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Definizione Agevolata Della Lite

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115 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata della lite: stop al processo sugli orologi
L'Amministrazione Doganale ha contestato a una società di commercio il valore dichiarato per l'importazione di orologi di lusso, emettendo un avviso di rettifica. Dopo i primi gradi di giudizio favorevoli al fisco per tardività del ricorso, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha presentato istanza per accedere alla definizione agevolata della lite ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo tributario in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata della lite: come chiudere la causa in Cassazione
Il Contribuente impugnava gli avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA relativi agli anni 1999/2002. La Commissione tributaria regionale respingeva la tesi del Contribuente, ritenendo non valido un precedente condono poiché non inviato telematicamente. Durante il giudizio di Cassazione, il Contribuente ha richiesto e ottenuto la definizione agevolata della lite ai sensi del decreto legge 193/2016. Anche l'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
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Definizione agevolata della lite: il silenzio del fisco chiude la causa
Il contribuente impugna un accertamento sintetico relativo all'acquisto di un'imbarcazione e di un immobile. Durante il giudizio di Cassazione, promosso dall'Agenzia delle Entrate, il contribuente richiede e ottiene la definizione agevolata della lite ai sensi del d.l. n. 119/2018, pagando la prima rata e depositando i relativi documenti. L'Agenzia delle Entrate non si oppone e l'Avvocatura dello Stato rimane in silenzio. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite: si chiude il caso della banca
L'Agenzia delle Entrate contestava a una banca estera l'esistenza di una stabile organizzazione in Italia. Secondo il Fisco, l'istituto raccoglieva e trasferiva all'estero i risparmi degli emigrati senza pagare le imposte dovute. La banca si difendeva negando l'attività di raccolta del risparmio e sostenendo la semplice esecuzione di rimesse di denaro. Durante il giudizio di Cassazione, la banca ha presentato domanda per la definizione agevolata della lite ai sensi del Decreto Legge 119/2018. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego e ha confermato la regolarità della procedura, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, la controversia tributaria si è conclusa definitivamente senza una decisione sul merito, con le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite: stop a sanzioni e dazi
Una società importatrice e il suo spedizioniere doganale impugnavano gli avvisi di rettifica dell'Amministrazione Finanziaria, emessi per il recupero di dazi doganali e sanzioni su lampade importate. Durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno richiesto l'estinzione del processo avendo perfezionato la definizione agevolata della lite ai sensi del d.l. n. 119/2018. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato l'avvenuto pagamento delle somme dovute. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando le spese di lite tra le parti e stabilendo che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché la definizione della controversia è avvenuta in pendenza del ricorso.
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Definizione agevolata della lite: il socio vince contro il Fisco
Un socio di una società a ristretta base azionaria riceveva un avviso di accertamento per presunti utili non dichiarati. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, in cui si discuteva della validità della notifica dell'atto originario alla società, la controversia giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata della lite ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, pagando quanto dovuto. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge e nessuna delle parti ha chiesto la prosecuzione del giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Il contribuente ottiene così la chiusura definitiva della pendenza tributaria, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite: il silenzio del Fisco vince
Un contribuente impugna gli avvisi di accertamento basati sugli studi di settore, contestando l'errata classificazione della propria attività commerciale. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, il contribuente propone ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente presenta domanda per accedere alla definizione agevolata della lite ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018. L'Agenzia delle Entrate non notifica alcun diniego entro i termini di legge e nessuna delle parti presenta istanza di trattazione della causa. La Corte di Cassazione dichiara quindi l'estinzione del giudizio per intervenuta definizione agevolata della lite, ponendo le spese processuali a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite: stop al fisco in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società l'utilizzo di un credito d'imposta per investimenti in aree svantaggiate. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Nel frattempo, la società ha presentato domanda di definizione agevolata della lite, pagando la prima rata del debito fiscale ridotto. Poiché l'amministrazione finanziaria non ha presentato alcuna istanza di trattazione entro i termini di legge, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, sancendo la chiusura definitiva della pendenza tributaria a favore del contribuente.
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Definizione agevolata della lite: fisco ko e processo estinto
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza d'appello che annullava un avviso di accertamento e una cartella di pagamento emessi contro i soci di una società cessata. Durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno richiesto e ottenuto la definizione agevolata della lite ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018. Di conseguenza, l'amministrazione finanziaria ha chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese di giudizio rimangono a carico di chi le ha anticipate. I contribuenti ottengono così la chiusura definitiva della controversia fiscale.
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Definizione agevolata della lite: il fisco si ferma in Cassazione
Il Contribuente, un avvocato, impugnava un avviso di accertamento emesso dall'Amministrazione Finanziaria basato su indagini bancarie che avevano rilevato versamenti non giustificati sul proprio conto corrente. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, Il Contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata della lite ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento della prima rata. Non essendo intervenuto alcun diniego da parte dell'ufficio tributario, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata della lite: il fisco tace ma perde
Il Contribuente ha chiuso una pendenza fiscale con l'Amministrazione Finanziaria tramite la definizione agevolata della lite, pagando tutte le rate previste. Tuttavia, l'Amministrazione Finanziaria non ha informato la Corte di Cassazione, che ha emesso una sentenza sfavorevole al cittadino, ormai ignaro del giudizio pendente. Scoperto l'inganno solo alla richiesta di pagamento delle spese legali, il Contribuente ha chiesto la revocazione della sentenza per dolo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, dichiarando che il termine per agire decorre dalla scoperta del dolo e non dalla pubblicazione della sentenza. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato cessata la materia del contendere, rendendo inefficace la precedente decisione sfavorevole e disponendo la restituzione delle somme indebitamente versate.
