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Delitto Di Evasione

46 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il reato commesso da chi si allontana senza permesso da un luogo dove è detenuto o sottoposto a misure restrittive della libertà personale, come gli arresti domiciliari.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso Penale Personale: Inammissibilità e Costi per l’Imputato
Un cittadino, condannato per il delitto di evasione, ha presentato personalmente un ricorso contro la sentenza di condanna. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Questo è accaduto perché la legge richiede che i ricorsi in Cassazione siano sottoscritti da un avvocato abilitato per tale grado di giudizio. La presentazione diretta da parte dell'imputato rende il ricorso non valido. Di conseguenza, il cittadino dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Mancata risposta al citofono e delitto di evasione: la condanna
La persona sottoposta a misura cautelare domiciliare non rispondeva alle insistenti verifiche delle Forze dell'Ordine, le quali bussavano ripetutamente alla porta per lungo tempo. I giudici di merito ritenevano configurato il delitto di evasione, valorizzando l'accuratezza e la durata del controllo rispetto alle precedenti occasioni in cui la persona era stata prontamente trovata all'interno dell'abitazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa per la riproposizione di motivi già ampiamente superati, condannando l'imputata alle spese processuali e a una sanzione di tremila euro.
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Evasione e Appello: la Cassazione conferma l’inammissibilità per genericità
Un imputato, condannato per il delitto di evasione, ha presentato appello contro la sentenza di primo grado. La Corte d'Appello ha dichiarato l'appello inammissibile per la genericità dei motivi, ritenendo le contestazioni troppo vaghe. L'imputato ha quindi proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che i suoi motivi fossero specifici e che la Corte d'Appello avesse omesso di valutare un documento decisivo. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità dell'appello per genericità dei motivi, ribadendo la necessità di rilievi critici espliciti. Ha condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Evasione dagli arresti domiciliari: la scusa dell’insulina non regge
Un individuo, condannato per Evasione dagli arresti domiciliari, ha presentato ricorso in Cassazione. Ha sostenuto di essersi allontanato per procurarsi insulina, invocando una causa di non punibilità. La Suprema Corte ha ritenuto la sua spiegazione non credibile, qualificandola come un pretesto per giustificare l'allontanamento. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la condanna per Evasione dagli arresti domiciliari e imponendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Delitto di evasione: Cassazione non riesamina i fatti, ricorso inammissibile
Un Lavoratore è stato condannato per il delitto di evasione. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la motivazione della sentenza e la sussistenza del reato, oltre all'eccessiva pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che non può riesaminare i fatti già valutati dal giudice di merito. Le censure del Lavoratore miravano a una diversa valutazione delle prove, non a errori di diritto. Per questo motivo, il ricorso è stato respinto, e il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: L’evasione e i limiti dell’appello in Cassazione
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una condanna per il delitto di evasione, contestando l'illogicità della motivazione, la mancata applicazione dell'Art. 131 bis c.p. e delle circostanze attenuanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile in Cassazione. Ha ritenuto i motivi generici e indeterminati, volti a ottenere una nuova valutazione dei fatti già esaminati. La Corte ha ribadito il principio secondo cui i ricorsi che ripropongono argomenti già ritenuti infondati, senza specifiche critiche, sono inammissibili. Il Lavoratore è stato condannato alle spese processuali e a una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Delitto di evasione: due ore di ritardo costano la condanna
Un uomo sottoposto a misura restrittiva era autorizzato a uscire di casa per lavoro dalle 12:30 alle 19:10. L'imputato si è tuttavia allontanato dall'abitazione per due ore al di fuori della fascia oraria consentita e senza alcuna giustificazione. I giudici di merito hanno condannato il soggetto per il delitto di evasione, escludendo la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna e ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità dei motivi. La Suprema Corte ha ritenuto congrua la valutazione dei giudici precedenti, fondata sulla durata rilevante dell'assenza ingiustificata e sulla presenza di precedenti penali a carico del reo.
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Delitto di evasione: non aprire alla polizia costa la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per delitto di evasione a carico di un individuo sottoposto agli arresti domiciliari. Le forze dell'ordine avevano effettuato due controlli ravvicinati presso l'abitazione. Gli agenti avevano suonato con insistenza sia al campanello sia al telefono cellulare dell'uomo, senza ricevere alcuna risposta. I giudici hanno stabilito che l'assenza ingiustificata e la mancata risposta a verifiche prolungate e insistenti dimostrano l'allontanamento non autorizzato dall'abitazione, integrando pienamente il reato.
