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Dominus Di Fatto

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Soggetto che, pur non rivestendo cariche formali o contratti di lavoro, esercita il controllo effettivo e la direzione strategica di un'attività economica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sequestro preventivo delle quote sociali: stop allo schermo
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo delle quote sociali e dell'intero patrimonio di una società fornitrice di presidi sanitari. L'amministratore di fatto dell'azienda utilizzava lo schermo societario per agevolare infiltrazioni della criminalità organizzata nelle commesse ospedaliere pubbliche. La difesa contestava la possibilità di sottoporre a blocco cautelare le quote societarie e negava l'attualità del pericolo. I giudici hanno chiarito che il sequestro preventivo delle quote sociali è pienamente legittimo quando il controllo dell'ente costituisce lo strumento per commettere o agevolare reati associativi, anche se le partecipazioni risultano formalmente intestate a terzi estranei. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Confisca del Profitto: L’Amministratore Contesta, la Cassazione Conferma
L'Amministratore di alcune società fallite, già condannato per bancarotta fraudolenta, ha contestato la confisca del profitto del reato relativo alle quote sociali di una delle aziende. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso. L'Amministratore sosteneva di aver acquisito le quote prima dell'operazione distrattiva e di esserne il "dominus di fatto", ma la Corte ha confermato che l'acquisto è avvenuto dopo il fallimento con i proventi illeciti. La motivazione della Corte territoriale sulla confisca è stata ritenuta adeguata, e il ricorso è stato respinto.
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Controllo giudiziario negato se l’infiltrazione è stabile
Una società commerciale, colpita da interdittiva antimafia a causa della presenza di un amministratore di fatto legato alla criminalità organizzata, ha richiesto l'ammissione al controllo giudiziario per proseguire l'attività. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, confermando il rigetto della misura. I giudici hanno evidenziato che il controllo giudiziario richiede la natura occasionale dell'agevolazione mafiosa e una concreta possibilità di risanamento dell'impresa. Nel caso di specie, la mancanza di contromisure aziendali e la persistenza del ruolo del soggetto contiguo al clan escludono qualsiasi possibilità di bonifica, configurando un condizionamento mafioso stabile e non occasionale.
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Trasferimento fraudolento di valori: gestire non è possedere
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di due soggetti accusati di trasferimento fraudolento di valori per la gestione di fatto di un supermercato, e di altri due imputati accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso. La Suprema Corte ha annullato con rinvio la condanna per il reato di trasferimento fraudolento di valori, chiarendo che i semplici atti di gestione non equivalgono a un'attribuzione fittizia della proprietà dei beni. Ha inoltre annullato la sentenza per gli altri due imputati limitatamente all'aggravante del metodo mafioso, ritenendo carente la motivazione sulla reale forza intimidatrice percepita dalla vittima. Il processo dovrà quindi essere celebrato nuovamente davanti alla Corte d'appello.
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Sequestro per equivalente per truffa bonus edilizi
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro per equivalente sui beni personali del socio unico di una società, ritenuto il 'dominus di fatto' di una frode milionaria legata a crediti d'imposta fittizi per bonus edilizi. La Corte ha stabilito che la misura è legittima anche se l'indagato non ricopriva formalmente la carica di amministratore al momento dei fatti, poiché il suo coinvolgimento effettivo e continuativo è stato provato. Il sequestro è stato ritenuto proporzionato al profitto del reato, non al singolo emolumento percepito dall'indagato.
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