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Dies A Quo (Della Prescrizione)

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È un'espressione latina che significa 'il giorno dal quale'. Indica il momento esatto in cui un diritto può essere fatto valere e da cui inizia a decorrere il tempo utile per esercitarlo prima che si estingua (prescrizione).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Detenzione abusiva di armi: il reato non si prescrive col tempo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo accusato di detenzione abusiva di armi. L'imputato sosteneva che il reato fosse estinto per prescrizione, essendo passati dieci anni dall'acquisto del fucile. I giudici hanno respinto questa tesi, stabilendo un principio fondamentale: la detenzione abusiva di armi è un reato permanente. Questo significa che l'illecito continua per tutto il tempo in cui si possiede l'arma. La prescrizione, quindi, non inizia a decorrere dal momento dell'acquisto, ma solo da quando cessa la detenzione, in questo caso con il sequestro da parte delle autorità. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Illecito permanente: Ministero responsabile anche dopo cessione funzioni
Un proprietario terriero cita in giudizio il Ministero per i danni da erosione causati da un porto. Il Ministero si difende sostenendo di aver trasferito le competenze alla Regione e di non essere più il soggetto responsabile. La Cassazione chiarisce un punto fondamentale sull'illecito permanente: la responsabilità per la condotta dannosa rimane in capo all'ente che l'ha posta in essere, anche se le funzioni amministrative sono state trasferite successivamente. Il trasferimento di competenze non cancella la responsabilità per il passato. Pertanto, il Ministero è stato ritenuto il soggetto corretto da citare in giudizio per i danni verificatisi prima della cessione delle funzioni, annullando la precedente decisione.
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Dichiarazione Integrativa Infedele: Correzione Falsa, Reato Vero
La Corte di Cassazione ha stabilito che commette reato l'amministratore che, dopo aver presentato una dichiarazione fiscale corretta, ne presenta una seconda, integrativa, con dati falsi per evadere le imposte. Il caso riguardava un'azienda che aveva drasticamente ridotto il proprio debito IVA e IRES tramite una dichiarazione integrativa infedele, indicando operazioni fittizie in 'reverse charge'. La difesa sosteneva che solo la prima dichiarazione annuale fosse penalmente rilevante. La Corte ha respinto questa tesi, affermando che la legge punisce l'infedeltà contenuta in 'una delle' dichiarazioni relative all'anno d'imposta. Pertanto, anche una correzione successiva, se fraudolenta, costituisce reato. La condanna dell'amministratore è stata confermata.
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Fallimento società di fatto occulta: la holding fantasma paga
La Corte di Cassazione ha confermato il fallimento di una società di fatto occulta, composta da due soci, che agiva come una holding. Questa società aveva esercitato un'attività di direzione e coordinamento abusiva su un'altra azienda, portandola all'insolvenza. I soci della holding occulta avevano contestato la decisione, ma la Corte ha respinto il loro ricorso. È stato stabilito un principio fondamentale: la sede di una società occulta può essere presunta coincidente con quella della società che dirige. Inoltre, il termine per richiedere il risarcimento del danno non parte dai singoli atti illeciti, ma dal momento in cui il danno complessivo diventa pienamente conoscibile. La sentenza ribadisce la piena responsabilità che porta al **fallimento della società di fatto occulta** quando questa danneggia le società controllate.
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Prospetto incompleto: prescrizione dall’offerta, non dall’approvazione
La Corte di Cassazione affronta il tema della prescrizione dell'illecito amministrativo per la pubblicazione di un prospetto informativo incompleto. L'Autorità di Vigilanza aveva sanzionato alcuni amministratori di una banca, i quali sostenevano che la sanzione fosse prescritta, calcolando il termine di cinque anni dalla data di approvazione del prospetto. La Corte ha stabilito che l'illecito non è istantaneo ma permanente. La condotta lesiva perdura per tutta la durata dell'offerta al pubblico, poiché è l'investitore il soggetto da tutelare. Di conseguenza, il termine di prescrizione inizia a decorrere solo dalla data di chiusura dell'offerta. La sanzione è stata quindi ritenuta legittima.
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