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Eccesso Di Potere Giurisdizionale

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272 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinvio pregiudiziale Corte UE: Cassazione conferma inammissibilità ricorso
Una società, esclusa da una gara d'appalto pubblica per presunti illeciti, ha impugnato l'esclusione fino al Consiglio di Stato, che ha respinto il suo ricorso per revocazione. La società ha poi presentato ricorso alla Corte di Cassazione, sostenendo che il Consiglio di Stato avrebbe dovuto effettuare un rinvio pregiudiziale Corte UE per interpretare la normativa europea sugli appalti, e che il mancato rinvio costituiva un eccesso di potere giurisdizionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il ricorso in Cassazione contro le decisioni amministrative è limitato a questioni di giurisdizione e non può riguardare il merito della valutazione del giudice amministrativo, né la sua discrezione nel decidere sull'obbligo di rinvio pregiudiziale, se la questione è già stata esaminata e motivatamente disattesa.
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Rinvio pregiudiziale UE: La Cassazione chiarisce i limiti della revocazione
L'Azienda Ricorrente, esclusa da una gara d'appalto per corruzione, ha impugnato la decisione del Consiglio di Stato con un ricorso per revocazione. Ha sostenuto che il giudice amministrativo avrebbe dovuto disporre un rinvio pregiudiziale UE alla Corte di Giustizia per interpretare le norme europee sull'esclusione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che la revocazione è ammissibile solo per errori di fatto evidenti, non per errori di giudizio o per la mancata richiesta di un rinvio pregiudiziale UE, che è una mera sollecitazione e non una domanda che richiede una pronuncia obbligatoria. L'Azienda ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Recupero di aiuti pubblici: silos intatti e restituzione fondi
Un'azienda del settore saccarifero ha ottenuto contributi europei per la dismissione totale dei propri stabilimenti industriali. A seguito di controlli ispettivi, le autorità europee hanno accertato la mancata demolizione dei silos di stoccaggio. L'ente pagatore ha quindi avviato il recupero di aiuti pubblici per oltre cinquanta milioni di euro. L'impresa ha contestato il provvedimento prima davanti al giudice amministrativo e poi dinanzi alla Corte di Cassazione, eccependo il difetto di giurisdizione e la tutela della buona fede. Le Sezioni Unite hanno confermato la piena legittimità della procedura di rimborso e la competenza del giudice amministrativo, stabilendo che la restituzione del denaro pubblico indebitamente percepito costituisce un atto dovuto per garantire il rispetto del diritto europeo.
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Esecuzione giudicato civile: inquadramento non automatico
Un gruppo di lavoratori della Polizia Locale ha ottenuto in sede civile il diritto all'inquadramento in una categoria superiore, "nei limiti dei posti vacanti e disponibili". Il Comune non ha proceduto all'inquadramento. I lavoratori hanno quindi chiesto l'esecuzione giudicato civile ai giudici amministrativi. Questi hanno interpretato la sentenza civile, ritenendo che il diritto all'inquadramento fosse condizionato alla discrezionalità dell'amministrazione di rendere effettivamente "disponibili" i posti. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei lavoratori, affermando che l'interpretazione del giudicato rientra nei limiti interni della giurisdizione amministrativa e non può essere sindacata. I lavoratori sono stati condannati alle spese.
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Esclusione gara d’appalto: chiarimenti errati non salvano il concorrente
Un'Azienda è stata esclusa da una gara d'appalto per l'ossigenoterapia domiciliare. L'esclusione è avvenuta perché l'Azienda ha partecipato in forme diverse (come capogruppo e come mandante) a lotti della stessa gara, violando il disciplinare e l'Art. 48, comma 7, D. Lgs. 50/2016. L'Azienda ha contestato l'esclusione, sostenendo che i chiarimenti della Stazione appaltante indicavano una diversa interpretazione. Il Consiglio di Stato ha confermato l'esclusione, ritenendo la gara unitaria. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Azienda, ribadendo che l'interpretazione delle norme, anche europee, da parte del giudice amministrativo non costituisce "eccesso di potere giurisdizionale" sindacabile, confermando così la legittimità dell'esclusione gara d'appalto.
