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Destinazione Del Padre Di Famiglia

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76 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: quando non si può contestare
Una controversia tra fratelli sulla distanza legale di una tettoia porta a una pronuncia della Corte di Cassazione. Il ricorso della parte soccombente viene dichiarato inammissibile perché, invece di denunciare vere violazioni di legge, mirava a un riesame delle prove e dei fatti già valutati nei due precedenti gradi di giudizio. La Corte ribadisce che il giudizio di legittimità non è un terzo grado di merito e chiarisce i limiti del ricorso in caso di 'doppia conforme'.
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Servitù di passaggio e divisione: la decisione del giudice
In un caso di divisione immobiliare, la Cassazione chiarisce che una sentenza di divisione non preclude automaticamente la costituzione di una servitù di passaggio per destinazione del padre di famiglia. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ignorato le critiche alla perizia tecnica sulla delimitazione dei fondi e aveva erroneamente ritenuto che la divisione giudiziale impedisse la nascita della servitù. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Servitù di passaggio: la ghiaia da sola non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4195/2024, ha respinto la richiesta di riconoscimento di una servitù di passaggio. La Corte ha stabilito che la mera presenza di ghiaia su un sentiero non costituisce un'opera visibile e permanente, requisito essenziale sia per l'usucapione sia per la costituzione della servitù per destinazione del padre di famiglia. La domanda è stata rigettata in tutti i gradi di giudizio, confermando che per ottenere un diritto di passo è necessaria una prova rigorosa di opere stabili destinate al suo esercizio.
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Servitù di passaggio: quando non c’è il diritto?
Una proprietaria rivendicava una servitù di passaggio attraverso l'appartamento di una parente per accedere al proprio lastrico solare, basandosi su un precedente atto di divisione. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso. La Corte ha chiarito che, per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia, non è sufficiente l'esistenza di un percorso, ma è necessario che le opere visibili (requisito dell'apparenza) dimostrino in modo inequivocabile la loro specifica funzione di servizio a favore del fondo dominante, circostanza non provata nel caso di specie.
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Servitù di passaggio: pedonale vs carrabile
Un proprietario ha contestato la natura della sua servitù di passaggio, rivendicandola come carrabile anziché solo pedonale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il diritto era limitato al transito a piedi. La decisione chiarisce che la larghezza fisica di un sentiero non modifica la natura della servitù definita dal titolo legale e che la titolarità del bene, se acquisita durante il processo, è sufficiente per la validità dell'azione legale.
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Servitù apparente: cosa fare se l’opera non si vede?
La Corte di Cassazione affronta un caso di servitù di scarico fognario, chiarendo i requisiti della cosiddetta servitù apparente. La Corte ha stabilito che opere interrate e non visibili, come tubature e un pozzo nero, non soddisfano il requisito dell'apparenza necessario per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia o per usucapione. Pur confermando l'inesistenza della servitù, la sentenza d'appello è stata cassata per non essersi pronunciata sulla conseguente domanda di rimozione delle opere e di rimborso spese.
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Servitù di passo: limiti e prova in Cassazione
In una lunga controversia su una servitù di passo, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che limitavano il diritto al solo passaggio pedonale. I proprietari del fondo dominante rivendicavano un uso carrabile, ma le prove, incluse le perizie tecniche, dimostravano che il sentiero era fisicamente inidoneo al transito di veicoli. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non può riesaminare i fatti o le prove, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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Servitù di passaggio: la prova delle opere apparenti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario che rivendicava una servitù di passaggio sul fondo del vicino. La Corte ha stabilito che, per il riconoscimento di tale diritto per usucapione o destinazione del padre di famiglia, non è sufficiente la presenza di un percorso, ma è necessaria la prova di opere visibili, permanenti e inequivocabilmente destinate all'esercizio della servitù, un 'quid pluris' che nel caso di specie non è stato dimostrato.
