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Distrazione Delle Spese — Anno 2024

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183 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Distrazione Delle Spese

Provvedimenti

Distrazione delle spese: l’errore materiale si corregge
La Corte di Cassazione interviene per correggere una propria precedente ordinanza a causa di un errore materiale. Nello specifico, era stata omessa la pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali a favore del difensore della parte vittoriosa. La Corte ribadisce che tale omissione non richiede un'impugnazione, ma può essere sanata tramite il più snello procedimento di correzione dell'errore materiale, garantendo così al legale di ottenere un titolo esecutivo in tempi rapidi. La decisione emenda quindi l'ordinanza originale, inserendo il corretto nominativo del difensore e la clausola di distrazione delle spese.
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Correzione errore materiale: la distrazione delle spese
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21096/2024, ha stabilito che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese in favore dell'avvocato dichiaratosi anticipatario costituisce un errore materiale. Pertanto, tale omissione può essere sanata attraverso il procedimento di correzione errore materiale, senza necessità di un giudizio di impugnazione. La Corte ha accolto il ricorso di un contribuente e ha ordinato l'integrazione della precedente sentenza, aggiungendo la clausola di distrazione delle spese. Le spese del procedimento di correzione sono state compensate tra le parti.
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Distrazione delle spese: come correggere l’errore
La Cassazione corregge un'ordinanza per omessa distrazione delle spese legali a favore dell'avvocato antistatario. La Corte chiarisce che tale omissione è un errore materiale, non un errore di giudizio, e va emendata su richiesta della parte, ripristinando il diritto del legale a ricevere direttamente il pagamento dalla parte soccombente.
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Distrazione delle spese: la Cassazione e l’errore
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa pronuncia sull'istanza di distrazione delle spese legali costituisce un errore materiale. In un caso contro l'Amministrazione Finanziaria, un avvocato aveva ottenuto una vittoria per il proprio cliente ma il giudice aveva omesso di disporre il pagamento delle spese direttamente in suo favore, come richiesto. La Corte ha chiarito che il rimedio corretto non è l'impugnazione, ma la più rapida procedura di correzione dell'errore materiale. Questa decisione, in linea con i principi di economia processuale, consente al legale di ottenere un titolo esecutivo in tempi brevi.
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Distrazione delle spese: come correggere l’errore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20261/2024, ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese costituisce un errore materiale. In un caso in cui una precedente sentenza aveva dimenticato di attribuire le spese legali direttamente all'avvocato della parte vittoriosa, che ne aveva fatto richiesta, la Corte ha accolto l'istanza di correzione. È stato stabilito che il rimedio corretto non è l'impugnazione, ma la procedura di correzione dell'errore materiale, più rapida ed efficiente, in linea con il principio della ragionevole durata del processo.
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Distrazione spese: correzione errore materiale, non appello
Un avvocato ha richiesto la correzione di un'ordinanza della Corte di Cassazione che, pur condannando la controparte al pagamento delle spese legali, aveva omesso di disporne la distrazione in suo favore come richiesto. La Corte ha accolto l'istanza, affermando che tale omissione costituisce un errore materiale. Il rimedio corretto, secondo la Suprema Corte, è il procedimento di correzione degli errori materiali (ex artt. 287 e 288 c.p.c.) e non un nuovo gravame, in quanto soluzione più rapida ed efficiente per tutelare il diritto del difensore.
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Distrazione delle spese: errore materiale e correzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20067/2024, ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese in favore del difensore antistatario costituisce un errore materiale. Di conseguenza, l'avvocato può chiederne la correzione attraverso l'apposito procedimento, senza che sia necessario un nuovo giudizio. Il caso riguardava un legale che, pur avendo vinto la causa per il proprio cliente e richiesto la distrazione, non l'aveva ottenuta per una svista nel dispositivo della sentenza. La Corte ha accolto il ricorso, disponendo la rettifica della precedente decisione.
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Correzione errore materiale: la distrazione delle spese
La Corte di Cassazione interviene d'ufficio per effettuare una correzione errore materiale su una propria precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'omessa indicazione della 'distrazione delle spese' legali in favore dell'avvocato della parte vittoriosa. La Corte ha emendato sia la motivazione che il dispositivo del provvedimento, riaffermando che tale omissione costituisce un errore rettificabile d'ufficio per garantire la corretta esecuzione della condanna alle spese.
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Distrazione delle spese: errore materiale correggibile
La Corte di Cassazione stabilisce che l'omessa pronuncia del giudice sulla richiesta di distrazione delle spese legali, avanzata dall'avvocato dichiaratosi antistatario, costituisce un errore materiale. Pertanto, tale omissione può essere sanata attraverso il procedimento di correzione, senza necessità di impugnare la decisione. Il caso riguarda un legale che, dopo aver ottenuto una vittoria per la società sua cliente, non si era visto riconoscere la distrazione delle spese nonostante l'esplicita richiesta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ordinando l'integrazione del precedente provvedimento.
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Distrazione delle spese: la correzione dell’errore
