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Donazione Remuneratoria

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una donazione fatta per riconoscenza o in considerazione dei meriti del donatario o per servizi resi. A differenza della liberalità d'uso, richiede la forma dell'atto pubblico.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Risoluzione della donazione per inadempimento: i limiti degli eredi
La Donante intestava un appartamento a due Beneficiari, riservandosi l'usufrutto. L'atto menzionava un onere di assistenza e la natura remuneratoria del gesto. Alla morte della donna, gli Eredi chiedevano al Tribunale l'annullamento dell'atto per incapacità e la risoluzione della donazione per inadempimento dell'onere, sostenendo che i Beneficiari si fossero trasferiti altrove. Il Tribunale accoglieva la domanda di risoluzione. La Corte d'Appello ribaltava la decisione, rigettando le pretese degli Eredi. La Corte di Cassazione ha confermato il verdetto di secondo grado: la risoluzione della donazione per inadempimento dell'onere richiede un'espressa clausola contrattuale. Un generico richiamo alla legge non basta per annullare la liberalità. Gli Eredi perdono definitivamente la causa e devono pagare le spese di giudizio.
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Donazione remuneratoria o acquisto: chi riceve deve pagare
Un acquirente ha ricevuto due dipinti da un'artista senza pagarne il corrispettivo. Davanti ai giudici, l'uomo ha sostenuto di aver ottenuto i beni a titolo gratuito, invocando una donazione remuneratoria. I giudici di merito hanno invece accertato il possesso delle opere senza alcuna prova dell'intento liberale, condannando l'uomo al pagamento. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e dichiarato inammissibile il ricorso dell'acquirente. La Suprema Corte ha ribadito che spetta a chi riceve i beni dimostrare la gratuità del passaggio. Di fronte a due sentenze conformi nei gradi precedenti, non è consentito richiedere un nuovo esame dei fatti. L'acquirente perde definitivamente la causa, deve pagare il valore dei quadri e sostenere le spese legali.
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Nullità della donazione: l’assegno è nullo senza il notaio
Gli eredi di un defunto hanno impugnato la vendita di due immobili a un conoscente, sostenendo che il prezzo fosse stato pagato con denaro regalato dallo stesso venditore tramite assegni. Hanno quindi chiesto la nullità della donazione per mancanza di atto pubblico. La Corte d'Appello ha dichiarato la nullità delle donazioni di denaro. La Cassazione ha confermato che il trasferimento di denaro tramite assegni costituisce una donazione diretta, soggetta a rigidi requisiti di forma, escludendo che si trattasse di donazione indiretta o remuneratoria. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso del beneficiario limitatamente a una somma aggiuntiva, poiché la richiesta di restituzione di tale importo era stata avanzata dagli eredi tardivamente, violando il divieto di domande nuove nel processo. La causa è stata rinviata per una nuova decisione su questo specifico punto.
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Simulazione della donazione: nullo il finto regalo al nipote
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di una donazione remuneratoria tra una zia e un nipote, qualificandola come simulazione della donazione. La zia aveva finto di donare un terreno al nipote solo per sottrarlo ai propri creditori. Il nipote aveva prestato giuramento decisorio negando l'accordo, ma i giudici hanno ritenuto il giuramento ambiguo. Inoltre, la Corte d'Appello ha legittimamente utilizzato come prove atipiche le intercettazioni e le testimonianze provenienti da un procedimento penale correlato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del nipote, confermando che tali prove sono utilizzabili se discusse nel processo civile.
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Azione revocatoria atto gratuito: donazione tra fratelli revocata
Una società creditrice ottiene la revoca di un atto di cessione immobiliare tra un fratello debitore e sua sorella. I fratelli sostenevano che l'atto non fosse una donazione, ma una ricompensa per l'assistenza fornita dalla sorella, quindi un atto oneroso. La Cassazione ha respinto questa tesi, confermando la natura di donazione. La sentenza ribadisce un principio chiave sull'azione revocatoria atto gratuito: al creditore basta dimostrare che il debitore fosse consapevole di pregiudicare le sue ragioni. Non essendo stata provata l'esistenza di un reale corrispettivo per la cessione, l'atto è stato considerato un modo per sottrarre il bene alla garanzia del creditore e quindi revocato.
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Donazione remuneratoria: nullità senza atto pubblico
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di una compravendita immobiliare e di una cessione di quote societarie tra genitori e figli, qualificandole come donazione remuneratoria. Nonostante i contratti riportassero una quietanza di pagamento, è emerso che nessun prezzo era stato effettivamente versato. Poiché l'operazione era dettata da riconoscenza per l'apporto lavorativo del genero e come anticipo ereditario, la Corte ha ravvisato una liberalità che, priva della forma solenne dell'atto pubblico, risulta radicalmente nulla.
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Donazione remuneratoria: quando non è revocabile?
Un uomo dona un immobile alla nipote. Anni dopo, la accusa di ingratitudine e chiede la revoca. La nipote si difende sostenendo fosse una donazione remuneratoria, quindi non revocabile. La Cassazione conferma la revoca, chiarendo che in assenza di prove concrete del carattere remuneratorio nell'atto, la donazione si considera ordinaria. La mancanza di un riferimento a servizi passati e la presenza di un onere per assistenza futura sono stati decisivi.
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Donazione remuneratoria: quando è revocabile?
Il caso analizza una richiesta di revoca di una donazione per ingratitudine. I giudici di merito avevano qualificato l'atto come donazione remuneratoria, e quindi irrevocabile. La Corte di Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso, ha cassato la sentenza, precisando i rigorosi criteri necessari per provare la natura remuneratoria di una donazione, che non può basarsi su generici rapporti di amicizia ma deve fondarsi su uno specifico e determinante sentimento di riconoscenza per i servizi resi.
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Donazione remuneratoria: irrevocabile per figli
Il caso riguarda una donazione immobiliare da una nipote a uno zio. La nipote, dopo la nascita di un figlio, ha tentato di revocarla. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che si trattava di una donazione remuneratoria, fatta come riconoscenza per la rinuncia dello zio a un'azione di riduzione ereditaria. Tale tipo di donazione, ai sensi dell'art. 805 c.c., non è soggetta a revoca per sopravvenienza di figli.
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Donazione remuneratoria: la forma è vincolante?
Due genitori donano beni ai figli. Con una scrittura privata separata, i figli si impegnano a versare una somma annua ai genitori 'a titolo di riconoscenza'. La Corte di Cassazione conferma la nullità di tale accordo, qualificandolo come donazione remuneratoria e non come onere modale. Poiché stipulato con una semplice scrittura privata anziché con atto pubblico, l'accordo è nullo per vizio di forma e non produce effetti giuridici.
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Donazione di modico valore: quando è nulla?
Una donazione di buoni postali, inizialmente classificata come di modico valore, è stata dichiarata nulla per mancanza della forma notarile. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il valore complessivo di oltre 116.000 euro non poteva considerarsi 'modico', nonostante il cospicuo patrimonio del donante. La sentenza chiarisce i criteri oggettivi e soggettivi per valutare una donazione di modico valore e la distingue dalla donazione remuneratoria, anch'essa soggetta a requisiti di forma.
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