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Servitù coattiva fondo non intercluso: i requisiti
Una società, Società Alfa, ha impugnato una decisione che concedeva una servitù coattiva di passaggio a una proprietà industriale vicina, Società Beta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la Corte d'Appello aveva errato nel concedere la servitù coattiva fondo non intercluso senza prima verificare il requisito fondamentale: l'impossibilità di ampliare l'accesso esistente, anche se inadeguato. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Servitù di passaggio: opere apparenti e prova
La Cassazione conferma la servitù di passaggio per destinazione del padre di famiglia, ritenendo inammissibile il ricorso basato sulla rivalutazione dei fatti. Le opere apparenti, come un cancello e una pavimentazione continua, sono state considerate prova sufficiente, rendendo irrilevante la testimonianza contraria sull'uso effettivo del passaggio da parte del precedente proprietario.
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Servitù di passaggio: la prova in Cassazione
In una controversia su una servitù di passaggio, la Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, confermando la decisione della Corte d'Appello che negava l'esistenza del diritto. La Suprema Corte ha stabilito che le richieste dei ricorrenti costituivano un inammissibile tentativo di riesame dei fatti e che non era stata fornita prova sufficiente per dimostrare la costituzione della servitù per usucapione o per destinazione del padre di famiglia. La decisione sottolinea i rigorosi oneri probatori e i limiti del giudizio di legittimità.
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Servitù di veduta: il muro divisorio non la crea
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, affronta un caso di servitù di veduta derivante da una sopraelevazione su un muro divisorio. La Corte, prima di decidere nel merito, ha ritenuto necessario acquisire la consulenza tecnica d'ufficio per verificare le caratteristiche fattuali dell'opera, in particolare l'altezza e la sicurezza del parapetto, elementi cruciali per stabilire se si possa esercitare un affaccio comodo e sicuro sul fondo vicino. La questione centrale ruota attorno al principio, già affermato dalla stessa Corte, secondo cui un muro divisorio, per sua natura, non può costituire una servitù di veduta a causa della reciproca possibilità di affaccio.
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Servitù di passaggio coattiva per fondo intercluso
Una recente sentenza della Corte d'Appello ha confermato la costituzione di una servitù di passaggio coattiva a favore di un fondo rimasto intercluso. La Corte ha rigettato l'appello del proprietario del fondo servente, stabilendo che il percorso individuato dal tribunale era il più breve e meno dannoso per accedere alla via pubblica, nonostante le alternative proposte dall'appellante.
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Mutatio libelli e servitù: la Cassazione chiarisce
In un caso di negatoria servitutis, la Corte di Cassazione ha stabilito che non si verifica una mutatio libelli se la parte che rivendica una servitù di passaggio modifica in corso di causa il percorso specifico o il fondamento giuridico della sua pretesa (es. da titolo a destinazione del padre di famiglia). L'elemento chiave è che il bene della vita richiesto – il diritto di transitare su un determinato fondo – rimanga invariato. La Corte ha quindi cassato la decisione di merito che aveva erroneamente ritenuto inammissibile la domanda, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Spese consulenza tecnica: chi paga nella divisione?
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di divisione immobiliare tra due fratelli, respingendo i motivi relativi all'indivisibilità del bene e alla costituzione di una servitù. Ha però accolto il ricorso sul punto cruciale delle spese di consulenza tecnica, stabilendo che queste devono essere ripartite tra tutti i condividenti in proporzione alle loro quote, poiché sostenute nell'interesse comune della massa da dividere, e non addebitate a una sola parte.
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Estinzione servitù coattiva: quando si può cancellare
La Corte d'Appello conferma che l'estinzione di una servitù coattiva di passaggio è legittima quando il fondo dominante cessa di essere intercluso, grazie a un nuovo e praticabile accesso alla via pubblica. La sentenza chiarisce che la natura coattiva della servitù prevale se la sua funzione originaria era risolvere un'interclusione, anche se costituita con contratto. Inoltre, una domanda di usucapione non ribadita nelle conclusioni del primo grado si considera rinunciata e non può essere esaminata in appello.
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