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Rimborso spese legali vittime mafia: Condannato escluso dal beneficio
Un Cittadino ha chiesto alla Regione Siciliana il **rimborso spese legali vittime mafia** per essersi costituito parte civile. La richiesta è stata negata perché il Cittadino era stato condannato per reati di stampo mafioso, ritenendolo non estraneo agli ambienti criminali. Il TAR aveva accolto il ricorso, ma il Consiglio di Giustizia Amministrativa lo ha respinto, affermando che l'estraneità era un requisito implicito della legge, anche prima della sua esplicitazione nel 2008. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Cittadino. Ha confermato che l'interpretazione del giudice amministrativo non ha costituito un eccesso di potere giurisdizionale, ma una corretta attività di interpretazione della norma.
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Azienda vs Provincia: l’Eccesso di potere giurisdizionale non è errore
Un'Azienda produttrice di energia eolica ha contestato un regolamento provinciale che stabiliva un canone per l'occupazione di suolo pubblico per i cavidotti. Dopo aver perso nei gradi amministrativi, l'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione, denunciando un eccesso di potere giurisdizionale da parte del giudice amministrativo. L'Azienda sosteneva che il giudice non avesse verificato il rispetto dei criteri legali per il canone e non avesse effettuato un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'erronea interpretazione delle norme, anche europee, da parte di un giudice speciale non costituisce eccesso di potere giurisdizionale, ma un semplice errore di diritto non sindacabile in Cassazione.
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Intesa restrittiva della concorrenza: Cassazione blocca il ricorso
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha sanzionato un'Azienda di consulenza per un'intesa restrittiva della concorrenza. L'Azienda, insieme ad altre, avrebbe condizionato una gara d'appalto pubblica spartendosi i lotti. Dopo che il TAR aveva annullato la sanzione, il Consiglio di Stato l'ha ripristinata. L'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione, ma le Sezioni Unite lo hanno dichiarato inammissibile. La Corte ha ribadito che il ricorso contro le sentenze del Consiglio di Stato è ammesso solo per motivi di giurisdizione, non per contestare la valutazione dei fatti o l'interpretazione delle norme.
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Annullamento d’ufficio: Concessione Revocata per False Dichiarazioni
Un'Associazione ha ottenuto la gestione di un bene culturale tramite una concessione. Il Ministero ha poi disposto l'annullamento d'ufficio della concessione, sostenendo che l'Associazione aveva presentato dichiarazioni non veritiere e non possedeva i requisiti richiesti dal bando. Il Consiglio di Stato ha confermato l'annullamento. L'Associazione ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'eccesso di potere giurisdizionale del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il giudice amministrativo può accertare la falsità delle dichiarazioni e la legittimità dell'annullamento d'ufficio, senza attendere una sentenza penale, soprattutto quando i requisiti sono oggettivamente verificabili. La concessione di beni culturali rientra nella giurisdizione amministrativa.
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Ricorso inammissibile: la sopravvenuta carenza di interesse
Un Agente di Pubblica Sicurezza ha chiesto risarcimento danni per un'operazione. Il Consiglio di Stato ha dichiarato il suo ricorso iniziale irricevibile per mancata impugnazione tempestiva. L'Agente ha quindi presentato ricorso in Cassazione per eccesso di potere giurisdizionale. Tuttavia, un parallelo ricorso per revocazione sulla stessa sentenza è stato accolto, portando il Consiglio di Stato a dichiarare il difetto di giurisdizione. Questo ha causato una **sopravvenuta carenza di interesse** nel ricorso in Cassazione, che è stato dichiarato inammissibile. Le spese sono state compensate.