Una società ha ottenuto dalla Corte di Cassazione la correzione di un'ordinanza per errore materiale. La Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato difensore, che si era dichiarato antistatario. Riconosciuto l'errore come evidente, la Corte ha integrato il provvedimento, assicurando che le spese liquidate venissero pagate direttamente al legale.
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Distrazione spese legali: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese legali costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è un nuovo ricorso, ma la procedura di correzione prevista dal codice. Nel caso specifico, un avvocato aveva richiesto la distrazione delle spese a proprio favore, ma l'ordinanza finale, pur condannando la controparte al pagamento, aveva omesso questa disposizione. La Corte ha accolto l'istanza, disponendo la correzione del provvedimento originale e confermando un principio di economia processuale.
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Distrazione delle spese: errore materiale e correzione
La Corte di Cassazione ha corretto una propria ordinanza per un errore materiale, consistente nell'aver omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese legali a favore dell'avvocato della parte vittoriosa. L'istanza dell'avvocato è stata accolta, stabilendo che tale omissione costituisce una mera svista e non un errore di giudizio, rendendo esperibile il semplice rimedio della correzione anziché un nuovo gravame. La Corte ha quindi disposto che l'ordinanza originaria venisse integrata con la clausola di attribuzione delle spese direttamente al difensore antistatario.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene d'ufficio per effettuare una correzione errore materiale su una propria precedente ordinanza. Quest'ultima, a sua volta, correggeva un'altra decisione ma conteneva un refuso nel numero di riferimento. La Corte ha quindi rettificato il numero errato, ripristinando la coerenza formale degli atti giudiziari e sottolineando l'importanza della precisione procedurale.
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Distrazione spese avvocato: come correggere l’omissione
Un legale ha richiesto la correzione di un'ordinanza che aveva omesso la distrazione delle spese legali a suo favore, nonostante la sua richiesta come difensore antistatario. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, qualificando l'omissione come un errore materiale sanabile con una procedura rapida, anziché con un'impugnazione. Questa decisione sulla distrazione spese avvocato sottolinea un percorso più celere per la tutela del credito professionale del difensore.
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Distrazione spese legali: chi agisce per il recupero?
Un contribuente avviava un giudizio di ottemperanza per ottenere il pagamento delle spese legali liquidate in una precedente sentenza, con provvedimento di distrazione a favore del proprio avvocato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso originario del contribuente. Il principio affermato è che, in caso di distrazione spese legali, l'unico soggetto legittimato ad agire per il recupero coattivo del credito è l'avvocato distrattario, non la parte assistita. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio.
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Rinuncia al ricorso: le conseguenze sulle spese legali
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente. Nonostante la mancata accettazione della controparte, il rinunciante è stato condannato al pagamento delle spese legali in virtù del principio di causalità, che addossa i costi a chi ha dato origine al contenzioso. L'ordinanza chiarisce che la rinuncia al ricorso comporta precise responsabilità economiche.
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Distrazione spese: diritto al compenso integrale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la 'distrazione delle spese' a favore dell'avvocato non riduce il suo diritto a ricevere l'intero compenso dal proprio cliente. Il tribunale di merito aveva erroneamente detratto l'importo oggetto di distrazione dal totale dovuto, senza verificare se fosse stato effettivamente incassato. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che il rapporto tra avvocato e cliente rimane autonomo e il professionista può richiedere l'intera somma pattuita, a meno che non abbia già ricevuto pagamento dalla parte soccombente.
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Distrazione spese legali: la Cassazione corregge l’errore
La Corte di Cassazione ha corretto una propria ordinanza che aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali a favore del difensore di una società, nonostante quest'ultimo ne avesse fatto esplicita richiesta. Riconoscendo l'omissione come un mero errore materiale, la Corte ha integrato la precedente decisione, riaffermando il diritto dell'avvocato antistatario a ricevere il pagamento diretto dalla parte soccombente.
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Omessa distrazione spese: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa distrazione spese a favore del difensore antistatario costituisce un errore materiale. L'ordinanza analizzata stabilisce che il rimedio corretto è il procedimento di correzione, una via più rapida rispetto a un'impugnazione. Nel caso di specie, un Comune aveva ottenuto una vittoria in giudizio, ma il decreto non prevedeva il pagamento delle spese legali direttamente al suo avvocato, nonostante la richiesta esplicita. La Corte ha accolto il ricorso, ordinando l'integrazione del provvedimento originale.
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Difensore antistatario: correzione errore materiale
Un legale, agendo come difensore antistatario per un ente comunale in una causa tributaria, ha ottenuto dalla Corte di Cassazione la correzione di un precedente provvedimento. La Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in suo favore, nonostante la richiesta fosse stata ritualmente presentata. L'ordinanza in esame rettifica l'errore, aggiungendo la clausola per il pagamento diretto delle spese al legale e chiarendo che tale procedura di correzione non comporta nuove statuizioni sulle spese.
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