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Distrazione Delle Spese — Anno 2024

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183 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Distrazione Delle Spese

Provvedimenti

Correzione errore materiale: spese all’avvocato
La Corte di Cassazione interviene con una ordinanza per correggere un proprio precedente provvedimento. Un avvocato aveva richiesto la distrazione delle spese a suo favore, ma la Corte aveva omesso di pronunciarsi. Attraverso il procedimento di correzione errore materiale, la Cassazione ha integrato la precedente decisione, disponendo che le spese di lite fossero liquidate direttamente al difensore antistatario, sanando così l'omissione.
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Correzione errore materiale: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione interviene per correggere una propria precedente ordinanza, stabilendo che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato antistatario costituisce un errore materiale correggibile. La richiesta di correzione è stata accolta in quanto la distrazione delle spese, se ritualmente richiesta, è un atto dovuto dal giudice. La Corte ha invece respinto la richiesta di liquidare ulteriori compensi per una fase cautelare, non rientrando tale valutazione nella procedura di correzione errore materiale.
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Periodo di comporto: ferie per evitare il licenziamento
Un lavoratore è stato licenziato per superamento del periodo di comporto. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, stabilendo che i giorni di ferie richiesti e concessi al termine della malattia interrompono il conteggio dei giorni di assenza, salvando così il posto di lavoro. La condotta dell'azienda, che ha riconsiderato quei giorni come malattia a distanza di tempo, è stata giudicata contraria a buona fede.
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Solidarietà avvocato: esclusa senza attività
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi onorari alla controparte in solido con il proprio cliente, a seguito di una transazione avvenuta in fase di appello. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che il principio di solidarietà avvocato non si applica se la parte assistita non si è formalmente costituita in quella specifica fase del giudizio e, di conseguenza, il legale non ha svolto alcuna concreta attività difensiva. La mera pendenza formale del ricorso non è sufficiente.
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Distrazione spese omessa: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione corregge una propria ordinanza per un errore materiale, avendo omesso di disporre la distrazione spese a favore dei legali di una società contribuente. Si chiarisce che tale omissione è rettificabile con la procedura di correzione, garantendo una tutela più rapida al difensore che ha anticipato i costi del giudizio.
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Distrazione spese legali: la correzione è d’obbligo
La Corte di Cassazione corregge un proprio provvedimento a causa di un errore materiale. L'ordinanza originale non aveva disposto la distrazione spese legali a favore dell'avvocato, che si era dichiarato antistatario. La Corte ha stabilito che tale omissione è correggibile e ha modificato il dispositivo, ordinando il pagamento delle spese direttamente al legale.
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Distrazione spese avvocato: la Cassazione corregge
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso per la correzione di un errore materiale, rettificando una propria precedente ordinanza. La Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore di un avvocato dichiaratosi antistatario. Con la nuova ordinanza, la Cassazione ha corretto la svista, ordinando che le spese legali venissero pagate direttamente al difensore, riconoscendo così il suo diritto a seguito della dichiarazione di aver anticipato i costi per il cliente.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
Un'ordinanza della Suprema Corte corregge un precedente provvedimento che, pur condannando una società di trasporti al pagamento delle spese legali, aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore dei difensori dei lavoratori, i quali si erano dichiarati antistatari. La Corte ha riconosciuto l'errore come una mera omissione materiale, facilmente emendabile, accogliendo l'istanza dei legali.
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Equa riparazione: calcolo durata e indennizzo
Un cittadino ha richiesto un'equa riparazione per l'eccessiva durata di un procedimento giudiziario, composto da una fase di cognizione e una successiva di ottemperanza. La Corte di Cassazione ha stabilito che la durata ragionevole complessiva per entrambe le fasi è di un anno. Sulla base di questo principio, ha ricalcolato l'indennizzo dovuto al cittadino, accogliendo parzialmente il suo ricorso e rigettando quello del Ministero della Giustizia. La sentenza ha inoltre chiarito le regole sulla distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato.
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Liquidazione compensi avvocato: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla corretta liquidazione compensi avvocato in un caso relativo alla Legge Pinto. La Corte ha rigettato il ricorso di un legale che contestava l'importo delle spese liquidate per un giudizio di cassazione e per il successivo giudizio di rinvio. È stato chiarito che il semplice uso di strumenti telematici non giustifica automaticamente la maggiorazione del 30% del compenso, essendo necessario dimostrare l'utilizzo di tecniche informatiche avanzate che agevolino concretamente l'attività del giudice. Inoltre, la Corte ha confermato che la liquidazione operata dai giudici di merito era superiore ai minimi tariffari, rendendo la censura infondata.
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Correzione errore materiale: distrazione spese omessa
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali costituisce un errore materiale. In questo caso, il rimedio corretto non è l'impugnazione, ma la procedura di correzione errore materiale, come stabilito dalla Suprema Corte. Quest'ultima ha accolto l'istanza del difensore, ordinando la modifica della precedente ordinanza per includere la distrazione delle spese a suo favore, specificando inoltre che per tale procedura non sono previste ulteriori liquidazioni di spese.
