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Doppio Contributo

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36 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società contribuente, in pendenza di un ricorso in Cassazione promosso dall'Agenzia Fiscale per un recupero di credito d'imposta, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. Avendo documentato la presentazione della domanda e il pagamento del dovuto, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo, senza applicare sanzioni come il doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo tributario tra l'Agenzia delle Entrate e due società. La decisione è seguita alla richiesta delle contribuenti di avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti. Avendo documentato la presentazione della domanda e il relativo pagamento, il giudizio si è concluso per cessazione della materia del contendere, senza addebito di ulteriori sanzioni come il doppio contributo.
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Definizione agevolata liti: estinzione del processo
Una società energetica, dopo aver impugnato un avviso di accertamento per costi di sponsorizzazione indeducibili, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti durante il giudizio in Cassazione. La Corte Suprema, prendendo atto della domanda e del relativo pagamento, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, confermando l'efficacia di questo strumento per chiudere le controversie fiscali.
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Definizione agevolata: estinzione lite tributaria
Una società energetica ha ottenuto l'estinzione del giudizio in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate, aderendo alla definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022. La Corte ha dichiarato la cessata materia del contendere, ponendo le spese a carico della ricorrente e chiarendo la non applicabilità della sanzione del doppio contributo in questi casi.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
L'Agenzia delle Entrate contestava la deducibilità di costi verso un paradiso fiscale a due società. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli all'Agenzia, il contenzioso è giunto in Cassazione. Le società hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando quanto dovuto. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere.
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Accordo conciliativo tributario: come chiude la lite
Una società agricola in liquidazione e un ente locale pongono fine a una controversia fiscale sull'IMU, pendente dinanzi alla Corte di Cassazione, attraverso un accordo conciliativo tributario. La Corte, prendendo atto dell'intesa raggiunta, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, confermando l'efficacia di questo strumento per chiudere le liti in qualsiasi fase del giudizio.
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Cessazione materia del contendere: accordo in Cassazione
Una società in liquidazione aveva impugnato un avviso di accertamento IMU per il 2013. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, la società e il Comune hanno raggiunto un accordo conciliativo. La Corte di Cassazione, prendendo atto dell'accordo e della rinuncia al ricorso, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, compensando le spese legali tra le parti.
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Legittimazione passiva tributaria: ricorso nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una contribuente contro un avviso di accertamento Irpef. L'errore fatale è stato notificare l'atto al Ministero dell'Economia e delle Finanze anziché all'Agenzia delle Entrate, unico soggetto dotato di legittimazione passiva tributaria. La Corte ha ribadito che, dal 2001, è l'Agenzia l'ente da citare in giudizio, e la mancata costituzione di quest'ultima non ha permesso di sanare il vizio procedurale.
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Reddito di partecipazione: la responsabilità dell’ex socio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex socio di una SRL a cui era stato notificato un avviso di accertamento per un maggior reddito di partecipazione. Il contribuente sosteneva la violazione del diritto di difesa, non potendo più accedere alla documentazione sociale. La Corte ha stabilito che la responsabilità fiscale è legata allo status di socio nell'anno d'imposta in contestazione (2013), non al momento della notifica dell'atto, confermando così la presunzione di distribuzione degli utili.
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Reddito non dichiarato: Cassazione conferma accertamento
Un piccolo imprenditore del settore della pesca ha ricevuto un avviso di accertamento per reddito non dichiarato da lavoro dipendente relativo all'anno 2013. L'Agenzia delle Entrate ha contestato una discrepanza tra le ingenti spese per lavoro dipendente dedotte nella dichiarazione dei redditi d'impresa e gli importi inferiori risultanti dal modello 770. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, ritenendo le sue argomentazioni generiche e non supportate da prove contrarie idonee a confutare la ricostruzione dell'Amministrazione finanziaria, confermando così la legittimità dell'accertamento sul reddito non dichiarato.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Una società in liquidazione, coinvolta in un contenzioso tributario per accise su GPL, rinuncia al ricorso in Cassazione dopo essere stata cancellata dal registro delle imprese. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali. La decisione chiarisce che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Prova presuntiva: la Cassazione valida gli indizi
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società immobiliare, stabilendo la piena legittimità dell'accertamento basato sulla prova presuntiva. La Corte ha chiarito che non esiste un divieto di 'presunzioni da presunzioni' e che la gestione antieconomica di un'impresa costituisce un valido indizio di evasione. La sentenza di merito, che aveva parzialmente annullato l'accertamento, è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di cassazione
Un avvocato, precedentemente sanzionato con la sospensione, presenta una rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia non è dovuto il pagamento del cosiddetto 'doppio contributo'. La decisione si basa sulla distinzione tra rinuncia e rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rottamazione debiti: estinzione giudizio fiscale
Un contribuente, erede, aveva impugnato una cartella di pagamento fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, ha aderito ai programmi di rottamazione dei debiti (ter e quater), pagando quanto dovuto. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio e la cessazione della materia del contendere, stabilendo che l'adesione a tali definizioni agevolate preclude l'esame nel merito del ricorso e non comporta il pagamento del doppio contributo.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
Una compagnia aerea e una società di gestione aeroportuale, dopo un lungo contenzioso su canoni ritenuti eccessivi e un presunto abuso di posizione dominante, hanno raggiunto un accordo. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia reciproca ai ricorsi, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo anche perché in questi casi non si applica la sanzione del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: quando non si paga il doppio contributo
Un caso originato da una richiesta di risarcimento per violazione dei diritti d'immagine si è concluso con una ordinanza di estinzione del giudizio. La Cassazione, a seguito della rinuncia al ricorso presentata dall'erede della parte ricorrente, ha chiarito un importante principio: in caso di estinzione per rinuncia, non è dovuto il pagamento del doppio contributo unificato. Questa sanzione, infatti, è volta a scoraggiare le impugnazioni pretestuose e non si applica quando il giudizio si conclude senza una valutazione nel merito.
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