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Divieto Di Espulsione Dello Straniero

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Divieto di espulsione dello straniero: annullato il decreto
La Prefettura ha emesso un decreto di espulsione nei confronti di un cittadino straniero. Il cittadino ha impugnato la decisione, evidenziando la convivenza con la propria sorella, cittadina italiana, e la presenza di solidi legami familiari in Italia. Il Giudice di Pace ha rigettato il ricorso basandosi su una precedente dichiarazione resa dallo straniero alcuni mesi prima dell'espulsione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino straniero. I giudici di legittimità hanno chiarito che occorre applicare il divieto di espulsione dello straniero verificando la situazione di convivenza al momento esatto dell'emissione del decreto e non in momenti antecedenti. La Cassazione ha quindi annullato la decisione e ha rinviato la causa per un nuovo esame della reale convivenza e dei legami familiari.
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Divieto di espulsione dello straniero convivente con parenti
La Prefettura ha emesso un decreto di espulsione contro un cittadino straniero giunto in Italia con visto turistico. Il Giudice di Pace ha convalidato il rimpatrio, ritenendo irrilevante la presenza di familiari italiani. Lo straniero ha presentato ricorso in Cassazione, dimostrando l'effettiva convivenza con la sorella di nazionalità italiana. La Suprema Corte ha accolto il ricorso e ha ribadito il divieto di espulsione dello straniero che convive con parenti entro il secondo grado aventi cittadinanza italiana. L'ordinanza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dei vincoli familiari.
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Divieto di espulsione dello straniero: smascherato finto coniuge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro il provvedimento di allontanamento dal territorio italiano. Il ricorrente invocava il divieto di espulsione dello straniero coniugato con una cittadina italiana. Tuttavia, i giudici hanno accertato che la convivenza coniugale era cessata ben prima dell'ingresso in carcere. Inoltre, l'uomo aveva intrapreso una relazione con un'altra donna, indicando l'abitazione di quest'ultima per i permessi premio. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato l'espulsione, ritenendo la richiesta di ripresa della convivenza con la moglie un mero espediente strumentale per evitare il rimpatrio, condannando il ricorrente anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Divieto di espulsione dello straniero: no a sentenze senza motivi
Un cittadino straniero, sposato da trentacinque anni con una cittadina italiana, riceve un decreto di espulsione dalla Prefettura a causa del permesso di soggiorno scaduto e non rinnovato. Il Giudice di Pace respinge il ricorso dello straniero con una decisione sbrigativa, ignorando le prove del matrimonio e la richiesta di rinnovo del permesso. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dello straniero, stabilendo che la decisione del giudice di merito è nulla per motivazione apparente. La Suprema Corte ribadisce che il legame familiare e il radicamento sociale fanno scattare il divieto di espulsione dello straniero. Di conseguenza, la Cassazione annulla il provvedimento e rinvia la causa per un nuovo esame che valuti concretamente le prove presentate.
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Divieto di espulsione dello straniero: prove tardive inutili
Un cittadino straniero ha impugnato il decreto di espulsione emesso nei suoi confronti, invocando il divieto di espulsione dello straniero convivente con un parente di nazionalità italiana. Il Giudice di Pace ha rigettato il ricorso originario poiché l'uomo non aveva dimostrato il legame di parentela con la presunta sorella. Lo straniero si è rivolto alla Corte di Cassazione producendo un certificato di parentela rilasciato successivamente dal proprio Paese d'origine. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, chiarendo che il giudizio di legittimità non può essere utilizzato per richiedere un nuovo esame dei fatti o delle prove già valutate dal giudice di merito. Di conseguenza, il provvedimento di espulsione rimane valido.
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Divieto di espulsione dello straniero: prevale la vita familiare
Lo Straniero ha impugnato il decreto di espulsione emesso nei suoi confronti, invocando il divieto di espulsione dello straniero per motivi di integrazione sociale e familiare in Italia. Il Giudice di Pace ha respinto il ricorso ritenendo che la domanda reiterata di protezione internazionale non sospendesse l'espulsione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dello Straniero, stabilendo che il giudice di merito ha completamente omesso di valutare le prove sull'integrazione familiare e lavorativa prodotte dal ricorrente (come il contratto di locazione e l'estratto conto INPS). Questa totale mancanza di motivazione costituisce un vizio grave. La causa è stata quindi rinviata al Giudice di Pace per una nuova e corretta valutazione della situazione personale del richiedente.
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