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Distrattario

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È l'avvocato che chiede al giudice di ordinare alla parte soccombente di pagare le spese legali direttamente a lui, anziché al suo cliente, poiché dichiara di aver anticipato tali costi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Termine dilatorio: regole recupero crediti INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel recupero delle spese legali contro l'INPS deve essere rispettato un doppio termine dilatorio. Il creditore deve attendere i 120 giorni dalla richiesta stragiudiziale prima di notificare il titolo esecutivo e ulteriori 120 giorni dalla notifica del titolo prima di procedere con il precetto o l'esecuzione. La Corte ha chiarito che le due norme non sono incompatibili ma complementari, mirando entrambe alla tutela della spesa pubblica e all'efficienza amministrativa.
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Termine dilatorio: cumulo dei 120 giorni per l’INPS.
Un professionista legale ha impugnato la decisione che dichiarava nullo il suo pignoramento contro un ente previdenziale, contestando l'applicazione di un doppio termine dilatorio. La Cassazione ha stabilito che il termine dilatorio di 120 giorni per la richiesta stragiudiziale e quello di ulteriori 120 giorni dopo la notifica del titolo esecutivo sono cumulabili. La decisione si basa sulla diversa finalità delle norme: la prima mira al contenimento della spesa pubblica, la seconda a garantire l'ordinata gestione dei pagamenti amministrativi.
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Errore materiale: correzione nomi in sentenza
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di correzione di un errore materiale riscontrato in una precedente sentenza. Il vizio consisteva nell'errata indicazione del cognome di un avvocato distrattario delle spese legali, indicato erroneamente con una vocale finale differente. Trattandosi di un mero refuso che non altera la sostanza della decisione né il ragionamento logico-giuridico, i giudici hanno disposto la rettifica formale del testo sia nella motivazione che nel dispositivo, ordinando alla Cancelleria di procedere con le annotazioni di rito.
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Transazione: quando scatta la risoluzione?
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di risoluzione di una transazione stipulata tra una società cooperativa e un consorzio. La controversia verteva sul presunto inadempimento del consorzio per pagamenti non eseguiti immediatamente. La Suprema Corte ha stabilito che, in assenza di un termine specifico pattuito per l'adempimento, il creditore non può dichiarare la risoluzione unilaterale senza aver prima richiesto formalmente la prestazione o aver adito il giudice per la fissazione di un termine. Inoltre, è stato chiarito che la riforma della sentenza di merito travolge automaticamente la distrazione delle spese legali precedentemente concessa.
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Equa riparazione: quando spetta all’avvocato?
Un avvocato ha richiesto l'equa riparazione per l'irragionevole durata di un giudizio di opposizione all'esecuzione in cui era coinvolto come difensore distrattario. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il difensore assume la qualità di parte, necessaria per l'indennizzo, solo se la lite riguarda specificamente il diritto alla distrazione delle spese e non il merito della causa o l'ammontare dei compensi. Nel caso di specie, la mancanza di specificità del ricorso ha impedito di accertare tale condizione.
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Restituzione somme indebite: come agire dopo l’appello
La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto alla restituzione somme indebite, versate in esecuzione di una sentenza di primo grado poi riformata in appello, può essere esercitato anche in un autonomo giudizio monitorio. La mancata richiesta di restituzione durante il grado di appello non comporta la decadenza dal diritto sostanziale, ma preclude solo l'ottenimento di una condanna immediata nello stesso processo. Inoltre, la prova del pagamento può essere desunta da ordini di bonifico e dall'assenza di contestazioni specifiche della controparte.
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Contributo unificato e spese legali: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di correzione di un'ordinanza per errore materiale, stabilendo un principio fondamentale sul rimborso del contributo unificato. La Corte ha chiarito che il contributo unificato, essendo un'obbligazione derivante dalla legge ('ex lege'), deve essere rimborsato dalla parte soccombente in aggiunta a qualsiasi altra somma liquidata per 'spese vive'. Pertanto, una condanna generica alle spese include implicitamente l'obbligo di rimborsare il contributo unificato, senza necessità di una specificazione esplicita nell'importo.
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Abuso contratti a termine: risarcimento e limiti
La Corte di Cassazione affronta un caso di abuso di contratti a termine nel settore sanitario pubblico. Un'azienda sanitaria ha reiterato contratti con un dirigente medico superando il limite di 36 mesi, giustificando l'ultima proroga con una legge regionale poi dichiarata incostituzionale. La Corte ha stabilito che il superamento del limite costituisce di per sé un abuso, a prescindere dalla legge, e ha confermato il diritto del lavoratore a un risarcimento del danno presunto (definito 'danno comunitario'), senza necessità di una prova specifica. Ha inoltre chiarito le regole per la restituzione delle spese legali pagate in esecuzione di una sentenza successivamente annullata.
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