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Detenzione Domiciliare — Anno 2024

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228 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Detenzione Domiciliare

Provvedimenti

Detenzione domiciliare: no se c’è rischio recidiva
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un'istanza di detenzione domiciliare per un detenuto. Nonostante la buona condotta in carcere e la partecipazione ad attività lavorative, la Corte ha ritenuto prevalente il rischio di recidiva, desunto dalla gravità dei reati commessi e da una pesante condanna non ancora definitiva per traffico di stupefacenti. La fruizione di due permessi premio è stata giudicata insufficiente a dimostrare un'autentica revisione critica del proprio passato criminale.
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Affidamento in prova: no se manca revisione critica
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego dell'affidamento in prova a una condannata, ritenendo insufficiente una "blanda attività di volontariato" in assenza di una revisione critica del proprio passato. La sentenza sottolinea che, per accedere a tale misura alternativa, è necessario un percorso di risocializzazione concreto e non solo gesti isolati, confermando la legittimità della detenzione domiciliare come misura più idonea nel caso specifico.
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Revoca detenzione domiciliare: quando è illegittima?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di revoca della detenzione domiciliare disposta nei confronti di un soggetto sotto sfratto. La Suprema Corte ha stabilito che la perdita dell'abitazione non giustifica una revoca automatica per comportamento colpevole, se il giudice non fornisce una motivazione specifica sulla gravità della condotta e sulla sua effettiva incompatibilità con la prosecuzione della misura alternativa, valutando l'intero percorso del condannato. La mancanza di un'adeguata spiegazione rende illegittimo il provvedimento.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47649/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro una sentenza di concordato in appello. La Corte ha ribadito che i motivi di ricorso sono limitati a vizi della volontà o a una pronuncia difforme dall'accordo. Inoltre, ha chiarito che l'imputato che accetta il concordato in appello acconsente implicitamente alla propria assenza in udienza, a meno che non chieda espressamente di essere sentito.
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Misure alternative all’estero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di sorveglianza che negava le misure alternative a una cittadina residente all'estero. La sentenza stabilisce che è un dovere del giudice italiano verificare la possibilità di eseguire le misure alternative all'estero, in un altro Stato dell'Unione Europea, conformemente alla normativa sul reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie.
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Pena illegale nel patteggiamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato che lamentava una pena illegale in un patteggiamento per maltrattamenti. L'imputato sosteneva che le ore di permesso concesse durante la detenzione domiciliare fossero inferiori al minimo legale. La Corte ha stabilito che un errore sulle modalità esecutive non rende la pena illegale e che la questione doveva essere sollevata davanti al Magistrato di Sorveglianza, non in Cassazione.
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Appello penale: no elezione di domicilio se in arresto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36036/2024, ha stabilito che l'obbligo di elezione di domicilio per l'appello penale, previsto dall'art. 581, co. 1-ter c.p.p., non si applica all'imputato che si trovi in detenzione domiciliare, anche per altra causa. La Corte ha annullato l'ordinanza di inammissibilità dell'appello, ritenendo l'obbligo un formalismo eccessivo e contrario al diritto di accesso alla giustizia.
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Elezione di domicilio appello: onere per l’imputato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27386/2024, ha confermato l'inammissibilità di un appello penale per mancato deposito della dichiarazione o elezione di domicilio. La Corte ha chiarito che l'obbligo di elezione di domicilio appello, previsto dall'art. 581, comma 1-ter, c.p.p., sussiste anche per l'imputato agli arresti domiciliari e non può essere supplito dalla mera indicazione del domicilio nell'atto di impugnazione redatto dal difensore.
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