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Deduzione Dei Costi

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Operazione contabile e fiscale che consente di sottrarre determinate spese (costi) dal reddito complessivo di un'impresa, riducendo così la base imponibile su cui vengono calcolate le imposte.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Deduzione dei costi per ASD: no alla tassazione sul profitto lordo
L'Agenzia delle Entrate ha riqualificato un'associazione sportiva dilettantistica in società commerciale, contestando maggiori imposte e negando la deduzione dei costi documentati perché non registrati nei libri contabili obbligatori. I giudici tributari di merito hanno confermato la pretesa fiscale senza esaminare le fatture e le spese prodotte dal contribuente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente sportivo. I Supremi Giudici hanno stabilito che, anche in assenza di scritture contabili formali tipiche degli enti non commerciali, il contribuente ha pieno diritto al riconoscimento delle spese effettivamente sostenute e inerenti. La tassazione sul profitto lordo viola infatti il principio costituzionale di capacità contributiva.
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Deduzione dei costi per ASD: no a tasse sul fatturato lordo
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un'associazione sportiva dilettantistica, disconoscendone la natura non profit e riqualificandola come impresa commerciale con recupero di IRES, IRAP e IVA. I giudici tributari regionali hanno confermato l'accertamento, negando la deduzione dei costi documentati perché assenti nella contabilità d'impresa, mai redatta dall'ente convinto della propria natura agevolata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'associazione. I giudici di legittimità hanno chiarito che, anche in caso di riqualificazione fiscale, il Fisco e i giudici devono esaminare le spese effettivamente sostenute e documentate. Tassare i ricavi lordi senza riconoscere i costi vivi viola il principio costituzionale di capacità contributiva.
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Accertamento Induttivo: Fisco aumenta i ricavi ma non i costi
Un gestore di apparecchi da gioco riceve un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate, che ricostruisce maggiori ricavi. L'Ufficio, però, non riconosce la deduzione dei costi relativi a tali maggiori incassi, come i compensi dovuti agli esercenti che ospitavano le macchine. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in tema di accertamento induttivo e deduzione costi: se il Fisco presume maggiori ricavi, deve necessariamente riconoscere e dedurre anche i costi percentuali ad essi collegati, anche in assenza di documentazione specifica. La presunzione deve valere sia per le entrate che per le uscite. Il contribuente vince, ottenendo l'annullamento della sentenza precedente e un nuovo giudizio che dovrà applicare questo principio.
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Sopravvenienze attive: costi mai pagati diventano reddito tassabile
Un'azienda deduce costi per consulenze risalenti ad anni prima, ma mai effettivamente pagate. L'Agenzia delle Entrate contesta l'operazione, riqualificando il debito, ormai prescritto, come reddito tassabile sotto forma di sopravvenienze attive. La Corte di Cassazione conferma il principio del Fisco: un costo vago, incerto e mai sostenuto non può essere dedotto. La sua successiva cancellazione dal bilancio, dovuta a prescrizione o inesigibilità, genera un componente positivo di reddito che deve essere tassato. La Corte ha quindi dato ragione all'Agenzia delle Entrate sul principio fondamentale, anche se ha rinviato il caso al giudice precedente per la valutazione di aspetti secondari non esaminati.
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Principio di competenza: Cassazione sospende il giudizio sui costi
Un'azienda si è vista negare la deduzione di alcuni costi dall'Agenzia delle Entrate, la quale riteneva che non rispettassero il principio di competenza temporale per l'anno fiscale in questione. L'azienda sosteneva invece che i servizi, pur pattuiti in precedenza, erano stati ultimati in quell'anno. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha deciso nel merito la controversia. Ha emesso un'ordinanza interlocutoria, sospendendo il giudizio per verificare lo stato di una procedura di definizione agevolata (una sorta di 'pace fiscale') avviata dai contribuenti. La questione sulla corretta applicazione del principio di competenza temporale resta, per ora, irrisolta.
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Deduzione dei costi: la Cassazione e l’inerenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro un'associazione professionale, confermando la legittimità della deduzione dei costi per servizi esternalizzati a una società collegata. La sentenza ribadisce che, a fronte di una prova documentale sufficiente fornita dal contribuente (contratto, incarichi, fatture), spetta all'Ufficio dimostrare l'eventuale antieconomicità o l'abuso del diritto, non essendo sufficiente una generica contestazione sull'inerenza.
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Onere prova deduzione costi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1466/2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia fiscale: l'onere della prova per la deduzione dei costi spetta interamente al contribuente. Il caso riguardava una società a cui l'Agenzia delle Entrate aveva contestato la deduzione di costi per prestazioni di servizi, ritenendoli non inerenti e pagati in contanti. Dopo due sentenze favorevoli al contribuente nei gradi di merito, la Suprema Corte ha cassato la decisione d'appello. La Corte ha stabilito che il giudice di secondo grado aveva errato nel confermare la prima sentenza con una motivazione apparente, senza analizzare le specifiche contestazioni dell'Agenzia. È stato affermato che il contribuente deve dimostrare attivamente l'inerenza, la certezza e la determinabilità dei costi, non potendo limitarsi a una generica contestazione dell'operato dell'Ufficio.
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