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De Cuius

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525 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione debiti e atto interruttivo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un sollecito di pagamento, inviato da una società fornitrice di servizi idrici, costituisce un valido atto interruttivo della prescrizione debiti anche se indirizzato al cliente defunto, qualora gli eredi avessero già precedentemente riconosciuto il debito. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente dichiarato prescritto il credito, sottolineando che il riconoscimento del debito e la successiva richiesta di pagamento manifestano in modo inequivocabile la volontà del creditore di far valere il proprio diritto.
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Credito di lavoro ereditato: limiti alla compensazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un credito di lavoro ereditato, come il TFR, non perde la sua natura protetta. Di conseguenza, la banca, ex datore di lavoro, non può compensarlo integralmente con i debiti bancari del defunto. La compensazione è ammessa solo entro il limite di un quinto, preservando la funzione di sostentamento del credito.
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Inammissibilità appello: prova notifica mancante
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'appello presentato dall'Amministrazione Finanziaria per non aver depositato la prova della notifica dell'atto di appello. Un contribuente aveva impugnato una cartella di pagamento, sostenendo la mancata notifica dell'atto presupposto. Dopo una vittoria in primo grado, l'appello dell'Ufficio è stato accolto in secondo grado. Tuttavia, la Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la mancata produzione della ricevuta di spedizione o dell'avviso di ricevimento al momento della costituzione in giudizio rende l'appello irrimediabilmente inammissibile, senza possibilità di sanatoria successiva.
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Indennizzo durata irragionevole: diritto dell’erede
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dell'erede a un doppio indennizzo per durata irragionevole di un processo. Un primo indennizzo spetta 'iure hereditatis', ereditato dal defunto per il ritardo accumulato fino al suo decesso. Un secondo indennizzo spetta 'iure proprio', per il danno personale subito dall'erede a causa del protrarsi del giudizio dopo il suo intervento. La Corte ha chiarito che i due periodi vanno valutati separatamente, respingendo il ricorso del Ministero della Giustizia.
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Indennizzo iure proprio: Eredi e ritardi processuali
La Corte di Cassazione interviene sul diritto degli eredi a ottenere un indennizzo per l'eccessiva durata di un processo. Confermato il doppio diritto al risarcimento: quello ereditato ('iure hereditatis') per il ritardo subito dal defunto, e quello personale ('indennizzo iure proprio') per il periodo successivo al loro ingresso nel giudizio. La Corte ha inoltre annullato una decurtazione immotivata dell'indennizzo applicata dalla corte territoriale, stabilendo i criteri corretti per la liquidazione.
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Onere della prova investitore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi di un'investitrice contro un istituto bancario riguardo a un investimento in obbligazioni argentine. La decisione si fonda su motivi procedurali, in particolare sulla mancata specificità del ricorso e sulla sua incapacità di contestare la 'ratio decidendi' della sentenza d'appello. Quest'ultima aveva ritenuto l'investitrice un'operatrice esperta, un punto cruciale che ha spostato il focus dall'onere della prova investitore alla valutazione complessiva della sua competenza finanziaria.
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Diritto ereditario: il beneficio passa agli eredi?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'erede che richiedeva un beneficio previdenziale per esposizione all'amianto per conto del coniuge defunto. L'ente previdenziale sosteneva che il diritto non fosse trasmissibile, non essendo mai stato richiesto in vita dal lavoratore. La Corte ha stabilito che il diritto si trasferisce per successione, ma ha cassato la sentenza d'appello per un vizio procedurale: la corte territoriale non aveva adeguatamente verificato se il defunto avesse compiuto atti interruttivi della prescrizione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame su questo specifico punto.
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Risarcimento danno dirigente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento del danno per gli eredi di un dipendente pubblico che, pur avendo vinto un concorso per dirigente, non ha mai ricevuto il relativo incarico. La Corte ha stabilito che il danno va quantificato nelle differenze retributive tra lo stipendio percepito e la parte fissa della retribuzione dirigenziale che sarebbe spettata. L'ordinanza chiarisce anche che l'Agenzia pubblica, subentrata al Ministero, è legittimata passivamente a rispondere delle obbligazioni pregresse, consolidando il principio del risarcimento danno dirigente per violazione degli obblighi di correttezza e buona fede da parte della Pubblica Amministrazione.
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Rivalutazione contributiva: la domanda dell’erede
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32288/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. Il caso riguardava la richiesta di un'erede di ottenere il beneficio per il coniuge defunto, il quale, in vita, non aveva mai presentato la relativa domanda amministrativa all'INPS. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, affermando che la domanda amministrativa non è una mera condizione di procedibilità, ma un elemento costitutivo del diritto stesso. Di conseguenza, se il lavoratore non presenta la domanda, il diritto non entra mai nel suo patrimonio e, pertanto, non può essere trasmesso agli eredi per successione.
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Crediti ereditari: un coerede può agire per l’intero?
