Un uomo si è introdotto in una casa rompendo l'infisso di una finestra per rubare oggetti di valore, ma non ha trovato nulla ed è fuggito. Accusato di tentato furto in abitazione aggravato, è stato condannato a un anno di reclusione. L'imputato ha fatto ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità, sostenendo che non fosse stato rubato nulla e che il danno fosse minimo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, nel tentato furto in abitazione, per valutare la tenuità del danno occorre ipotizzare il valore dei beni che si volevano sottrarre e considerare anche i danni strutturali causati per entrare, come la rottura dell'infisso, che esclude la particolare tenuità. L'imputato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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