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Decorrenza Dei Termini

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31 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Pericolo di fuga: quando non basta la gravità del reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del PM contro l'annullamento di un'ordinanza di custodia cautelare. La Corte ha stabilito che la valutazione del pericolo di fuga deve basarsi su elementi concreti e attuali, non potendo derivare automaticamente dalla gravità del reato, come l'associazione mafiosa, o dalla presunzione di legge. La condotta processuale dell'imputato, come la partecipazione alle udienze e lo svolgimento di un'attività lavorativa, sono elementi decisivi per escludere il pericolo di fuga.
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Misure cautelari: quando si applicano dopo la scarcerazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, accusato di associazione mafiosa, contro l'applicazione di misure cautelari (obbligo di dimora e di presentazione alla polizia) disposte dopo la sua scarcerazione per decorrenza dei termini massimi di custodia. La Corte ha stabilito che la 'sussistenza' delle esigenze cautelari, richiesta dall'art. 307 c.p.p., non viene meno neanche a seguito di un annullamento con rinvio della sentenza di condanna, se permangono i rischi che avevano giustificato la detenzione iniziale. Viene inoltre confermata la legittimità dell'applicazione cumulata di più misure cautelari per reati di particolare gravità.
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Sospensione termini custodia cautelare: il caso del rinvio
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che negava la scarcerazione per decorrenza dei termini. La Corte ha stabilito che la sospensione dei termini di custodia cautelare è legittima se il rinvio del processo è causato da una richiesta del difensore, anche se appena nominato, per garantire l'effettività del diritto di difesa in un processo complesso.
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Decorrenza termini indagini: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che liberava alcuni indagati, chiarendo un principio fondamentale sulla decorrenza termini indagini. La Corte ha stabilito che i termini per le indagini preliminari decorrono in modo autonomo per ogni singolo indagato e per ogni nuovo reato iscritto nel registro delle notizie di reato. La decisione del tribunale inferiore, che aveva calcolato un unico termine per tutti basandosi sulla prima iscrizione, è stata ritenuta errata, ripristinando la validità degli atti di indagine, come le intercettazioni, compiuti successivamente.
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Misure cautelari: inammissibile ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro le misure cautelari non detentive applicate dopo la scadenza della custodia in carcere per un reato di mafia. La Corte ha ritenuto il ricorso generico, confermando che le esigenze cautelari persistevano nonostante l'annullamento della sua precedente condanna, data la sua storia criminale e l'assenza di dissociazione dall'organizzazione.
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Custodia cautelare: calcolo dopo annullamento con rinvio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare. La Corte ha stabilito che, in presenza di una doppia sentenza conforme sulla colpevolezza e a seguito di un annullamento con rinvio per altri motivi, il termine massimo di custodia cautelare di sei anni può essere esteso della metà (fino a nove anni), termine non ancora decorso nel caso di specie.
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Misure cautelari: proporzionalità e adeguatezza
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una donna, indagata per reati legati agli stupefacenti, a cui era stata applicata la misura cautelare del divieto di dimora in sostituzione degli arresti domiciliari scaduti. La ricorrente lamentava la sproporzione della misura. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la valutazione sulla persistenza delle esigenze cautelari e sulla scelta delle misure cautelari più adeguate spetta al giudice di merito, il cui giudizio è incensurabile in sede di legittimità se congruamente motivato.
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Misure cautelari sostitutive: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'applicazione dell'obbligo di dimora. Questa misura cautelare sostitutiva era stata disposta dopo la scadenza dei termini della custodia in carcere. La Corte ha chiarito che per l'applicazione di tali misure è sufficiente la 'sussistenza' delle esigenze cautelari originarie, interpretando il concetto in modo estensivo e non richiedendo una loro immutata 'permanenza'.
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Sospensione custodia cautelare: vale per tutti gli imputati
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato che chiedeva la scarcerazione per decorrenza dei termini. La Corte ha stabilito che l'ordinanza di sospensione della custodia cautelare, emessa per la complessità del processo, ha un'efficacia unitaria e oggettiva. Pertanto, si applica a tutti gli imputati del procedimento originario, anche a colui la cui posizione era stata temporaneamente separata e poi riunita, poiché la complessità investe l'intero processo.
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Custodia cautelare: decorrenza dei termini per reati
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato che chiedeva la scarcerazione per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare. Il caso riguardava due ordinanze di custodia: la prima per detenzione di stupefacenti, la seconda per un reato associativo (permanente) contestato fino a una data successiva alla prima ordinanza. La Corte ha stabilito che i termini di custodia cautelare non possono essere retrodatati al primo arresto se il secondo reato si è protratto nel tempo, non essendo i fatti completamente desumibili al momento della prima misura. Di conseguenza, i termini per i due procedimenti decorrono separatamente.
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Ricorso straordinario: inammissibile ante iudicatum
Un imputato ha presentato ricorso straordinario contro una decisione della Cassazione sulla durata della sua custodia cautelare. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che questo rimedio è applicabile solo a sentenze di condanna definitive e non a provvedimenti emessi prima del giudizio finale (ante iudicatum).
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