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Definizione agevolata coobbligato: paga uno, liberi tutti
Un professionista impugna un avviso di liquidazione per l'imposta di registro. Durante il processo in Cassazione, un altro soggetto, coobbligato in solido per lo stesso debito, aderisce alla sanatoria fiscale. La Corte Suprema stabilisce un principio chiave sulla definizione agevolata lite coobbligato: il pagamento di uno solo dei debitori estingue l'intera obbligazione per tutti. Di conseguenza, non essendoci più un debito da contestare, il giudizio viene dichiarato estinto. Il professionista ottiene di fatto la cancellazione della pretesa fiscale grazie all'azione del suo cliente.
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Definizione Agevolata: Azienda chiude la lite con il Fisco
Un'azienda del settore automobilistico ha ricevuto un avviso di accertamento per presunte irregolarità fiscali relative a deduzioni di costi e detrazioni IVA. Dopo aver impugnato l'atto, e mentre il processo era pendente in Cassazione, l'azienda ha scelto di aderire alla **definizione agevolata della lite**, pagando l'importo richiesto dalla procedura speciale. La Corte di Cassazione, prendendo atto del pagamento e della domanda di adesione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La lite si è quindi conclusa non con una sentenza di merito, ma grazie allo strumento della definizione agevolata, con le spese legali che restano a carico di chi le ha anticipate.
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Accertamento da studi di settore: lite estinta con sanatoria
Un'azienda di carburanti ha ricevuto un avviso di accertamento da studi di settore perché i suoi ricavi dichiarati erano inferiori alla media del settore. L'azienda ha contestato l'atto, lamentando la mancata attivazione del dialogo preventivo (contraddittorio) da parte del Fisco. La controversia è arrivata fino in Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, l'azienda ha aderito a una sanatoria fiscale, pagando una somma ridotta per chiudere la pendenza. Di conseguenza, la Corte non ha deciso nel merito chi avesse ragione, ma ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla lite in modo definitivo.
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Versamenti soci: ricavi occulti? Processo sospeso per sanatoria
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a un'azienda ingenti versamenti effettuati da un socio, considerandoli ricavi non dichiarati. La società ha impugnato l'atto, portando la causa fino in Cassazione. Durante il giudizio, però, l'azienda ha scelto di aderire alla 'pace fiscale', chiedendo la sospensione del processo per definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, fermando temporaneamente il procedimento. La decisione sul merito della controversia è quindi rimandata, in attesa che l'azienda completi l'iter di definizione agevolata con il Fisco.
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Bonus ambientale negato: lite chiusa con la definizione agevolata
Un'azienda si oppone a un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate negava un'agevolazione fiscale per l'acquisto di un macchinario ecologico. Secondo il Fisco, il beneficio era stato calcolato sull'intero costo, anziché solo sul 'sovraccosto ambientale'. Mentre la causa era in corso, l'azienda ha aderito alla **definizione agevolata della lite**, una sorta di 'pace fiscale'. Presentando la domanda e pagando l'importo richiesto, ha sanato la propria posizione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione non ha deciso nel merito della controversia, ma ha semplicemente dichiarato l'estinzione del processo, chiudendo definitivamente la vicenda.
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Definizione Agevolata Lite: Stop al Processo, Accordo col Fisco
Una società impugna un avviso di accertamento fiscale, portando la causa fino in Corte di Cassazione. Durante il processo, la società aderisce alla procedura di definizione agevolata della lite, prevista da una legge speciale. Paga la prima rata e deposita la ricevuta in tribunale, dimostrando di aver scelto la via dell'accordo con il Fisco. La Corte, preso atto che la controversia è stata risolta tramite questo accordo, dichiara l'estinzione del giudizio. La lite si chiude non con una sentenza di merito, ma perché le parti hanno trovato una soluzione stragiudiziale.
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Definizione Agevolata: Azienda Paga e la Cassazione Chiude il Caso
Un'azienda ha ricevuto un atto di contestazione per omessa fatturazione IVA e ha portato la causa fino in Cassazione. Durante il processo, ha aderito alla cosiddetta 'rottamazione', una forma di definizione agevolata della lite, pagando il dovuto e risolvendo il debito con il Fisco. Di conseguenza, l'azienda ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione è che, una volta avvenuta la definizione agevolata della lite, l'azienda non aveva più alcun interesse giuridico a continuare la causa. Il processo si è quindi concluso e le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Fisco nega la pace fiscale, poi ci ripensa: estinzione del giudizio
Un contribuente chiede di aderire alla definizione agevolata per una lite fiscale, ma l'Agenzia delle Entrate inizialmente nega la richiesta. Nonostante il diniego, il contribuente paga gli importi dovuti. Successivamente, l'Agenzia riconsidera la propria posizione e, in autotutela, revoca il diniego, ammettendo il contribuente alla procedura. La Corte di Cassazione, preso atto del mutato quadro, sancisce l'estinzione del giudizio tributario per cessazione della materia del contendere. Le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute, come previsto dalla normativa sulla definizione agevolata.
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Rideterminazione del ricarico: Fisco al 30%, Giudice riduce al 10%
Un'impresa individuale che vendeva maglie ha ricevuto un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate. L'Amministrazione Finanziaria contestava i ricavi dichiarati, procedendo a una rideterminazione del ricarico al 30%. I giudici tributari hanno ritenuto eccessiva tale percentuale, considerando che l'impresa era in fase di liquidazione, e l'hanno ridotta al 10% in via equitativa. Il caso è poi giunto in Cassazione, la quale ha però sospeso il processo. Il contribuente ha infatti chiesto di aderire alla definizione agevolata delle liti, una forma di 'pace fiscale' per chiudere la controversia. La decisione finale sul merito è quindi rinviata.
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