La Corte di Cassazione chiarisce che i crediti ereditari non si dividono automaticamente tra i coeredi ma entrano nella comunione ereditaria. Di conseguenza, un singolo coerede è legittimato ad agire in giudizio per recuperare l'intero credito spettante al defunto, senza dover limitare la richiesta alla propria quota. La vicenda trae origine dalla richiesta di risarcimento avanzata da un erede per somme sottratte dal conto del fratello defunto. La Corte d'Appello aveva erroneamente dimezzato il risarcimento, ma la Cassazione ha annullato tale decisione, riaffermando il principio consolidato.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: critica alla CTU
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato nell'ambito di una causa di divisione ereditaria. La ricorrente contestava le valutazioni della Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) già confermate in primo e secondo grado. La Corte ha ritenuto le censure generiche e tardive, sottolineando che il ricorso era precluso anche dal principio della "doppia conforme", che limita l'accesso alla Cassazione quando due sentenze di merito giungono alla stessa conclusione sui fatti. La decisione ribadisce l'importanza di formulare obiezioni specifiche e tempestive agli elaborati peritali durante il processo.
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Notifica precetto eredi: onere della prova creditore
Un erede si opponeva a un precetto notificato contestualmente al titolo esecutivo, violando il termine di 10 giorni previsto dalla legge. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha stabilito che in caso di notifica precetto eredi, spetta al creditore, e non all'erede, l'onere di provare che la notifica al defunto fosse già avvenuta. La violazione del termine è un vizio che pregiudica in modo evidente i diritti dell'erede.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31407/2024, ha stabilito che la compensazione spese legali è illegittima se la parte è totalmente vittoriosa. L'errore del giudice di primo grado, addotto dalla Corte d'Appello come motivazione, non rientra tra le 'gravi ed eccezionali ragioni' richieste dalla legge per derogare al principio della soccombenza, secondo cui chi perde paga le spese. La Corte ha quindi cassato la sentenza e rinviato il caso per una nuova decisione sulle spese.
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Prescrizione donazione nulla: decorrenza e termini
In una disputa ereditaria tra sorelle, la Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale sulla prescrizione donazione nulla. L'ordinanza chiarisce che l'azione per la restituzione di somme derivanti da una donazione invalida si prescrive in dieci anni a partire dalla data del pagamento e non dalla successiva sentenza che ne dichiara la nullità. L'erede che agisce per il recupero del credito subentra nella stessa posizione del defunto, senza che l'apertura della successione modifichi l'inizio del decorso della prescrizione.
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Sdemanializzazione tacita: no per il demanio marittimo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36924/2024, ha stabilito che la declassificazione di un bene dal demanio marittimo non può mai avvenire in forma implicita. A differenza di altre categorie di beni demaniali, per la sdemanializzazione di spiagge e arenili è indispensabile un provvedimento amministrativo formale ed esplicito, come previsto dall'art. 35 del Codice della Navigazione. La Corte ha rigettato il ricorso di alcuni soggetti che rivendicavano diritti su un terreno in base a un vecchio atto di legittimazione per uso civico del 1936, ritenendolo inidoneo a modificare la natura demaniale marittima del suolo.
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Eccezione di incompetenza: come formularla
La Corte di Cassazione stabilisce che l'eccezione di incompetenza territoriale, per essere valida, deve contestare la totalità dei fori alternativi previsti dalla legge. In un caso riguardante la richiesta di un erede contro una banca, la Corte ha ritenuto l'eccezione della banca inefficace perché non contestava la presenza di una propria sede nel luogo del tribunale adito. Di conseguenza, la competenza di quest'ultimo è stata confermata.
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Responsabilità pro quota eredi per IMU: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di debiti tributari ereditari. Un'erede aveva impugnato avvisi di accertamento IMU relativi a un immobile ereditato, contestando la richiesta del Comune di pagamento dell'intera somma. La Suprema Corte ha accolto il ricorso sul punto cruciale, chiarendo che per i tributi locali come l'IMU vige la regola della responsabilità pro quota. Ciascun erede risponde dei debiti del defunto solo in proporzione alla propria quota ereditaria, a differenza di quanto previsto per le imposte sui redditi, dove la responsabilità è solidale. La decisione cassa la sentenza precedente, che aveva erroneamente applicato il principio della solidarietà.
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Diritto di abitazione e IMU: quando il coniuge non paga
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto di abitazione del coniuge superstite non si costituisce se l'immobile adibito a residenza familiare era in comproprietà tra il defunto e terzi (in questo caso, i figli di primo letto). Di conseguenza, il coniuge superstite non è soggetto passivo IMU. L'imposta grava interamente sui comproprietari, che si erano rivolti al giudice per ottenerne un rimborso parziale, vedendo però la loro richiesta definitivamente respinta.
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Revoca testamento: quando si estende all’olografo?
Un caso complesso di successione testamentaria in cui la Corte di Cassazione chiarisce i principi sulla revoca testamento. Quando un testatore redige prima un testamento olografo e poi uno pubblico con contenuto identico, la revoca espressa del secondo può estendersi anche al primo. La Corte ha stabilito che il giudice di merito deve compiere un'accurata indagine sulla volontà del defunto per determinare se il secondo testamento fosse meramente riproduttivo. In caso affermativo, la revoca di quest'ultimo annulla anche il precedente. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per non aver svolto tale indagine.
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Esenzione prima casa: il requisito dei familiari coabitanti
Un Comune ha impugnato la concessione dell'esenzione prima casa ICI a una contribuente, sostenendo la necessità della coabitazione dei familiari. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio. La decisione è stata rinviata in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale sulla legittimità di tale requisito, già sollevata in altri procedimenti.
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