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Decisum — Anno 2026

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85 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Critica del dipendente: i limiti sui social network
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una sanzione disciplinare contro una dipendente di un ente di ricerca per aver pubblicato post critici su un social network. La sentenza chiarisce che la critica del dipendente, anche se espressa fuori dall'orario di lavoro, è soggetta ai limiti della continenza e della verità dei fatti, soprattutto quando la qualifica professionale del lavoratore può ledere l'immagine del datore di lavoro.
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Diritto all’assunzione: il contratto part time è valido
Due dipendenti pubblici, idonei a un concorso per posizioni a tempo pieno, venivano assunti con contratti part-time. Impugnavano tale assunzione rivendicando il diritto al tempo pieno. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, confermando la validità del contratto part-time volontariamente sottoscritto. La Corte ha stabilito che la scelta dell'amministrazione di assumere a condizioni diverse da quelle del bando è legittima e il contratto firmato prevale sulle pretese originarie.
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Giudicato implicito: quando una domanda è preclusa?
Un lavoratore ha citato in giudizio degli enti pubblici per ottenere un risarcimento danni relativo a una procedura di assunzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del giudice di merito secondo cui la pretesa era preclusa dal principio del giudicato implicito. La stessa domanda, infatti, era stata presentata in via subordinata in un precedente giudizio e, sebbene non esaminata esplicitamente, si considerava implicitamente rigettata a seguito dell'accoglimento della domanda principale.
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Confisca di prevenzione: quando resiste alla revoca?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una confisca di prevenzione disposta sulla base di due diverse categorie di pericolosità sociale non può essere revocata se una delle due viene dichiarata incostituzionale, a condizione che la motivazione per la categoria residua sia autonoma e sufficiente a sorreggere da sola il provvedimento. La Corte ha rigettato i ricorsi, confermando la stabilità del provvedimento ablatorio definitivo.
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Licenziamento disciplinare sproporzionato: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di un licenziamento disciplinare inflitto a una dipendente di un supermercato per aver consumato del cibo sul posto di lavoro. La decisione si basa sulla valutazione della condotta, ritenuta non così grave da giustificare la massima sanzione espulsiva. I giudici hanno considerato il contesto specifico (uso di guanti, orario di chiusura) e hanno ritenuto il licenziamento disciplinare sproporzionato, riqualificando la mancanza come violazione punibile con una sanzione conservativa, con conseguente diritto alla reintegrazione.
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