Un esercente, condannato per lesioni personali aggravate dopo aver ferito un cliente con un coltellino durante una lite fuori dal proprio locale, ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso sul tema della prescrizione del reato. I giudici hanno chiarito che la sospensione dei termini legata all'emergenza Covid-19 non si applica in modo automatico a tutti i processi pendenti, ma solo a quelli in cui vi erano effettivi termini di scadenza per atti specifici in quel periodo. Poiché nel caso in esame non vi erano scadenze pendenti tra marzo e maggio 2020, il tempo non si è fermato. Di conseguenza, la prescrizione del reato era già maturata prima della sentenza d'appello. La Cassazione ha quindi annullato la condanna penale, dichiarando inammissibile il ricorso per i soli effetti civili.
Continua »