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Disvalore Sociale

15 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La valutazione negativa che l'ordinamento giuridico e la comunità attribuiscono a un comportamento, considerandolo particolarmente dannoso o riprovevole al di là del mero danno economico.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Furto lieve o grave? La Cassazione e le circostanze attenuanti
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro la sentenza che gli negava le circostanze attenuanti generiche per un furto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che il diniego delle circostanze attenuanti generiche era ben motivato dall'assenza di elementi positivi. Ha inoltre chiarito che la valutazione del "lucro di speciale tenuità" non si limita al valore dell'oggetto rubato, ma considera il pregiudizio complessivo e il disvalore sociale del fatto. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del Lavoratore al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Truffa e Rideterminazione della Pena: La Cassazione corregge il calcolo
Un individuo, condannato per truffa, ha visto la Corte d'Appello escludere la recidiva. Tuttavia, ha contestato il modo in cui la pena è stata ridotta per le attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la riduzione per le attenuanti generiche, una volta esclusa la recidiva, deve applicarsi all'intera pena, inclusa quella aumentata per la continuazione dei reati. La Suprema Corte ha quindi proceduto alla diretta rideterminazione della pena, fissandola in cinque mesi e dieci giorni di reclusione e 260 euro di multa.
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Affidamento in prova al servizio sociale tra passato e recupero
Un condannato ha richiesto l'accesso alla misura dell'affidamento in prova al servizio sociale per scontare una pena residua. Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto l'istanza valutando la gravità dei suoi precedenti penali e la pendenza di un nuovo procedimento. Il condannato ha proposto ricorso per cassazione evidenziando che i fatti addebitati nel nuovo procedimento risalivano a un'epoca antecedente e che i giudici avevano ignorato il giudizio positivo espresso dall'Ufficio Esecuzione Penale Esterna. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato l'ordinanza impugnata. La Suprema Corte ha chiarito che i reati passati non possono precludere automaticamente la misura alternativa, occorrendo una valutazione aggiornata del comportamento e del percorso rieducativo. Il Tribunale di Sorveglianza dovrà ora riesaminare l'istanza di affidamento in prova al servizio sociale.
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Furto da 300€: non è danno di speciale tenuità, condanna sicura
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentato furto in abitazione a carico di due persone. Gli imputati avevano richiesto l'applicazione dell'attenuante per danno di speciale tenuità, sostenendo che il valore dei beni già sottratti (circa 300 euro) fosse minimo. La Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio importante: per valutare il danno non basta considerare il solo valore economico. Bisogna analizzare il pregiudizio complessivo e il disvalore sociale dell'azione. Un furto in un'abitazione, anche se di valore modesto, non può essere considerato di speciale tenuità a causa della sua gravità intrinseca. La condanna è quindi diventata definitiva.
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Bilanciamento circostanze: niente sconto per rapina grave
Due persone condannate per rapina aggravata hanno fatto ricorso in Cassazione, lamentando che i giudici non avessero concesso loro uno sconto di pena. Chiedevano che le circostanze attenuanti fossero considerate più importanti di quelle aggravanti. La Corte Suprema ha respinto i ricorsi, affermando un principio chiave sul **bilanciamento circostanze aggravanti e attenuanti**: la scelta del giudice di considerarle equivalenti è un potere discrezionale. Se questa decisione è motivata in modo logico, ad esempio sottolineando la particolare gravità sociale del reato, non può essere contestata. La condanna è quindi diventata definitiva.
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Particolare tenuità del fatto: No al beneficio se il reato è abituale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici hanno confermato la decisione precedente, sottolineando che il beneficio non può essere concesso. La motivazione si basa su due elementi chiave: l'abitualità della condotta dell'imputato e la non scarsa rilevanza del reato in termini di disvalore sociale. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e l'imputato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Spaccio lieve ma profitto alto: negata l’attenuante del lucro
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante in materia di spaccio di stupefacenti. Anche se il reato è classificato come 'fatto di lieve entità', l'attenuante del lucro di speciale tenuità non può essere concessa automaticamente. Nel caso specifico, un uomo è stato condannato per la cessione di 25 dosi di droga pesante. I giudici hanno negato lo sconto di pena perché il valore economico della sostanza, superiore a mille euro, indicava un'offensività e un disvalore sociale non ridotti. La Corte ha quindi confermato che il valore economico è un criterio decisivo per escludere questa attenuante, respingendo il ricorso dell'imputato.
