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27 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Appello incidentale: riproposizione domande assorbite
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di alcuni risparmiatori contro un istituto bancario in merito all'acquisto di obbligazioni estere. In primo grado, il tribunale aveva dichiarato nullo il contratto per difetto di forma, assorbendo le domande subordinate sul risarcimento danni. In appello, ribaltata la decisione sulla nullità, i giudici avevano erroneamente ritenuto inammissibile l'appello incidentale dei risparmiatori, sostenendo che non avessero riproposto correttamente le domande assorbite. La Suprema Corte ha invece rilevato che la volontà di riesaminare le violazioni degli obblighi informativi era stata chiaramente espressa, censurando l'omessa pronuncia della Corte territoriale.
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Obblighi informativi: la responsabilità della banca
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da due risparmiatori contro un istituto di credito in merito a investimenti in titoli esteri rischiosi. Il fulcro della controversia riguarda gli obblighi informativi dell'intermediario finanziario. La Corte ha stabilito che la banca assolve i propri doveri quando, dopo aver segnalato l'inadeguatezza dell'operazione, riceve un ordine scritto dal cliente che conferma la volontà di procedere nonostante l'avvertimento ricevuto. Non è sufficiente contestare genericamente la mancanza di informazioni se non si prova di aver sollevato tali specifiche eccezioni nei precedenti gradi di giudizio.
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Prescrizione risarcimento danni: novità Cassazione
La Corte di Cassazione affronta il tema della prescrizione risarcimento danni in ambito finanziario. Due investitori avevano citato un istituto di credito per la perdita totale del capitale investito in obbligazioni estere poi andate in default. Mentre il Tribunale aveva dichiarato prescritto il diritto, la Corte d'Appello aveva riconosciuto il risarcimento, fissando la decorrenza del termine decennale dalla data del default e non da quella dell'acquisto. La Suprema Corte, ravvisando la particolare rilevanza della questione sul momento in cui il danno diventa conoscibile e azionabile, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.
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Prescrizione investimenti finanziari: il dies a quo
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione investimenti finanziari in relazione all'acquisto di bond argentini effettuato nel 2000. Un istituto bancario ha impugnato la sentenza d'appello che aveva dichiarato risolto l'ordine di acquisto per violazione degli obblighi informativi, sostenendo che il termine decennale di prescrizione dovesse decorrere dalla data dell'investimento e non da quella del default dello Stato emittente (2001). Data la complessità e la rilevanza della questione sul momento iniziale del decorso del termine, la Suprema Corte ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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Intermediazione finanziaria: obblighi e rischi banca
Un investitore ha agito contro un istituto bancario per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito di un'operazione di intermediazione finanziaria. Il ricorrente sosteneva di non aver autorizzato per iscritto l'acquisto di titoli rivelatisi inadeguati e lamentava la mancanza di monitoraggio da parte della banca. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'intermediario aveva correttamente segnalato l'inadeguatezza dell'operazione e che l'investitore aveva comunque proceduto con ordine scritto. Inoltre, è stato escluso un obbligo di monitoraggio costante in assenza di specifici accordi contrattuali di consulenza continuativa.
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Nesso di causalità e investimenti: la decisione.
Un'investitrice ha agito contro un istituto bancario per il risarcimento dei danni derivanti dal default di titoli Lehman Brothers, lamentando la violazione degli obblighi informativi. La Corte d'Appello, pur riconoscendo l'inadempimento informativo della banca, ha escluso il nesso di causalità tra l'omissione e il danno, ritenendo che l'investitrice avrebbe comunque acquistato i titoli data la sua esperienza finanziaria e la spontaneità dell'operazione. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo che l'accertamento sul nesso di causalità è una valutazione di fatto riservata al giudice di merito.
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Obblighi informativi: la banca deve sempre avvisare
Due risparmiatori hanno citato un istituto di credito per l'acquisto di titoli ad alto rischio, lamentando la violazione degli obblighi informativi e la mancata profilatura. I giudici di merito avevano rigettato la domanda ritenendo che l'esperienza pregressa dei clienti li rendesse consapevoli dei rischi. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale visione, stabilendo che l'esperienza dell'investitore non esonera la banca dal dovere di fornire informazioni specifiche sul titolo. Spetta all'intermediario dimostrare di aver agito con diligenza, provando di aver reso edotto il cliente sui rischi effettivi dell'operazione finanziaria.
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