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Fatturazione a 28 giorni: AGCOM vince, Cassazione respinge il ricorso
Una nota compagnia di telecomunicazioni aveva introdotto la Fatturazione a 28 giorni per i suoi servizi, aumentando di fatto i costi per i clienti. L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) aveva ordinato il ripristino della fatturazione mensile e imposto una sanzione. La compagnia ha impugnato queste decisioni, sostenendo un "eccesso di potere giurisdizionale" da parte del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la piena legittimità dell'operato di AGCOM. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice amministrativo non ha invaso le competenze altrui, ma ha correttamente applicato la legge a tutela dei consumatori.
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Eccesso di potere giurisdizionale: quando il giudice ordina il ripristino
Una Proprietaria ha contestato gli atti di un Comune che non aveva bloccato un'attività edilizia di una Società confinante, la quale aveva superato i limiti di altezza. Il TAR ha annullato gli atti e ordinato al Comune di ripristinare la situazione. Il Consiglio di Stato ha confermato questa decisione. Il Comune ha quindi presentato ricorso in Cassazione, lamentando un eccesso di potere giurisdizionale da parte del giudice amministrativo. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'ordine di ripristino, derivante dall'annullamento di atti illegittimi, non costituisce eccesso di potere, poiché il giudice ha applicato le norme esistenti senza invadere la discrezionalità amministrativa.
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Errore Materiale Offerta Gara: Cassazione Conferma Intervento Giudice
Una Azienda Partecipante è stata esclusa da una gara d'appalto per servizi di ristorazione. L'Ente Appaltante ha rilevato un presunto errore materiale offerta gara d'appalto nella proposta tecnica, che menzionava posate in plastica e bicchieri monouso anziché acciaio e vetro. Il Consiglio di Stato ha annullato l'esclusione, ritenendo che si trattasse di un lapsus calami e che l'Ente Appaltante avrebbe dovuto attivare il soccorso procedimentale. L'Azienda Aggiudicataria ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo un eccesso di potere giurisdizionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il Consiglio di Stato ha agito nei limiti della sua giurisdizione interpretando l'offerta e non sostituendosi all'amministrazione.
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Appalti: stop al ricorso per motivi di giurisdizione
Una società seconda classificata in un appalto pubblico per il servizio di elisoccorso ha impugnato l'aggiudicazione davanti alla giustizia amministrativa. Il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile l'appello per vizi procedurali legati all'uso del ricorso cumulativo su due lotti distinti e alla tardività nell'impugnare le clausole del bando. L'impresa ha quindi proposto un ricorso per motivi di giurisdizione davanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, sostenendo che i giudici amministrativi avessero oltrepassato i propri poteri e violato i principi europei. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. I giudici supremi hanno ribadito che gli eventuali errori procedurali o interpretativi del Consiglio di Stato non integrano un eccesso di potere giurisdizionale e non permettono un riesame nel merito.
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Ufficiale Condannato: Eccesso di Potere Giurisdizionale non Riconosciuto
Un ex alto ufficiale è stato condannato dalla Corte dei Conti per danno erariale (danno alle casse pubbliche) a causa di illeciti legati a corruzione e appalti. Ha tentato la revocazione (annullamento) della sentenza, ma la sua richiesta è stata dichiarata inammissibile. L'ufficiale ha poi presentato ricorso in Cassazione, lamentando un eccesso di potere giurisdizionale (un giudice che va oltre i suoi poteri) e la presenza di un giudice già relatore nel collegio. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'eccesso di potere giurisdizionale riguarda solo i limiti esterni della competenza del giudice, non errori di giudizio (error in iudicando) o vizi procedurali interni. La Corte ha chiarito che, essendo la revocazione già stata dichiarata inammissibile, non vi era stata alcuna invasione della competenza del giudice penale.
