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Denuncia Calunniosa

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Denuncia calunniosa: risarcimento anche senza condanna penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento dei danni inflitta a un soggetto per aver presentato una denuncia calunniosa contro un collega, accusandolo falsamente di aver timbrato il cartellino per altri. A causa della falsa accusa, la vittima era stata arrestata e processata, venendo poi assolta. Il denunciante sosteneva che il proscioglimento penale ottenuto in udienza preliminare escludesse la sua responsabilità civile. La Suprema Corte ha invece chiarito che la sentenza di non luogo a procedere non ha valore di giudicato nel processo civile. Pertanto, il giudice civile può accertare autonomamente il dolo del denunciante e liquidare in via equitativa il danno morale, legittimamente desunto in via presuntiva dalla sofferenza derivante dall'ingiusta carcerazione e dal processo subito. Il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
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Denuncia calunniosa: quando scatta il risarcimento?
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento danni avanzata da un ex collaboratore nei confronti del suo ex datore di lavoro per una presunta denuncia calunniosa. Il caso riguardava una querela per falsificazione di firma legata a due diverse domande di contributo pubblico. La Corte ha ribadito che, per ottenere un risarcimento, non basta dimostrare che l'accusa era infondata, ma è necessario provare che il denunciante era pienamente consapevole dell'innocenza dell'accusato al momento della denuncia. Poiché tale prova non è stata fornita, la domanda di risarcimento è stata respinta, confermando che l'onere probatorio in caso di denuncia calunniosa grava interamente sull'attore.
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Denuncia calunniosa: risarcimento anche senza condanna
La Corte di Cassazione ha stabilito che una denuncia calunniosa può giustificare una condanna al risarcimento dei danni in sede civile, anche se la persona denunciata era stata assolta in sede penale con la formula 'perché il fatto non costituisce reato'. Il giudice civile ha il potere di valutare autonomamente le prove, comprese quelle del processo penale, per accertare la natura calunniosa della denuncia e il dolo di chi l'ha sporta, condannando i responsabili al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale.
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Denuncia calunniosa: quando scatta il risarcimento?
Un imprenditore ha chiesto il risarcimento a una società appaltante per i danni subiti a seguito di una denuncia per false dichiarazioni in una gara d'appalto, dalla quale era stato poi prosciolto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per ottenere un risarcimento per denuncia calunniosa, non basta l'assoluzione, ma è necessario dimostrare il dolo, ovvero la consapevolezza del denunciante dell'innocenza dell'accusato. La denuncia, in assenza di tale prova, è considerata un atto legittimo e non una fonte di responsabilità.
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Denuncia calunniosa: quando spetta il risarcimento?
Un dipendente pubblico, assolto da accuse penali mosse dal suo datore di lavoro, ha chiesto un risarcimento per denuncia calunniosa. La Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che il risarcimento è dovuto solo se si prova il reato di calunnia, con dolo del denunciante. In assenza di ciò, l'azione del Pubblico Ministero interrompe il nesso causale tra la denuncia e il danno subito.
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