiva (giudicato) del possesso da parte della società, rendendola responsabile per la conseguente indisponibilità. Il ricorso della società è stato rigettato, affermando il diritto dei proprietari a ottenere un risarcimento danno immobiliare per il periodo in cui non hanno potuto disporre dei loro beni.
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Procedimento giudice di pace: la difesa dell’attore
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel procedimento davanti al Giudice di Pace, il principio del contraddittorio impone di concedere all'attore la possibilità di articolare difese e precisazioni in risposta alle eccezioni sollevate dal convenuto, come quella di prescrizione. Nel caso specifico, riguardante una richiesta di risarcimento per infiltrazioni, la Corte ha ritenuto errata la decisione del giudice di merito che aveva dichiarato tardiva l'argomentazione dell'attore sulla natura permanente dell'illecito, presentata per contrastare l'eccezione di prescrizione. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame che tenga conto di tale principio fondamentale del procedimento giudice di pace.
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Rinuncia tacita prescrizione: la difesa subordinata
La Corte di Cassazione ha stabilito che un debitore, nel caso una banca, che eccepisce in via principale la prescrizione del diritto e solo in via subordinata l'avvenuto pagamento, non compie un atto di rinuncia tacita prescrizione. Questa strategia difensiva è legittima e non dimostra una volontà inequivocabile di rinunciare a far valere la prescrizione, portando al rigetto della richiesta di restituzione di somme da un vecchio certificato di deposito.
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Spese del giudizio: soccombenza e valore della causa
In una complessa causa di divisione ereditaria, la Corte di Cassazione chiarisce i criteri per la condanna alle spese del giudizio. La valutazione della soccombenza va effettuata secondo un principio globale, considerando l'esito complessivo della lite e non le singole questioni. Nonostante i ricorrenti avessero ottenuto l'accoglimento di un'eccezione di prescrizione verso alcuni eredi non costituiti, sono stati considerati soccombenti nei confronti delle controparti attive, poiché le loro domande principali volte a escluderle dall'eredità sono state respinte. La Corte ha inoltre ribadito che, nelle cause di divisione, il valore per la liquidazione delle spese si calcola sull'intera massa ereditaria.
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Contestazione bollette: onere della prova e prescrizione
Un ristoratore contesta delle maxi bollette di conguaglio energetico, sostenendo la mancata prova dei consumi e la prescrizione del credito. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, stabilendo che la contestazione bollette da parte dell'utente deve essere specifica e tecnicamente fondata. In assenza di prove concrete di malfunzionamento del contatore, le fatture emesse dal fornitore sono considerate valide. La Corte ha inoltre chiarito i termini per sollevare l'eccezione di prescrizione e la decorrenza degli interessi di mora.
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Clausola di indicizzazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società finanziaria contro la decisione di merito che aveva annullato una clausola di indicizzazione in un contratto di leasing. L'inammissibilità deriva dalla mancata trascrizione della clausola contestata nel ricorso e dal tentativo di ottenere dalla Suprema Corte una nuova interpretazione del contratto, attività che esula dal suo sindacato di legittimità.
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Eccezione di prescrizione: onere della prova del fido
Una società in liquidazione e i suoi fideiussori si opponevano a un decreto ingiuntivo bancario. La Corte di Cassazione ha affrontato diversi motivi di ricorso, chiarendo in particolare che, di fronte all'eccezione di prescrizione sollevata dalla banca, spetta al correntista l'onere di provare l'esistenza di un'apertura di credito (fido) per dimostrare la natura ripristinatoria e non solutoria delle rimesse. La Corte ha rigettato quasi tutti i motivi, accogliendone uno relativo a un pagamento di oltre 300.000 euro, effettuato dai debitori durante la causa, che la Corte d'Appello aveva omesso di considerare nella condanna finale.
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Ricorso inammissibile e onere della prova in Cassazione
Una banca, cessionaria di crediti verso un'azienda sanitaria, ha visto il suo ricorso per cassazione dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha rigettato i motivi basati su presunte violazioni dell'onere della prova e vizi di motivazione, confermando le decisioni dei giudici di merito che avevano ridotto l'importo dovuto. La sentenza ribadisce i rigorosi limiti del giudizio di legittimità, specialmente in caso di "doppia conforme", e la necessità di una specifica e puntuale formulazione dei motivi di ricorso.
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Eccezione di prescrizione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante una controversia sulle distanze legali di alcune tubazioni. Il motivo centrale è la tardiva presentazione dell'eccezione di prescrizione, che la Corte qualifica come eccezione in senso stretto e non come mera difesa. Tale eccezione, che nel caso di specie andava inquadrata come usucapione, doveva essere sollevata nei termini perentori iniziali del processo, rendendo corretta la decisione dei giudici di merito che l'avevano ritenuta inammissibile.
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Appello incidentale: quando è obbligatorio proporlo
Una docente precaria ha citato in giudizio il Ministero dell'Istruzione per ottenere il bonus formazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero a causa di un errore procedurale: la mancata proposizione di un appello incidentale contro il rigetto dell'eccezione di prescrizione in primo grado. Tale omissione ha determinato la formazione di un giudicato interno sulla questione, precludendo ogni ulteriore discussione in merito.
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Difesa amministrazione pubblica: limiti e ius postulandi
Un ex detenuto ha richiesto un adeguamento retributivo per il lavoro svolto in carcere. In primo grado, il Ministero della Giustizia, rappresentato da un proprio funzionario, ha eccepito la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la difesa dell'amministrazione pubblica da parte di un funzionario è limitata ai soli rapporti di lavoro pubblico. Poiché il lavoro carcerario è considerato di natura privata, il funzionario era privo di ius postulandi, rendendo nulla l'eccezione di prescrizione. La sentenza è stata annullata con rinvio.
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Ius Postulandi: la PA non può difendersi da sola
Un ex detenuto ha citato in giudizio il Ministero della Giustizia per mancati pagamenti relativi al lavoro svolto in carcere. Il Ministero si è difeso tramite un proprio funzionario, sollevando l'eccezione di prescrizione. La Corte di Cassazione ha stabilito che il funzionario non aveva il diritto di rappresentare l'ente in questo tipo di causa (difetto di ius postulandi), rendendo nulla la sua difesa. Di conseguenza, l'eccezione di prescrizione è stata invalidata e il Ministero è stato condannato al pagamento dell'intera somma richiesta.
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