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Decisorietà

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70 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso straordinario per cassazione: i limiti
Una società ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro un decreto del Tribunale che rigettava la sua richiesta di misure protettive. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il provvedimento impugnato, avendo natura meramente cautelare e strumentale, è privo del carattere decisorio necessario per un ricorso straordinario per cassazione. La decisione ribadisce che solo i provvedimenti che incidono in modo definitivo sui diritti soggettivi possono essere portati all'esame della Suprema Corte.
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Ricorso per cassazione concordato: quando è inammissibile
Una società in liquidazione, dopo aver presentato domanda di concordato preventivo presso il tribunale della sua nuova sede, viene dichiarata fallita dal tribunale della vecchia sede. Di conseguenza, il primo tribunale dichiara inammissibile la proposta di concordato. La Corte d'Appello conferma questa decisione. La Corte di Cassazione, investita della questione, dichiara il ricorso inammissibile. La motivazione principale risiede nel fatto che il provvedimento che dichiara inammissibile una proposta di concordato, senza aprire contestualmente la liquidazione giudiziale, manca di 'carattere decisorio'. Non risolvendo una controversia su diritti soggettivi con efficacia di giudicato, non può essere impugnato con un ricorso per cassazione concordato ai sensi dell'art. 111 della Costituzione.
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Ricorso straordinario inammissibile: il caso pratico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario proposto da un debitore contro il decreto che aveva giudicato inammissibile la sua proposta di accordo per sovraindebitamento. La Corte ha chiarito che tale provvedimento, limitandosi a una valutazione preliminare senza decidere sui diritti in modo definitivo, non possiede il carattere 'decisorio' necessario per l'impugnazione straordinaria, a differenza dei decreti che si pronunciano sull'omologazione del piano.
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Ricorso straordinario: quando è inammissibile?
Un debitore ha presentato un ricorso straordinario alla Corte di Cassazione contro la decisione del Tribunale che aveva dichiarato inammissibile la sua proposta di accordo per sovraindebitamento. La Corte ha dichiarato il ricorso a sua volta inammissibile, spiegando che solo i provvedimenti che decidono nel merito dell'omologazione del piano hanno carattere decisorio e sono impugnabili. I provvedimenti di mera inammissibilità della proposta, invece, non lo sono.
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Ricorso inammissibile: quando non si appella un’ordinanza
Una cittadina ha impugnato in Cassazione un'ordinanza meramente istruttoria, che rimetteva la causa al collegio. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché il provvedimento mancava dei requisiti di decisorietà e definitività. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata per abuso del processo al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Impugnabilità revoca amministratore: no della Cassazione
Un amministratore, revocato per gravi irregolarità gestionali ai sensi dell'art. 2409 c.c., ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'impugnabilità della revoca amministratore è esclusa. Tali provvedimenti, infatti, non hanno carattere decisorio e non sono appellabili in Cassazione, se non per la parte relativa alla condanna alle spese legali.
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Esdebitazione incapiente: no per debiti da fallimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30108/2025, ha stabilito un importante principio di diritto in materia di esdebitazione incapiente. Sebbene il ricorso sia stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali, la Corte ha chiarito che un debitore, già dichiarato fallito sotto la vigenza della vecchia legge fallimentare, non può successivamente accedere al beneficio dell'esdebitazione per il sovraindebitato incapiente (art. 283 CCII) per gli stessi debiti derivanti dalla procedura di fallimento. La Corte ha sottolineato che ogni procedura concorsuale ha il suo specifico e non intercambiabile percorso di esdebitazione.
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Revoca amministratore: come si decidono le spese legali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1569/2024, affronta il tema della revoca amministratore di condominio. Due condomini avevano richiesto la rimozione giudiziale dell'amministratore, ma la loro domanda è stata rigettata in primo e secondo grado. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso sul merito della revoca, confermando che tali provvedimenti non sono definitivi. Ha invece esaminato e rigettato il ricorso relativo alle spese legali, ritenendo legittima la decisione della Corte d'Appello di compensarle, nonostante la parziale riforma delle motivazioni della decisione di primo grado.
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Volontaria giurisdizione: appello in Cassazione nullo
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito l'inammissibilità del ricorso straordinario avverso i decreti emessi in sede di volontaria giurisdizione. Il caso riguardava la richiesta di svincolo di una somma, ma la Corte ha bloccato l'appello sul nascere, chiarendo che tali provvedimenti, privi di carattere decisorio e definitivo, non sono impugnabili in ultima istanza, nemmeno se si lamentano vizi processuali.
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Ricorso inammissibile: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro il decreto di un tribunale che aveva revocato l'apertura di una procedura di liquidazione del patrimonio. La revoca era stata disposta a causa dell'omessa dichiarazione, da parte del debitore, di una causa risarcitoria a suo carico. La Suprema Corte ha stabilito che tale provvedimento, basato su un vizio di ammissibilità della domanda, è privo dei caratteri di decisorietà e definitività e, pertanto, non può essere impugnato in Cassazione, non precludendo al debitore la possibilità di ripresentare una nuova istanza corretta.