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Danno di speciale tenuità: perché 200 euro non bastano
Un imputato è stato condannato per tentato furto aggravato dopo aver cercato di sottrarre merce del valore di circa 200 euro. Il ricorso in Cassazione si basava esclusivamente sul mancato riconoscimento dell'attenuante del **danno di speciale tenuità**. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che tale attenuante richiede una valutazione complessa. Non basta che il valore economico sia modesto; occorre analizzare il danno criminale globale, il lucro perseguito e il disvalore della condotta. Nel caso specifico, una cifra superiore a 200 euro non può considerarsi irrisoria. La decisione ribadisce che la capacità economica della vittima non influisce sulla concessione del beneficio.
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Lucro di speciale tenuità: quando è escluso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando la condanna per ricettazione e negando l'attenuante del lucro di speciale tenuità. La Corte ha stabilito che la valutazione di tale attenuante non deve considerare solo il valore economico dei beni, ma anche il disvalore sociale complessivo, indicato in questo caso dal cospicuo numero di supporti illeciti sequestrati (oltre 600).
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Danno speciale tenuità: no a carte di credito
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per uso indebito di carte di credito. La Corte stabilisce che l'attenuante del danno di speciale tenuità è incompatibile con questo reato, poiché la norma non protegge solo il patrimonio individuale ma l'intero sistema dei pagamenti elettronici e la fede pubblica.
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Commisurazione della pena: la discrezionalità del giudice
Un individuo, condannato per furto aggravato ai danni di un distributore automatico, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando una pena eccessiva. La Corte ha respinto il ricorso, riaffermando che la commisurazione della pena è un potere discrezionale del giudice di merito. Una motivazione dettagliata è richiesta solo per pene medio-alte, mentre per sanzioni contenute in una fascia medio-bassa, come nel caso di specie, è sufficiente un richiamo a criteri di adeguatezza.
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Risarcimento danno diffamazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di risarcimento danno diffamazione a mezzo stampa. Una professionista aveva citato in giudizio un giornalista e il direttore di un quotidiano per un articolo che le attribuiva falsamente gravi indizi di corruzione. La Corte d'Appello aveva condannato il solo giornalista a un risarcimento di 10.000 euro. La Cassazione ha rigettato sia il ricorso della danneggiata, che chiedeva un risarcimento maggiore e la condanna del direttore, sia quello del giornalista, che contestava la sua responsabilità. La sentenza conferma che la prova del danno alla reputazione può essere presuntiva e che la mancata richiesta di rettifica da parte della vittima non esclude né riduce il diritto al risarcimento.
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Ricorso inammissibile: quando viene respinto in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha ritenuto manifestamente infondati i motivi relativi alla particolare tenuità del fatto e al diniego delle attenuanti generiche, sottolineando come il giudizio di legittimità non possa riesaminare il merito dei fatti. La decisione si fonda sul rilevante disvalore sociale del reato e sulla consolidata giurisprudenza in materia di motivazione.
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Causa di non punibilità: quando è esclusa per furto?
Una persona, condannata per furto aggravato, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. È stato stabilito che la valutazione della tenuità non può prescindere dal disvalore sociale dell'azione e dall'effettiva offensività della condotta, elementi che in questo caso ne escludevano l'applicazione.
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Circostanza attenuante: quando il danno non è lieve
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento della circostanza attenuante per un danno patrimoniale di circa 720 euro. La Corte ha stabilito che la valutazione non può limitarsi all'importo, ma deve considerare il complessivo disvalore sociale della condotta, che in questo caso includeva l'uso dell'identità di quattro persone ignare per noleggiare autovetture.
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