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Delitto di evasione: la Cassazione respinge il ricorso generico
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per il delitto di evasione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della sua genericità. I giudici hanno confermato la correttezza della decisione precedente, che aveva escluso l'applicazione della particolare tenuità del fatto e delle pene sostitutive. Di conseguenza, l'Imputato ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Delitto di evasione: la fuga fallisce anche in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino contro la condanna per il delitto di evasione. L'imputato contestava la sussistenza dell'elemento soggettivo del reato e l'aumento di pena applicato a causa della recidiva. I giudici di legittimità hanno ritenuto infondate entrambe le contestazioni: la sentenza d'appello ha correttamente motivato la presenza del dolo e ha giustificato l'aumento della pena evidenziando la pericolosità sociale del soggetto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Delitto di evasione: la scusa dello scambio di persona non regge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna condannata per il delitto di evasione. L'imputata sosteneva di essere stata scambiata per la sorella e contestava la sussistenza del dolo. Tuttavia, i Carabinieri l'avevano chiaramente riconosciuta mentre fuggiva verso casa. La Suprema Corte ha confermato la condanna, escludendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della gravità della condotta, aggravata dalla presenza di un altro soggetto ai domiciliari. È stata altresì confermata la recidiva, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Delitto di evasione: la finta pazzia non salva dalla condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il delitto di evasione. La difesa sosteneva l'incapacità di intendere e di volere del ricorrente, richiedendo una nuova perizia psichiatrica. I giudici hanno respinto la richiesta poiché la perizia proposta era stata redatta cinque anni dopo i fatti e non vi erano prove di disturbi mentali all'epoca del reato. La Corte ha inoltre confermato la pericolosità sociale del soggetto, desunta da uno stile di vita incline alla recidiva e da precedenti condanne per reati simili. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Delitto di evasione: andare dai Carabinieri costa caro
Un uomo sottoposto agli arresti domiciliari si è allontanato dalla propria abitazione per recarsi direttamente in caserma dai Carabinieri. Il Tribunale lo ha assolto per particolare tenuità del fatto, ma l'uomo ha proposto ricorso sostenendo l'assenza di dolo e lo stato di necessità. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che l'allontanamento non autorizzato integra sempre il delitto di evasione, anche se finalizzato a presentarsi alle forze dell'ordine. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Delitto di evasione: basta non rispondere al citofono per la condanna
Un uomo sottoposto alla misura cautelare dei domiciliari è stato condannato per il delitto di evasione. Le forze dell'ordine avevano accertato la sua assenza suonando ripetutamente il campanello di casa, precedentemente verificato come funzionante, senza ricevere alcuna risposta. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando le modalità dell'accertamento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la verifica dell'assenza non richiede modalità rigide o predeterminate. È sufficiente che il giudice di merito valuti in modo logico le prove, come il ripetuto squillo del campanello funzionante per un tempo congruo. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Delitto di evasione: ricorso respinto e multa salata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino contro la sentenza della Corte d'Appello di Cagliari, che lo aveva condannato per il delitto di evasione. L'imputato ha proposto un unico motivo di ricorso basato su questioni di fatto e di merito, che non possono essere esaminate in sede di legittimità. La Suprema Corte ha ribadito la responsabilità penale dell'uomo, confermando che il ricorso era manifestamente infondato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Delitto di evasione: condanna confermata per ricorso ripetitivo
L'Imputato ha proposto ricorso per Cassazione contro la condanna per il delitto di evasione. La difesa ha contestato l'applicazione della recidiva e la mancata concessione di una pena sostitutiva. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il primo motivo è stato ritenuto ripetitivo rispetto a quanto già deciso in appello, mentre la richiesta di pena sostitutiva non era stata presentata nei precedenti gradi di giudizio e non poteva essere sollevata per la prima volta in Cassazione. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Delitto di evasione: la Cassazione nega la particolare tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il delitto di evasione. Il ricorrente lamentava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici hanno chiarito che la richiesta non era stata presentata nei precedenti gradi di giudizio. Inoltre, l'applicazione del beneficio è stata esclusa a causa dei precedenti penali specifici del soggetto, che dimostrano una personalità negativa. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna, obbligando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Mancato Riconoscimento Attenuanti: Condanna per Evasione Definitiva
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. L'imputato lamentava il mancato riconoscimento attenuanti generiche da parte dei giudici dei gradi precedenti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendolo una semplice riproposizione di argomenti già valutati e, al contempo, troppo generico per confrontarsi efficacemente con le motivazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro. La decisione conferma la condanna originaria.
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Delitto di Evasione: Condanna Certa se Non Rispondi alla Polizia
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il delitto di evasione a carico di un individuo agli arresti domiciliari. L'imputato non aveva risposto alle Forze dell'Ordine, che avevano bussato due volte alla sua porta a distanza di tempo. Secondo la Corte, questo doppio controllo fallito costituisce una prova sufficiente per dimostrare l'allontanamento volontario dal luogo di detenzione. Il ricorso dell'imputato, che lamentava l'insufficienza delle prove, è stato dichiarato inammissibile, rendendo la condanna definitiva e condannandolo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Delitto di evasione: quando la tenuità è esclusa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il delitto di evasione nei confronti di un uomo sorpreso fuori dalla propria abitazione in orario notturno. La difesa sosteneva l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., ma i giudici di merito hanno ritenuto la condotta allarmante a causa dei precedenti penali per spaccio e della scarsa credibilità della giustificazione fornita. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, impedendo così anche la declaratoria di prescrizione maturata dopo la sentenza di secondo grado.
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