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Dosi Medie Giornaliere

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Quantità di sostanza stupefacente che si presume destinata al consumo quotidiano di una persona.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Detenzione di droga per uso personale: è spaccio oltre il limite
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo la destinazione per consumo proprio della sostanza stupefacente sequestrata. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha confermato la responsabilità penale. I giudici hanno chiarito che la Detenzione di droga per uso personale è incompatibile con il possesso di un quantitativo equivalente a 265 dosi medie giornaliere e con il frazionamento della sostanza. L'Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Attenuante del danno di speciale tenuità: no con 200 dosi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. L'uomo, trovato in possesso di 18 grammi di hashish e 8,3 grammi di marijuana, chiedeva l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Suprema Corte ha chiarito che tale circostanza richiede un ridottissimo grado di offensività dell'azione. Nel caso specifico, la detenzione di circa 200 dosi di droga esclude qualsiasi ipotesi di lieve entità. Inoltre, il ricorso è stato giudicato inammissibile poiché formulato in modo del tutto generico, senza contestare in modo specifico le motivazioni della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Spaccio di tre droghe diverse: escluso il fatto di lieve entità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino condannato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. L'imputato chiedeva che il reato venisse riqualificato come fatto di lieve entità, sostenendo la modesta entità della condotta. I giudici hanno però confermato la decisione della Corte d'Appello, evidenziando che l'uomo deteneva diverse tipologie di droghe (marijuana, hashish e cocaina) per un totale complessivo di ben 378 dosi. La Suprema Corte ha chiarito che la diversità delle sostanze e il quantitativo non modesto escludono l'applicazione della circostanza attenuante, in quanto la condotta non presenta una minima offensività penale. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese processuali.
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Detenzione di sostanze stupefacenti: prove certe e ricorso nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Durante una perquisizione, le forze dell'ordine avevano rinvenuto nella sua camera circa 490 dosi di droga, un bilancino di precisione e oltre duemila euro in contanti. Il ricorrente lamentava la mancanza di prove e l'eccessività della pena, oltre al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. I giudici di legittimità hanno chiarito che non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti in sede di Cassazione se la motivazione della sentenza di appello è logica e coerente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Lieve entità stupefacenti: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione illecita di cocaina, rigettando la richiesta di applicazione della **Lieve entità stupefacenti**. Il caso riguardava il possesso di circa 17 grammi lordi di sostanza, con un principio attivo corrispondente a oltre 10 grammi netti di cocaina pura. Tale quantità permetteva il confezionamento di circa 77 dosi medie giornaliere. La Suprema Corte ha stabilito che l'elevato numero di dosi e la purezza della sostanza sono elementi oggettivi che precludono la qualificazione del fatto come di particolare tenuità, confermando la correttezza della decisione dei giudici di merito.
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