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Deducibile

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Indica le questioni che, pur potendo essere proposte in un precedente giudizio, non sono state effettivamente sollevate. Il principio del ne bis in idem non si estende, di norma, a ciò che era meramente 'deducibile'.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Responsabilità professionale avvocato e giudicato
Il Tribunale di Ancona ha dichiarato inammissibile una domanda di risarcimento per responsabilità professionale avvocato. Il caso riguardava la presunta negligenza di un legale nel non aver interrotto i termini di prescrizione per danni non patrimoniali. La decisione si fonda sul principio del giudicato esterno: questioni già trattate o che potevano essere sollevate in precedenti giudizi tra le stesse parti non possono essere riproposte, configurando altrimenti un abuso del processo.
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Riliquidazione della pensione: il giudicato blocca il ricalcolo
Il Pensionato ha richiesto la riliquidazione della pensione senza l'applicazione del limite massimo di legge. L'ente previdenziale si è opposto, evidenziando che una precedente sentenza definitiva aveva già respinto una sua richiesta di ricalcolo basata su coefficienti diversi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Pensionato. I giudici hanno stabilito che il diritto alla pensione è unico, anche se diviso tra quota capitale e ratei mensili. Poiché la precedente decisione definitiva aveva confermato i calcoli dell'ente previdenziale applicando il tetto massimo, tale decisione copre anche le contestazioni non sollevate in quella sede ma che si sarebbero potute proporre. Di conseguenza, il Pensionato perde definitivamente la causa e non può più contestare l'applicazione del limite massimo alla sua pensione.
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Frazionamento del credito: fare due cause costa il risarcimento
Un motociclista ha perso il controllo del suo scooter a causa di brecciolino e cemento su una strada comunale, finendo contro un palo. Per ottenere il risarcimento, il danneggiato ha avviato due cause separate: la prima davanti al Giudice di Pace per i danni al veicolo, la seconda davanti al Tribunale per le lesioni fisiche. I giudici di merito hanno dichiarato improcedibile la seconda domanda per illegittimo frazionamento del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del conducente. I giudici hanno chiarito che, se i danni derivano dallo stesso incidente e sono già quantificabili, non si possono fare due cause diverse. Il primo giudizio definitivo copre anche quello che si poteva chiedere in quella sede. Il ricorrente perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Prova nuova e revoca della confisca: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la revoca di una confisca di prevenzione, chiarendo i confini del concetto di prova nuova. I ricorrenti avevano presentato documentazione bancaria relativa ad assegni circolari emessi anni prima del periodo di pericolosità contestato, sostenendo che tali documenti dimostrassero la provenienza lecita dei fondi. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che tali elementi non costituiscono una prova nuova ai sensi dell'art. 28 del Codice Antimafia, in quanto erano già conoscibili o facilmente reperibili durante il procedimento originario e non erano stati prodotti per negligenza della parte.
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Bancarotta fraudolenta: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. La Suprema Corte ha rilevato che i motivi di ricorso erano generici e privi di un reale confronto con le motivazioni della sentenza d'appello. Inoltre, è stata ribadita l'impossibilità di dedurre in sede di legittimità questioni relative alla determinazione della pena che non erano state specificamente sollevate durante il giudizio di secondo grado. La decisione sottolinea l'importanza della specificità dei motivi di impugnazione ai sensi dell'art. 581 c.p.p.
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Confisca di prevenzione: i limiti della prova nuova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il diniego di revocazione di una confisca di prevenzione immobiliare. I ricorrenti invocavano come prova nuova dei tabulati INPS attestanti redditi pregressi, sostenendo che tali documenti non fossero stati correttamente acquisiti dagli inquirenti durante il primo giudizio. La Suprema Corte ha chiarito che la confisca di prevenzione non può essere revocata se la prova, pur preesistente, era nella disponibilità o conoscibilità della parte. L'errore degli investigatori non sana la colpa dei privati che non hanno prodotto tempestivamente documenti a loro accessibili.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente contestava la mancata verifica delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., denunciando un vizio di motivazione. Tuttavia, i giudici hanno ribadito che, a seguito della riforma del 2017, l'impugnabilità della sentenza di patteggiamento è limitata a casi tassativi. La scelta di questo rito speciale implica una rinuncia a contestare la colpevolezza, rendendo non deducibili motivi che esulano dalle violazioni di legge espressamente previste.
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Ne bis in idem esecutivo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante una richiesta di continuazione in fase esecutiva. Il ricorso è stato giudicato meramente reiterativo di una precedente istanza già respinta, applicando il principio del ne bis in idem esecutivo. La Corte ha chiarito che gli elementi probatori addotti dal ricorrente non erano nuovi, in quanto già presenti agli atti o implicitamente valutati, e che per le nuove prove non era stata dimostrata la loro decisività.
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