Un imprenditore, accusato di aver venduto alcol denaturato pericoloso per la salute, ricorre in Cassazione lamentando la violazione del suo diritto di difesa a causa di un fascicolo processuale digitale caotico e duplicato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il mero disordine degli atti, seppur causa di disagio, non lede il diritto di difesa a meno che non si traduca in una concreta impossibilità di esercitarlo. In questo caso, la difesa è stata in grado di presentare pienamente le proprie argomentazioni, dimostrando che non vi è stata una violazione sostanziale.
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