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Eccesso di potere giurisdizionale: quando il ricorso è inammissibile
Un'Azienda Energetica ha contestato la revoca di incentivi per un impianto fotovoltaico, disposta dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per presunta incompletezza. Dopo aver perso in TAR e Consiglio di Stato, l'Azienda ha presentato ricorso per revocazione, sostenendo un errore di fatto. Il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile questo ricorso. L'Azienda ha poi presentato ricorso in Cassazione, denunciando un **eccesso di potere giurisdizionale** del Consiglio di Stato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che l'eccesso di potere giurisdizionale si configura solo in casi di difetto assoluto o relativo di giurisdizione, non per contestare valutazioni di merito. L'Azienda ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Rigetto istanza amministrativa: quando i vizi procedurali non contano
Un'Azienda ha chiesto una concessione per derivare acqua per uso idroelettrico, ma la Regione e l'Agenzia Ambientale hanno emesso un rigetto istanza amministrativa. L'Azienda ha contestato il provvedimento per vizi procedurali, come il mancato preavviso di rigetto e il difetto di istruttoria. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha respinto il ricorso. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che i vizi procedurali non annullano il provvedimento se l'esito finale non sarebbe cambiato. L'Azienda non ha dimostrato che la sua partecipazione avrebbe modificato il risultato negativo, confermando la validità del rigetto istanza amministrativa.
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Eccesso di potere giurisdizionale: Cassazione frena le imprese
L'Autorità Antitrust ha sanzionato una Società di Consulenza per aver stretto un'intesa restrittiva della concorrenza in una gara pubblica. Il Consiglio di Stato ha confermato le sanzioni. La Società ha proposto ricorso alle Sezioni Unite della Cassazione lamentando un presunto eccesso di potere giurisdizionale per violazione del diritto europeo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che l'impugnazione contro le sentenze amministrative è ammessa solo se il giudice travalica i confini esterni del proprio potere, e non per presunti errori nell'applicazione delle norme comunitarie. La Società è stata condannata al pagamento delle spese giudiziarie.
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Revoca Aggiudicazione vs. Limiti Giurisdizione Amministrativa: La Cassazione
L'Azienda Ricorrente aveva ottenuto l'aggiudicazione di uno spazio commerciale in sub-concessione presso La Società Aeroportuale. Quest'ultima ha poi revocato l'aggiudicazione e ordinato lo sgombero, sostenendo la mancata presentazione di una garanzia fideiussoria. L'Azienda Ricorrente ha impugnato la revoca e lo sgombero, lamentando l'impossibilità di ottenere la garanzia durante l'emergenza COVID-19 e contestando la giurisdizione. I giudici amministrativi hanno respinto i ricorsi. La Corte di Cassazione, chiamata a decidere sui Limiti giurisdizione amministrativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il suo controllo sui giudici speciali si limita ai vizi che riguardano i confini del potere giurisdizionale, non a errori interni di interpretazione della legge, a meno che non si tratti di un radicale stravolgimento delle norme processuali che comporti un diniego di giustizia.
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Canone occupazione suolo pubblico: Cassazione limita il controllo sui giudici speciali
Diverse aziende del settore eolico hanno contestato un Regolamento provinciale che introduceva un nuovo `canone per l'occupazione di suolo pubblico` per i cavidotti. Dopo che i loro ricorsi sono stati respinti dal TAR e dal Consiglio di Stato, le aziende hanno presentato ricorso in Cassazione. Hanno sostenuto che il giudice amministrativo non aveva applicato correttamente i criteri di legge per il calcolo del canone e aveva violato il diritto dell'Unione Europea, anche omettendo un rinvio pregiudiziale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che il suo controllo sulle sentenze dei giudici speciali si limita ai vizi di difetto assoluto o relativo di giurisdizione. La violazione del diritto europeo o l'omesso rinvio pregiudiziale rientrano nell'ambito dell'interpretazione del diritto (error in iudicando o in procedendo) e non costituiscono un eccesso di potere giurisdizionale sindacabile dalla Cassazione.
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