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Ricorribilità per cassazione: no se la domanda è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza del Tribunale che aveva a sua volta dichiarato inammissibile una domanda di liquidazione del patrimonio. La Suprema Corte ha chiarito che un provvedimento di inammissibilità non possiede i caratteri di decisorietà e definitività necessari per la ricorribilità per cassazione, poiché non impedisce al debitore di riproporre una nuova e più completa istanza.
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Ricorso per cassazione sovraindebitamento: quando è inammissibile
Una famiglia di debitori si rivolge alla Corte di Cassazione dopo che il Tribunale ha revocato l'apertura della loro procedura di liquidazione del patrimonio, a seguito del reclamo di una banca. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, specificando che il provvedimento di revoca non ha carattere decisorio e non preclude la riproposizione della domanda. Questo chiarisce i limiti del ricorso per cassazione sovraindebitamento in fasi non definitive della procedura.
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Cancellazione ipoteca: quando è inammissibile il ricorso
Una società, dopo aver ottenuto una sentenza che revoca un'ingiunzione di pagamento e ordina la cancellazione di un'ipoteca, si vede negare l'esecuzione dal Conservatore. I suoi reclami vengono respinti. La Cassazione dichiara l'appello inammissibile, specificando che per risolvere la questione del diritto alla cancellazione ipoteca è necessario avviare una causa ordinaria, non un procedimento di reclamo non contenzioso.
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Ricorso per cassazione inammissibile: la decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso per cassazione inammissibile avverso un decreto che revocava l'apertura di una procedura di liquidazione per sovraindebitamento. La decisione si fonda sul principio che tale provvedimento, non avendo carattere di decisorietà e definitività, non incide in modo irrevocabile sui diritti soggettivi e quindi non è appellabile davanti alla Suprema Corte.
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Ricorso inammissibile: quando un atto non è decisivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso un decreto del Tribunale che aveva annullato la revoca di un'aggiudicazione provvisoria di rami d'azienda. La Suprema Corte ha stabilito che il provvedimento impugnato non era né decisorio né definitivo, in quanto si limitava a giudicare la legittimità di un atto gestorio del curatore fallimentare, senza risolvere una controversia su diritti soggettivi in modo finale. Pertanto, il ricorso non rispettava i requisiti previsti dall'art. 111 della Costituzione.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: quando non si può?
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso proposto da un debitore contro il decreto che revocava l'apertura della procedura di liquidazione del patrimonio. La decisione del tribunale, basata su un vizio di ammissibilità della domanda (omissione di un debito), è stata ritenuta priva dei caratteri di decisorietà e definitività, necessari per l'accesso in Cassazione, poiché non impedisce al debitore di ripresentare una nuova istanza corretta. L'analisi sottolinea l'importanza dei requisiti procedurali per l'impugnazione.
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Decreto inammissibilità concordato: quando è inappellabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro il decreto che aveva a sua volta dichiarato inammissibile il reclamo avverso il provvedimento di primo grado. Il decreto inammissibilità concordato preventivo, per carenza di documentazione, non è appellabile, come stabilito da una norma specifica (art. 162, co. 2, legge fallimentare) che prevale sulle regole generali. La Corte ha inoltre chiarito che eventuali questioni sulla composizione del collegio giudicante devono essere sollevate tempestivamente e non in sede di impugnazione.
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Ricorso straordinario inammissibile: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso straordinario inammissibile poiché l'atto impugnato, un'ordinanza del tribunale, confermava la natura non decisoria di un precedente 'visto' del giudice. La Corte ribadisce che solo i provvedimenti che incidono su diritti soggettivi con efficacia di giudicato possono essere oggetto di ricorso straordinario, delineando i confini dell'appellabilità degli atti giudiziari nelle procedure di sovraindebitamento.
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Ricorso per cassazione inammissibile: l’ordinanza
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso per cassazione inammissibile, proposto da un nipote contro un'ordinanza che lo obbligava a restituire un immobile al nonno. La Corte ribadisce il principio consolidato secondo cui i provvedimenti cautelari, come le ordinanze possessorie, non hanno carattere decisorio e definitivo, pertanto non sono impugnabili dinanzi alla Suprema Corte. La via corretta per la risoluzione della controversia è il giudizio di merito.
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Accesso atti fallimentari: quando il ricorso è nullo
Una professionista legale richiedeva l'accesso agli atti di una procedura concorsuale per finalità difensive. A seguito del rigetto da parte del Tribunale, ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il provvedimento sul diniego di accesso atti fallimentari ha natura procedurale e non decisoria, quindi non è impugnabile in tale sede. La richiesta può essere ripresentata se motivata correttamente.
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