Un condannato ha richiesto al giudice dell'esecuzione il riconoscimento del vincolo della continuazione per i reati contestati in otto diverse sentenze di condanna. Il Tribunale ha respinto la richiesta rilevando l'eterogeneità degli illeciti, commessi contro il patrimonio, le armi e la persona, privi di un piano delittuoso comune. Il condannato ha proposto ricorso per cassazione lamentando una mancata valutazione di presunti elementi rivelatori del medesimo disegno criminoso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la semplice affinità generica tra reati o la reiterazione di condotte illecite non basta a dimostrare una preventiva programmazione unitaria. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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