Un'azienda ha pagato la prima rata di un debito fiscale con soli due giorni di ritardo. L'Agenzia delle Entrate ha revocato l'intero piano di pagamento, chiedendo il saldo immediato. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo un principio molto rigido: secondo la normativa applicabile ai fatti, il mancato o tardivo pagamento della prima rata comporta l'automatica decadenza dalla rateazione, senza possibilità di valutare la lieve entità del ritardo. La Corte ha precisato che le norme successive più favorevoli, che introducono una tolleranza per i ritardi minimi, non sono retroattive e quindi non potevano essere applicate al caso specifico. Di conseguenza, la richiesta dell'Agenzia delle Entrate è stata ritenuta legittima.
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