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Distrazione delle spese: la correzione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha corretto un proprio precedente provvedimento per un errore materiale. Nello specifico, la Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese processuali in favore dei legali della parte vittoriosa, nonostante questi ne avessero fatto espressa richiesta dichiarandosi antistatari. Riconosciuto l'errore, i giudici hanno integrato la precedente decisione, accogliendo il ricorso per correzione e ordinando che le spese fossero pagate direttamente ai difensori che avevano anticipato i costi.
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Distrazione delle spese: rimedio all’omissione
La Corte di Cassazione interviene per correggere una propria ordinanza in cui era stata omessa la pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali in favore del difensore, dichiaratosi antistatario. L'ordinanza stabilisce che tale dimenticanza costituisce un errore materiale, sanabile attraverso la specifica procedura di correzione e non tramite i mezzi di impugnazione ordinari. Questa soluzione, in linea con il principio della ragionevole durata del processo, permette al legale di ottenere più rapidamente un titolo esecutivo per il recupero delle somme anticipate.
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Distrazione spese avvocato: errore materiale e rimedi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32892/2024, ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese avvocato costituisce un errore materiale. Di conseguenza, il rimedio corretto non è l'impugnazione ordinaria, ma la più rapida procedura di correzione. La Corte ha accolto l'istanza di un legale che si era dichiarato antistatario, disponendo la correzione della precedente ordinanza per includere la distrazione delle spese a suo diretto favore, in linea con il principio di ragionevole durata del processo.
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Distrazione spese avvocato: correzione sempre possibile
Un avvocato, subentrato nella difesa di un ente sanitario, ha richiesto la correzione di un decreto di estinzione che aveva omesso la distrazione delle spese legali in suo favore. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, stabilendo che la correzione per errore materiale, in questi casi, è sempre ammissibile, anche se richiesta da un nuovo difensore per l'intera attività legale svolta. La richiesta di distrazione spese avvocato, ha chiarito la Corte, implica la dichiarazione del legale di aver anticipato i costi e non aver ricevuto i compensi, basandosi su un principio di affidamento fiduciario.
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Errore materiale: omessa distrazione spese corretta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32723/2024, ha chiarito che la mancata pronuncia sull'istanza di distrazione delle spese legali, avanzata da un avvocato dichiaratosi antistatario, costituisce un errore materiale. Tale omissione non richiede un'impugnazione ordinaria ma può essere sanata tramite il più celere procedimento di correzione. La Corte ha quindi disposto la modifica della precedente ordinanza, inserendo la clausola di distrazione delle spese in favore del difensore, in linea con i principi di economia processuale e ragionevole durata del processo.
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Distrazione spese: correzione dell’errore materiale
Un avvocato chiede la correzione di un'ordinanza della Cassazione che, pur condannando la controparte al pagamento delle spese, aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in suo favore, nonostante la richiesta. La Corte accoglie l'istanza, qualificando l'omissione come un errore materiale da correggere con l'apposito procedimento, senza necessità di impugnazione.
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Prescrizione presuntiva avvocato: quando non si applica
Un'avvocatessa agisce per ottenere il pagamento dei propri compensi professionali, ma la cliente si oppone eccependo la prescrizione presuntiva. Tuttavia, la cliente contesta anche l'esistenza stessa del debito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32554/2024, chiarisce che la difesa basata sulla prescrizione presuntiva è incompatibile con la negazione del rapporto obbligatorio. Sostenere che un debito non sia mai sorto equivale ad ammettere che non è stato pagato, facendo così crollare il presupposto della prescrizione stessa. La Corte ha quindi cassato la decisione precedente, affermando un principio fondamentale sull'uso corretto di questa eccezione.
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Prescrizione presuntiva avvocato: quando non si applica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32552/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di compensi professionali. Se un cliente si oppone alla richiesta di pagamento di un avvocato eccependo la prescrizione presuntiva, ma allo stesso tempo contesta l'esistenza stessa del debito (ad esempio, sostenendo che c'era un accordo per non pagare), l'eccezione di prescrizione deve essere respinta. La contestazione del debito equivale a un'ammissione che lo stesso non è stato pagato, rendendo inapplicabile l'istituto della prescrizione presuntiva, che si basa sulla presunzione di avvenuto pagamento. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto dell'avvocato a essere pagato dal proprio cliente rimane valido anche in caso di distrazione delle spese.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge l’errore
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha corretto un proprio precedente provvedimento per un errore materiale. La Corte aveva omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese legali a favore del difensore della parte vittoriosa. L'ordinanza stabilisce che tale omissione è rettificabile attraverso la procedura di correzione, confermando il diritto dell'avvocato, dichiaratosi antistatario, a ricevere il pagamento diretto dalla parte soccombente, in questo caso un'amministrazione statale.
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