La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per la detenzione illecita di 394 dosi di marijuana. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso, focalizzati sulla tesi dell'uso personale e della lieve entità del fatto, costituivano mere doglianze di fatto, generiche e già respinte correttamente in appello. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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