Il Contribuente ha presentato una variazione catastale DOCFA per declassare il proprio immobile da categoria signorile (A1) a civile (A2), a seguito di una diversa distribuzione degli spazi interni. L'Agenzia delle Entrate ha respinto la richiesta, confermando la categoria originaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del proprietario. I giudici hanno chiarito che la semplice ridistribuzione interna, senza una reale variazione del numero dei vani (rimasti 8,5), non giustifica il declassamento. Inoltre, in tema di rettifica rendita catastale tramite DOCFA, l'ufficio non deve fornire una motivazione ultra-dettagliata se non contesta i dati di fatto inseriti dal contribuente ma esprime solo una diversa valutazione tecnica sul valore economico dell'immobile. Il ricorrente perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »