Un individuo ha chiesto al Tribunale di Sorveglianza di Torino di accedere all'affidamento in prova al servizio sociale e alla detenzione domiciliare, ma le sue richieste sono state respinte. Il Tribunale ha ritenuto la pena residua troppo alta per la detenzione domiciliare e ha evidenziato elementi ostativi per l'affidamento in prova. L'individuo ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la motivazione del rigetto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del Tribunale. Ha ritenuto che le contestazioni mirassero a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in Cassazione, e che la pericolosità sociale prevalesse sulle problematiche sanitarie. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una somma alla cassa delle ammende per l'inammissibilità delle sue istanze di misure alternative.
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