Il Giudice di Pace ha condannato un imputato a un'ammenda di cinquemila euro per violazione delle norme sull'immigrazione. Il giudice ha depositato la sentenza oltre i termini senza fissare un termine specifico, notificando l'avviso di deposito il 26 gennaio 2026. La difesa ha presentato ricorso per cassazione il 12 marzo 2026, contestando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e lamentando la nullità della notifica dell'udienza. La Suprema Corte ha rilevato che il termine per impugnare era di trenta giorni dalla notifica dell'avviso di deposito, scaduto il 25 febbraio 2026. I giudici hanno quindi dichiarato l'inammissibilità del ricorso per tardività tramite procedura semplificata senza udienza. L'imputato ha perso definitivamente il giudizio, subendo la condanna alle spese processuali e al pagamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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